Bollo auto, così cambia la tassa

Novità sul bollo auto: approvato il protocollo "Aria Pulita" che prevede il disincentivo all’utilizzo di veicoli ad alte emissioni inquinanti attraverso l'introduzione di un sistema di bonus malus

Bollo auto

La recente approvazione del protocollo "Aria Pulita", che - come riporta il Sole 24 Ore - consiste in una serie di misure per rispondere a due procedure d’infrazione UE per sforamenti su biossido di azoto e particolato nell’aria, avrà ripercussioni anche sul costo del bollo auto.

Come vi avevamo già anticipato a metà novembre, infatti, gli automobilisti proprietari di auto più inquinanti - secondo questa proposta di riforma - dovranno pagare tasse più salate. Scatterebbe così una vera e propria azione di "disincentivo all’utilizzo di veicoli ad alte emissioni inquinanti", una sorta di bonus malus ambientale che andrà a penalizzare i veicoli che producono i livelli di CO2 più alti.

Bollo auto in base alle emissioni: così potrebbe cambiare la tassa

La tassa regionale di proprietà della vettura, dunque, dovrebbe cambiare sulla scorta di quanto annunciato dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa qualche mese fa, dando vita ad una vera e propria riforma del bollo. La "nuova" tassa automobilistica dovrebbe funzionare seguendo il criterio del bonus malus, con incentivi e penalizzazioni, presentando un meccanismo in tutto e per tutto simile a quello delle Rc auto, dove si ha il malus in caso di sinistri (con conseguente aumento della polizza) e il bonus se non si fanno incidenti (con conseguentemente diminuizione della tariffa). Allo stesso modo, si avrà il malus bollo auto se l'auto inquina tanto e un bonus bollo auto se l'auto non inquina tanto.

Bollo auto a consumo: proposta al vaglio

La proposta deve essere ancora definita nei dettagli. Tuttavia, si era già parlato di un bollo “sul consumo”, fondato sui consumi di combustibile in proporzione alle emissioni di CO2, un meccanismo che sta già alla base di ecotassa ed ecobonus. In ogni caso il provvedimento andrebbe studiato con attenzione, poiché il dato inerente la produzione di CO2 risulta favorevole al diesel (che però produce più emissioni di biossido di azoto e particolato). Il dossier, dunque, non è ancora concluso: si studiano anche altre soluzioni, come ad esempio quelle suggerite dal Parlamento europeo, che ha proposto il "pay per use" basato sull'utilizzo effettivo del veicolo, così come avviene nei Paesi Bassi.

In Italia, invece, l'importo del bollo viene calcolato in base alla potenza del motore e alla sua classe ambientale, ma è un sistema che necessita di un aggiornamento in quanto risalente al 2007 (la tariffa più economica equipara le Euro 4 dello scorso decennio alle attuali Euro 6D).

Bollo auto, che costi: perché paghiamo tanto 

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