Auchan-Conad, altra doccia fredda: chiesta la cassa integrazione per 5mila lavoratori

I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno ricevuto la richiesta di cig da Margherita Distribuzione, l'azienda di Conad che ha acquisito i punti vendita ex Auchan 

Foto di repertorio

Dopo gli oltre 800 licenziamenti arrivati a fine gennaio, arriva una nuova doccia gelata per i migliaia di lavoratori coinvolti nel complicato passaggio di centinaia di punti vendita ex Auchan e Sma al consorzio Conad. Margherita Distribuzione, l'azienda controllata da Conad che ha acquisito i punti vendita sparsi sul territorio italiano, ha presentato la richiesta ufficiale di cassa integrazione per il 60% della forza lavoro: 5.323 dipendenti sui 8.873 nazionali distribuiti nelle regioni di Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna e Veneto

Auchan-Conad, chiesta la cassa integrazione per oltre 5mila lavoratori

La comunicazione è stata inviata  alle federazioni del commercio di Cgil, Cisl e Uil, e arriva alla vigilia dell'incontro previsto per domani a Roma per la procedura di mobilità delle sedi precedentemente aperta dall'impresa. Un confronto in programma domani, sottolinea Filcams Cgil, "che sarebbe già stato complicato sia per l'emergenza occupazionale dei lavoratori coinvolti sia perché è evidente che il venir meno delle sedi centrali dell'impresa palesa un rischio imminente per tutti i dipendenti della logistica e per quelli operanti nei punti vendita che non hanno ancora trovato un acquirente né dentro né fuori il mondo Conad".

Per Filcams Cgil sulla procedura di richiesta di cassa integrazione "ci sono già evidenti criticità e dubbi che dovranno essere affrontati con l'impresa il prima possibile: la comunicazione aggrega, in un generico 60% di riduzione massima, i dipendenti che dovranno essere sospesi per un intervento di riduzione del costo del lavoro e quelli che invece sappiamo che saranno sospesi per interventi di riduzione della superficie degli ipermercati e quindi in un ambito di riorganizzazione". 

Auchan-Conad, i sindacati: ''Chiediamo chiarezza''

Tra i punti vendita citati, osserva il sindacato, "ce ne sono alcuni che sono già stati oggetto di passaggio alla rete Conad e non si comprende la competenza che abbia Margherita nell'attivare la cassa; di contro ne mancano altri che in precedenti incontri, fatti sia a livello nazionale che territoriale, risultava potessero avere criticità. Ancora una volta da parte dell'impresa una comunicazione approssimativa su cui la Filcams esigerà chiarezza".

Filcams Cgil ritiene indispensabile "riprendere la trattativa su un accordo quadro di gestione della vertenza che l'impresa ha di fatto negato nei mesi precedenti volendo imporre le proprie posizioni al tavolo, manca ancora un piano di salvaguardia occupazionale e nonostante gli annunci fatti sulla stampa l'impresa non ha ancora chiarito quante persone possono essere ricollocate nella rete Conad, la cassa integrazione può, evidentemente, solo ammortizzare temporaneamente il rischio esuberi. È inoltre importante che il Mise, a questo punto congiuntamente al ministero del Lavoro, preveda una nuova convocazione delle parti a breve termine per riprendere la vertenza prima che sia troppo tardi".

Auchan-Conad, la nota di Margherita Distribuzione: "Non ci saranno licenziamenti"

Margherita Distribuzione (gruppo Conad) ha avviato la cassa integrazione straordinaria per la rete commerciale ex-Auchan, ma non ci sarà "nessun licenziamento: solo uscite volontarie e ricollocazione professionale". Lo afferma la Conad, sottolineando che "anche per la rete commerciale ex-Auchan sono confermati per il 2020 i cardini del piano dell'azienda di 'salvaguardia del lavoro' che prevede, accanto all'attivazione della Cigs per gestire gli interventi di ristrutturazione e risanamento di molti punti vendita, anche un piano di uscite su base volontaria e incentivata (con attivazione anche della Naspi) da abbinare a interventi di ricollocazione e riqualificazione professionale". È stata quindi avviata da Margherita Distribuzione (Md) la procedura per l'attivazione della Cigs "diretta a supportare gli interventi di risanamento e ristrutturazione di parte della rete commerciale ex-Auchan ancora in Md, necessari per completare il piano di 'messa in sicurezza' della rete stessa mediante integrazione nella rete commerciale di Conad o nella rete di altri primari operatori di mercato".

L'azienda "conferma tutti gli interventi e gli obiettivi che prevedono la valorizzazione e l'integrazione della rete commerciale ex-Auchan nella rete Conad (per la gran parte pari a circa il 60%) o nella rete di altri primari operatori di mercato (per la rimanente parte di circa 40%), da completare entro la metà del 2020, tenuto conto anche di quelle che saranno le valutazioni finali sull'operazione da parte dell'Antitrust (previste per la fine di febbraio)". La società "conferma inoltre che tutti gli interventi sulla rete commerciale ex-Auchan (e soprattutto quelli di integrazione nella rete Conad) sono e saranno accompagnati da misure di 'salvaguardia del lavoro', che hanno permesso, fino a oggi e in pochi mesi, di garantire stabilità, continuità e un futuro occupazionale a più di 13mila persone, con il riassorbimento nella sola rete Conad, a oggi, di più di 2.500 esuberi".

Auchan-Conad, Pd: "Riorganizzazione non si tramuti in licenziamenti"

“Dopo la richiesta di cassa integrazione per circa il 60% della forza lavoro (5.323 dipendenti su un totale nazionale di 8.873) e affinché si scongiuri che il processo di riorganizzazione della rete Auchan e Sma si tramuti in un ulteriore drammatico taglio dell’occupazione, il ministero del Lavoro si deve subito attivare per imprimere un’accelerazione della trattativa tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti del gruppo Margherita Distribuzione. Il ministero del Lavoro deve agire in maniera urgente per verificare le reali intenzioni del gruppo Margherita sul futuro lavorativo dei dipendenti impiegati nei punti vendita, negli ipermercati, nelle sedi amministrative e nella logistica. Anche perché tali richieste non appaiono accompagnate da chiare indicazioni sul piano industriale di rilancio di un’azienda che continua a perdere fatturato, senza che venga realizzato alcun serio investimento. Solo in Sardegna sono coinvolti i 435 dipendenti dei 725 totali delle Città mercato di Cagliari, di Olbia e di Sassari”.

Questo il contenuto di un’interrogazione presentata dalle deputate e dai deputati dem, Romina Mura, Debora Serracchiani, Carla Cantone, Chiara Gribaudo, Stefano Lepri, Serse Soverini e Antonio Viscomi, rivolta alla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. “In una realtà come la Sardegna - proseguono i parlamentari del Pd - il numero dei lavoratori collocati in cassa integrazione appare inaccettabile e, a parere delle organizzazioni sindacali, minerebbe la stessa operatività e il buon andamento dei quattro ipermercati presenti sull’isola, che già ora registrano riduzioni di clientela e di fatturato e con il personale che vede costantemente peggiorare le condizioni di lavoro e le prospettive future. La preoccupazione unitariamente espressa dalle organizzazioni sindacali è che, oltre alla perdita di reddito per i lavoratori interessati, la cassa integrazione per tutto il 2020 possa essere il preludio di ulteriori licenziamenti nel 2021”.

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