Benzina, incubo droni per gli automobilisti: perché c'è il "rischio valanga" sui prezzi

Attacchi con droni hanno provocato incendi in due tra le principali raffinerie gestite dalla compagnia pubblica Aramco in Arabia Saudita: potrebbe aumentare a breve - e non di poco - il prezzo dei carburanti. Coldiretti: "Effetto valanga sulla spesa"

Aumenti in arrivo per benzina e diesel - ANSA

Benzina, potrebbe essere una delle peggiori settimane dell'anno per gli automobilisti sul fronte prezzi. Negli scorsi giorni attacchi con droni hanno provocato incendi in due enormi e fondamentali impianti petroliferi gestiti dalla compagnia pubblica Aramco in Arabia Saudita (colosso valutato 2 trilioni di dollari). E' stata di fatto dimezzata, seppur temporaneamente, la produzione del petrolio saudita. Non si tratta di "briciole", bensì di  cinque milioni di barili al giorno. Un'enormità.

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, ha spiegato all'agenzia Agi che esiste concretamente “il rischio di un’impennata dei prezzi del petrolio per un periodo di 7-10 giorni” anche “sopra i 100 dollari al barile”. Tradotto in parole povere, potrebbe aumentare il prezzo dei carburanti. 

Coldiretti: "Aumento benzina ha effetto valanga"

"In un Paese come l’Italia dove l`85% dei trasporti commerciali avviene per strada l’impennata del costo del petrolio e il conseguente rincaro dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione." Lo sostiene la Coldiretti in riferimento al rincaro record delle quotazioni del petrolio dopo l'attacco alle raffinerie saudite di Saudi Aramco. 

"L’aumento è destinato a contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce – sottolinea la Coldiretti – il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi mentre aumentano i costi per le imprese. A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti – continua la Coldiretti – è anche l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura secondo una analisi della Coldiretti su dati Ismea".

 “Gli shock energetici aggravano un deficit logistico che è necessario recuperare investendo sulle energie alternative ed sbloccando le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che “si tratta di una mancanza che rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export”.

Benzina, movimenti al rialzo sui prezzi consigliati alla pompa

Si registra nel fine settimana un movimento al rialzo sui listini dei prezzi consigliati dei carburanti alla pompa, mentre l'aumento rilevato venerdì sulle quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo è stato completamente ammortizzato dal rialzo dell'euro sul dollaro. Il tutto in attesa degli effetti sui carburanti del rialzo del greggio dovuto agli attacchi dei droni in Arabia Saudita - con il Brent che questa mattina fa registrare un rialzo di quasi il 20%, secondo Bloomberg il maggiore della storia.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 15mila impianti: benzina self service a 1,575 euro/litro (+1 millesimo, compagnie 1,582, pompe bianche 1,554), diesel a 1,463 euro/litro (+1, compagnie 1,470, pompe bianche 1,444). Benzina servito a 1,700 euro/litro (invariato, compagnie 1,740, pompe bianche 1,607), diesel a 1,595 euro/litro (+1, compagnie 1,638, pompe bianche 1,496). Gpl self service a 0,579 euro/litro, servito a 0,596 euro/litro (-1, compagnie 0,602, pompe bianche 0,587), metano self service 0,982 euro/kg, servito a 0,990 euro/kg (-1, compagnie 0,999, pompe bianche 0,982), Gnl 0,948 euro/kg (compagnie 0,951 euro/kg, pompe bianche 0,946 euro/kg). Questi i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,687 euro/litro (servito 1,887), gasolio self service 1,578 euro/litro (servito 1,801), Gpl self service 0,696 euro/litro (servito 0,695), metano 1,068 euro/kg, Gnl 0,912 euro/kg. Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di venerdì: benzina a 398 euro per mille litri (+1), diesel a 444 euro per mille litri (-5, valori arrotondati).

Quando (e perché) aumenta il prezzo di benzina e diesel

Dal 2000 all'incirca a oggi prezzi della benzina sono cresciuti del 75,9%, il diesel ha registrato un rialzo del 47,7% e il gpl del +49,9%. Pesante – sottolinea Uecoop – l’impatto delle tasse che nell’ultimo anno hanno inciso per il 63% sul prezzo al dettaglio della benzina e per il 59,5% per quello del gasolio: in pratica ogni volta che un automobilista si ferma alla stazione di servizio per un pieno da 55 litri lo Stato si mette in tasca oltre 48 euro sul diesel e più di 55 euro sulla benzina, fra accise e Iva.

Quale è il motivo per il quale il prezzo della benzina aumenta? Il prezzo tendenzialmente aumenta a livello internazionale quando aumenta il costo del petrolio. Ma quando sale il costo del petrolio, il costo della benzina aumenta lentamente, e quando scende il prezzo del petrolio, il prezzo della benzina scende lentamente. In Italia pesano sul costo finale molto le accise e l'Iva, non le minime variazioni che si verificano ogni settimana. Se calassero tasse e accise il costo a litro sarebbe più basso, simile ad altri Paesi europei, anche senza arrivare al "mitologico" e da qualcuno sognato 0,50 centesimi a litro (prezzo depurato da tasse e accise) . Il nostro Paese resta sempre nei primissimi posti della classifica per il peso fiscale per ogni singolo litro di benzina.

Caro carburanti, la sorpresa di Settembre (e no, non è una bella notizia)

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In Yemen c'è dal 2015 una guerra civile nella quale l’Arabia Saudita gioca un ruolo determinante: milioni di yemeniti sono ridotti alla fame e la guerra ha provocato decine di migliaia di vittime. Il conflitto iniziò a marzo 2015 quando aerei dell’Arabia Saudita e di altri paesi arabi bombardarono le postazioni in Yemen dei ribelli sciiti Houthi, che avevano preso il controllo della capitale Sana’a.

La guerra in Yemen si inserisce nel grande scontro fra sauditi e iraniani. Da una parte una coalizione di Paesi arabi sunniti composta dagli Stati del Golfo (tranne l’Oman), la Giordania, l’Egitto, il Marocco e il Sudan, guidati dall'Arabia Saudita, dall'altra un'alleanza appoggiata dall’Iran.

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