Bonus di 240 euro al mese per ogni figlio: il piano del governo

I dettagli sull'ipotesi di un assegno che verrebbe pagato fino ai 18 anni (e poi 80 euro fino ai ventisei anni). La misura costerebbe circa nove miliardi di euro

Bonus di 240 euro al mese per ogni figlio a carico (dalla nascita a 18 anni): il piano del governo

Un pacchetto di misure per sostenere le famiglie con figli, da inserire nel collegato alla prossima manovra di bilancio: la proposta è stata avanzata ieri dal ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti. Bonetti, renziana, ha parlato dell'aumento del congedo di paternità da portare ad almeno dieci giorni. Ma la misura indicata dal ministro include anche un bonus nascita e un assegno unico come contributo economico alle famiglie per ciascun figlio dalla nascita all'età adulta. Bonetti non ha aggiunto altro "perché stiamo lavorando e non posso al momento dire altro", ha commentato parlando con i giornalisti a Terrasini (in provincia di Palermo), dove si tiene la scuola di formazione per i giovani organizzata da Davide Faraone.

Bonus 240 euro al mese per ogni figlio a carico (dalla nascita a 18 anni)

In cosa consisterebbe il "bonus nascita" di cui ha parlato il ministro Elena Bonetti? Emergono i primi dettagli. Si parla di 240 euro al mese per ogni figlio a carico, dalla nascita al compimento dei diciotto anni. E poi 80 euro fino ai ventisei anni. A beneficiarne, spiega oggi Valentina Conte su La Repubblica, sarebbero circa undici milioni di famiglie fino a 100mila euro di reddito lordo annuo. "Compresi dunque gli incapienti, quanti dichiarano meno di 8mila euro e non ricevono le detrazioni per i figli perché non fanno la dichiarazione dei redditi in quanto esentasse. E compresi gli autonomi, privi sin qui di assegni familiari", scrive La Repubblica.

L'idea è quella di sfoltire e compattare le misure di sostegno e detrazioni fiscali già esistenti per le famiglie, seguendo la proposta elettorale del Pd nel 2018 elaborata da Tommaso Nannicini. Veniamo al capitolo coperture. La misura costerebbe circa nove miliardi di euro, oltre ad assorbire gli assegni familiari (5,7 miliardi) e le detrazioni per figli a carico (11 miliardi) che, come detto, oggi non arrivano a tutti. Sarebbe prevista una clausola di salvaguardia: nessuno riceverebbe meno di quello che ottiene oggi. Una famiglia con un solo reddito da lavoro dipendente di 35mila euro all'anno e con due figli a carico minorenni avrebbe 1.400 euro di reddito disponibile in più all'anno, in base alle simulazioni del "piano famiglia" o Family Act del Pd di un anno fa.

Come detto, si studia anche un aumento del congedo di paternità a dieci giorni. Queste le parole del ministro: "Bisogna rinnovare il congedo di paternità obbligatorio. Ci auguriamo che entri in misura di bilancio. Ci auguriamo che si possa arrivare a una decina di giorni. Peraltro è una richiesta che arriva anche dalla Commissione europea. E il mio auspicio è che si possano calibrare le cose". Con l'aumento a dieci giorni si tratterebbe di un raddoppio visto che attualmente ai papà spettano cinque giorni di congedo per la nascita dei figli.

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