Bollo auto, spunta l'ipotesi di riparametrare la tassa di circolazione

Aumentare le tasse di circolazione per i veicoli più "anziani" e quindi anche più inquinanti. La proposta dei costruttori al governo per coprire il costo dei bonus mobilità. "Altrimenti nel 2020 i fondi ecobonus potrebbero durare poche settimane"

Riparametrare il bollo auto. Una ipotesi si sta facendo strada per portare in bilancio quei soldi che servono per finanziare la manovra 2020.

"Bastano pochi euro sulla tassa di circolazione delle auto più anziane per raccogliere centinaia di milioni di euro", stima Michele Crisci presidente dell'Unrae e Ad di Volvo Italia che spiega il particolare dinamismo del mercato automobilistico italiano. Nel 2019 dovrebbero essere immatricolate 1,8 milioni di auto nuove, di queste 90mila dovrebbero essere ibride o elettriche. "Nel 2020 non è escluso che si possano toccare le 200 mila unità 'verdi' ma servono fondi consistenti per sostenere questa trasformazione del mercato".

Come spiega ancora ad Adnkronos il presidente delle associazioni delle case automobilistiche estere, "i fondi a disposizione per l'ecobonus potrebbero durare poche settimane".

"Noi costruttori sappiamo - tenendo conto dei numerosi prodotti in arrivo sul mercato, dei loro prezzi e delle loro emissioni - che nel 2020 i fondi a disposizione potrebbero durare poche settimane".

Un avvertimento che chiama in causa il governo impegnato a mettere in piedi una manovra di bilancio che oggi il ministro dell'economia ha spiegato sarà di 30 miliardi di euro. Ma ben 23 serviranno per disattivare le clausole di salvaguardia Iva. Restano 7 miliardi per finanziare il tanto propagandato taglio del cuneo fiscale e le politiche verdi.

Manovra 2020, incentivi alla rottamazione e bonus mobilità

Tra le politiche green si è parlato anche di un 'buono mobilità' con nuovi incentivi alla rottamazione. "Per far sì che questo bonus possa essere utilizzato da chi vuole passare all'elettrico, il fondo - sottolinea Crisci all'Adnkronos - deve diventare molto più consistente, almeno 7 -8 volte quello attuale. E siccome il 'malus' - che è stato totalmente inefficace in termini di disincentivo agli acquisti di vetture più inquinanti - non sostiene questo fondo, bisogna pensare a nuovi interventi".

Ecco allora la proposta di aumentare le tasse di circolazione per i veicoli più "anziani" e quindi anche più inquinanti con una riparametrazione del bollo auto aumentandolo di pochi euro. Vista l'età media del parco auto esistente, basterebbe un minimo ritocco per trovare centinaia di milioni di euro per coprire il costo dei bonus mobilità.

Auto "ante euro3" via dalle strade in 3 o 4 anni

I costruttori automobilistici propongono un'agenda - da condividere con il governo e con le altre associazioni di categoria - per togliere dalla strada le vetture ante Euro3 entro tre massimo 4 anni. L'obiettivo è quello di dare la possibilità a quei clienti che non cambiamo auto da 10 anni di passare magari a un usato Euro 5 o 6 con un costo sostenibile".

"Insomma, aggiunge Crisci, "serve un approccio pragmatico, anche con un incentivo 'usato con usato', che ovviamente va contro la nostra azione - che è quella di vendere auto nuove - ma che offre grandi benefici per l'ambiente: se un automobilista passa da una vettura Euro2 a una Euro 6 il vantaggio è del 90%" in termini di emissioni dannose".

Bonus auto, niente incentivi tra privati

Contro eventuali distorsioni o irregolarità "serviranno delle regole, e potenzialmente sarebbe meglio evitare di erogare questi incentivi negli scambi fra privati". L'ideale, conclude, sarebbe "che uno possa accedere a questi incentivi se si rivolge a un concessionario o a un rivenditore".

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