L'Ue entra a gamba tesa sulle elezioni e rimanda "a maggio" i conti italiani

Le parole del vicepresidente della Commissione europea non lasciano spazio a dubbi: "Le previsioni economiche mostrano chiaramente che c'è una deviazione dagli obiettivi di medio termine, dobbiamo essere onesti e far sapere ai cittadini europei qual è la situazione in particolare nei paesi in cui ci saranno le elezioni"

Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi il 14 Novembre 2017. FOTO ANSA/ANGELO CARCONI

STRASBURGO - La Commissione Ue invierà una nuova lettera all'Italia con la richiesta di chiarimenti e impegni in merito alla Manovra 2018. Sulla legge di Bilancio la Commissione prenderà una decisione definitiva a maggio prossimo. E' quanto deciso nella riunione del Collegio dei Commissari riunito a Strasburgo.

Il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi, si è detto "fiducioso" che si possa arrivare "a una soluzione positiva" ma secondo fonti europee, la Commissione la prossima settimana invierà una lettera all'Italia per chiedere chiarimenti, rinviando eventuali decisioni sui conti 2018 a maggio. Il vicepresidente dell'esecutivo comunitario, Jyrki Katainen, ha indicato che c'è "chiaramente una deviazione" rispetto gli obiettivi di bilancio dell'Italia.

La situazione in Italia non sta migliorando

La richiesta di ulteriori chiarimenti sarà inviata a Roma perché secondo la Commissione Europea è sempre più chiaro che la situazione in Italia non sta migliorando. Ad annunciarlo è il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, esprimendosi al termine della riunione del gabinetto Juncker tenutasi a Strasburgo ed in cui si è discusso del semestre economico europeo. Sul progetto di bilancio per il 2018, ha affermato Katainen, "prenderemo le decisioni la prossima settimana" ma "il fatto è che, e tutti possono vedere i numeri, la situazione in Italia non sta migliorando". 

Salari bassi, alto carico fiscale, debito pubblico in risalita

Nel 2017, dicono le previsioni di autunno presentate la settimana scorsa a Bruxelles (qui il documento completo), il PIL italiano crescerà del 1,5% contro lo 0,9% del 2016, la crescita più bassa di tutta la Ue. Un dato comunque in miglioramento che fa il pari con il calo della disoccupazione, che passa da 11,7% a 11,3% nel 2017, con una curva discendente che punta al 10,5% nel 2019. A partire dal prossimo anno è, però, attesa una flessione dell’economia in tutta l’Eurozona, Italia compresa. E il debito pubblico è salito ancora, arrivando a quota 130,1% del Pil (nonostante il deficit in calo) a dispetto del resto dell’Eurozona.

Inoltre i salari crescono a rilento e il carico fiscale sulle imprese continua a essere elevato. Anche sugli investimenti un passo indietro: nel 2017 il governo avrà speso per promuovere l’economia il 2,5% del Pil, inferiore al dato del 2016, quando si è attestato al 2,8%. Niente a che vedere con la media dell’Eurozona, il 3,9%. Germania e Francia, tanto per fare due cosi, “spingono” di più di noi sul lato degli investimenti.

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