Crisi Bekaert, tutti contro la multinazionale: "Il clima in fabbrica è infuocato"

La multinazionale belga ha deciso di chiudere il suo stabilimento toscano per spostarne la produzione in Romania. Rossi: "Si è comportata come un parassita: ha acquisito questa impresa, le competenze, e adesso delocalizza laddove il lavoro costa meno"

318 posti di lavoro a rischio, licenziamenti che potrebbero avere un impatto devastante sul territorio. "La Bekaert rischia di diventare una bomba sociale e di ordine pubblico per il Valdarno". A lanciare l'allarme, il giorno dopo l'assemblea in fabbrica con i lavoratori a Figline Valdarno (Firenze), in cui le organizzazioni sindacali hanno riferito l'esito dell'incontro di martedì scorso a Roma con il ministero dello Sviluppo economico, è il segretario generale della Fim-Cisl Toscana, Alessandro Beccastrini. 

La multinazionale belga ha deciso di chiudere il suo stabilimento toscano, dedicato alla produzione di rinforzi in acciaio per pneumatici, per spostarne la produzione in Romania. Sono giorni difficili. "Il clima in fabbrica è infuocato - continua Beccastrini - Come sindacati abbiamo proposto, e i lavoratori hanno condiviso la scelta, di continuare a produrre per lo meno fino all'interruzione per ferie, il prossimo 8 agosto. A questo punto però il governo deve fare davvero la sua parte: ci servono ammortizzatori sociali e ci servono tempi per trovare un possibile acquirente per iniziare a reindustrializzare l'area".

"E anche Pirelli - aggiunge il segretario Fim - che è fortemente corresponsabile di questa situazione, perché ha scelto lei Bekaert, deve fare la propria parte, mettendo in atto una maggiore pressione commerciale su Bekaert, perché ci conceda il tempo che serve per la reindustrializzazione. Se non sarà così, se non emergeranno novità positive dall'incontro di martedì prossimo, valuteremo se e come  lanciare anche un boicottaggio dei prodotti Pirelli".

L'ultimo incontro a Roma al ministero dello Sviluppo economico è stato interlocutorio, come riferiscono i sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil di Firenze. La multinazionale belga tira dritto con i licenziamenti. Alla riunione, "da cui non sono emerse novità di rilievo", hanno  partecipato i funzionari del ministero e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali territoriali di categoria e della Regione Toscana. Al termine il ministero ha preannunciato un nuova convocazione, questa volta in plenaria e quindi anche con la partecipazione dell'azienda, per martedì prossimo 24 luglio, alle ore 17.

"Multinazionale canaglia"

"Siamo di fronte ad una multinazionale canaglia che si è comportata come un parassita: ha acquisito questa impresa, le competenze, e adesso delocalizza laddove il lavoro costa meno" dice il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. "Non ci sono spiragli - ha aggiunto Rossi - e l'ultima riunione al Ministero dello Sviluppo Economico, è stata una riunione informativa, molto drammatica, perché l'azienda non cede e non vuole ritirare il provvedimento di chiusura dello stabilimento per aprire una trattativa serena e quindi tocca al Governo intervenire, chiedendo alla Pirelli di agire innanzitutto sulle commesse, che non sono state ridimensionate o ritirate".

Ma che cosa può fare il governo? "Il Governo a mio parere - sostiene il presidente Rossi - può fare  anche provvedimenti specifici per costringere l'azienda a fare passi indietro. E poi credo che si debba puntare senz'altro ad un intervento di reindustrializzazione che occupi tutti i lavoratori".

Forza Italia contro Di Maio

Da Forza Italia arrivano le prime critiche all0operato del governo sul caso Bekaert: "Nell'informativa del ministro Di Maio sulla vertenza Bekaert si registrano zero soluzioni e tanti spot. Intanto in Valdarno, con i 318 licenziamenti annunciati dalla multinazionale belga, rischia di aprirsi un'autentica questione sociale". In questi i termini il vicecapogruppo di Forza Italia, onorevole Stefano Mugnai ha replicato all'informativa urgente del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Mugnai invocava da parte del Governo "iniziative sollecite e decise e coinvolgimento di Pirelli", ovvero la vecchia proprietà, ma nell'informativa il vicecapogruppo azzurro alla Camera, coordinatore regionale del suo partito in Toscana, "non ha trovato soddisfazione", precisa una nota di Forza Italia.

"A seguito della chiusura dello stabilimento Bekaert, con la perdita di 318 posti di lavoro, la Toscana - ha ricordato Mugnai dal suo scranno a Montecitorio - rischia un impatto devastante, senza tener conto degli ulteriori condizionamenti negativi sul tessuto imprenditoriale locale. L'età media dei lavoratori coinvolti è sui 50 anni: troppo giovani per andare in pensione e troppo anziani per trovare nuove occupazioni. Si tratta di un'età critica, in cui diventa quasi impossibile ricollocarsi".

Crisi Bekaert, confermati i 318 licenziamenti: "È il dramma degli operai di mezza età" 

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