Mini banche addio: ecco i trucchi per non bruciare i risparmi

Rivoluzione Popolari, Casse di Risparmio in crisi: per il sistema bancario è in corso un cambio d'epoca. Altroconsumo spiega come salvarsi da obbligazioni e azioni "carta straccia"

"Sicurissimo: quando viene associato questo aggettivo ad un investimento finanziario uscite dalla banca ed evitatela". Vincenzo Somma, direttore di Altroconsumo Finanza, stila per Today.it un breve decalogo dedicato ai consumatori. "Quando c'è tanta insistenza a vendere un prodotto è quello il campanello di allarme che deve invitare a scappare".

Per Altroconsumo è prioritario continuare a tenere alta l'attenzione per evitare altri bagni di sangue come con Popolare Vicenza e le altre Popolari disastrate, in un momento di fusioni e assestamenti che durerà almeno due anni, secondo le parole del ministro dell’Economia Padoan. Somma ricorda che appena 25 anni fa erano circa 800 le grandi banche italiane: in un quarto di secolo sono rimaste solo 291 realtà che a dicembre avevano più di 10 sportelli.

Vista anche la recente riforma delle banche popolari sarà quella italiana una realtà che si andrà ad allineare con quella Europea fatta di grandi gruppi bancari cannibali?

"Questo è un fenomeno in atto da tempo, e non ancora del tutto esaurito - spiega Somma - E' sicuramente una possibilità acuita dalla crisi finanziaria e di fiducia. E' chiaro che banche quotate e grandi gruppi hanno una maggior frequenza di pubblicazione della propria situazione finanziaria. Pensiamo inoltre come anche un solo cliente che si presenta con un buco milionario possa rappresentare un evento drammatico per una piccola realtà che si trovano così ad andare in sofferenza, senza che se ne abbia notizia".

Tema delicato quello delle Casse di Risparmio, esplosivo quelle delle Popolari dopo il caso Banca Etruria in questi giorni è stata la Banca Popolare delle Province Calabre a finire in liquidazione: un caso che non è finito sui giornali nazionali solo perché obbligazionisti e correntisti si sono salvati, in quanto le attività sono state trasferite alla Popolare di Bari.  Ma per Altroconsumo non si può abbassare la guardia:  la stessa Popolare di Bari è una banca che prima di questa operazione aveva solo un rating di 2 stelle Altroconsumo. Circa l'8% delle banche analizzate che si fermano a una sola stella, ovvero "allarme rosso".

IL RATING DI ALTROCONSUMO - Due indicatori sono essenziali per stabilire la bontà della situazione economica-finanziaria di un istituto di credito: il common equity tier 1 (spesso indicato come Cet1 ratio) e total capital ratio. Entrambi dicono quanto la banca è in grado di fronteggiare eventuali difficoltà nel recuperare i crediti concessi.

Il punteggio superiore a 100 indica che il patrimonio della banca supera i livelli minimi “di sicurezza”: Altroconsumo assegna a punteggi inferiori a 110 il giudizio di una stella; 2 stelle per punteggi tra 110 e 130; 3 stelle per punteggi tra 130 e 150; 4 stelle per punteggi da 150 a 200; 5 stelle per chi ha un punteggio oltre i 200. Penalizzato di una stella il giudizio sulle banche che pubblicano i dati solo una volta l’anno: troppa poca trasparenza, considerato che in un anno la situazione patrimoniale di una banca può cambiare radicalmente.

"Le indicazioni di rating nascono proprio per orientare il consumatore, "due stelle" rappresenta una situazione non drammatica ma che deve mettere i risparmiatori in stato di attenzione - spiega Somma - assolutamente da evitare prodotti di lungo periodo, 12 mesi il massimo vincolo, a meno di contrarre prodotti che consentano una uscita senza penali".

"Inoltre - prosegue Somma - mai sottoscrive obbligazioni, anche non subordinate, di banche non quotate, così come prendere azioni senza la sicurezza di un controllo assicurato per le realtà quotate in Borsa. Serve una battaglia di informazione contro il mercato dello sportello: ad esempio su 300 obbligazioni passate al vaglio dell'associazione dei consumatori, solo 2 presentano un livello di rendimento corretto, una di Mediobanca e una di Ubi Banca".

LA CLASSIFICA - Oltre ad aggiornare la classifica sull’affidabilità delle banche italiane, rispetto all’analisi fatta a dicembre su 291 istituti, l’organizzazione indipendente di consumatori ha allargato la visuale a 352 soggetti di credito sia per includere banche piccole ma presenti sul territorio e segnalate dai risparmiatori, sia grazie ad alcune new entry di peso come il gruppo Fideuram: a dicembre non avevamo ancora informazioni sufficienti per giudicare la nuova realtà nata nel 2015, ora con la pubblicazione del bilancio abbiamo potuto assegnare 5 stelle al gruppo e 4 stelle alla capogruppo.

LA BUONA NOTIZIA - Nell'analisi di Altroconsumo ci sono anche luci per il sistema Italia: le banche a 5 stelle salgono da 29 a 36: grazie alle new entry e a ben 6 promozioni rispetto all’analisi di dicembre (ad esempio Banca di Imola). 39 tra banche e gruppi bancari hanno migliorato il giudizio rispetto a qualche mese fa, e anche per le sorvegliate speciali miglioramenti in vista: ben 9 banche a una stella sono state promosse.

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