Tassa regionale sulla benzina: c'è qualcosa che non va

L’Irba, Imposta regionale sulla benzina per autotrazione, è finita nel mirino della Commissione europea, che non la ritiene conforme alle regole comunitarie in materia di tassazione sui carburanti: all'orizzonte un contenzioso tra Ue e Italia?

Foto di repertorio ANSA

Siamo nel campo delle ipotesi, per adesso, ma potrebbe esserci all'orizzonte un contenzioso tra Unione europea e Italia: il tema è di grande impatto sull'opinione pubblica, il prezzo della benzina. L’Irba, Imposta regionale sulla benzina per autotrazione, è infatti finita nel mirino della Commissione europea, che non la ritiene conforme alle regole comunitarie in materia di tassazione sui carburanti. Lo racconta EuropaToday. Lo Stato e gli enti locali avranno ora come da regolamento 60 giorni di tempo per venire incontro alle norme Ue o accantonare l’imposta ritenuta illegittima una volta per tutte. Se ciò non verrà fatto, dovrà vedersela con la Commissione davanti ai giudici della Corte di giustizia dell’Unione europea. 

Irba e prezzo benzina: qual è il nocciolo della questione

"Gli Stati membri - nota la Commissione nel consueto bollettino delle procedure d’infrazione in corso - possono prelevare altre imposte indirette sui prodotti sottoposti ad accisa, purché siano rispettate due condizioni". La prima di queste prevede l'imposta venga riscossa “per fini specifici”, mentre il secondo requisito prevede la semplice conformità “alla normativa dell'Unione in materia di accise o di imposta sul valore aggiunto”. Proprio qui sta la presunta violazione: "La Commissione ritiene che, nel caso dell'Irba, questi due requisiti non siano soddisfatti", segnalano da Bruxelles, facendo riferimento alla normativa comunitaria in materia di accise sui carburanti.

In parole povere, la tassa regionale sarebbe contraria al diritto Ue, poiché senza finalità specifiche, se non di bilancio.

Che cos'è l'Irba

L'Irba (imposta regionale sulla benzina per autotrazione) non è presente in tutta Italia, solo in alcune regioni (alcune l'hanno introdotta e poi cancellata più volte): è stata introdotta a seconda delle regioni in periodi diversi e corrisponde a circa 2 centesimi al litro (0,0258 per litro di benzina). I ricavi vengono riscossi direttamente della Regioni. L'imposta è dovuta dal concessionario o titolare dell'autorizzazione dell'impianto di distribuzione del carburante o, per loro delega, dalla società petrolifera che sia unica fornitrice del suddetto impianto, in virtù della delega. L'Irba si applica sulla benzina per autotrazione erogata dagli impianti di distribuzione ubicati nel territorio regionale, compresi quelli destinati ad uso privato. L'Irba di fatto è tecnicamente un’accisa, perché la base imponibile resta l’unità di prodotto, ma non è inesatto definirla imposta perché così viene definita dalla legge ed è gestita nella fase della riscossione dall’Agenzia delle Dogane.

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