Assegno universale da 80 a 160 euro per le famiglie da gennaio: chi ne ha diritto

Il ministro Bonetti: "Già a partire da gennaio 2020 è previsto un assegno mensile per tutti i nuovi nati, con risorse aggiuntive rispetto a quelle sinora riconosciute alle famiglie". L'assegno da 80-160 euro sarà universale, per tutti, quindi anche per autonomi e partite Iva

Con il 'Fondo famiglia per assegno unico' operativo già dal prossimo anno il governo cerca di dare un aiuto alle famiglie con figli. Come ha candidamente ammesso il capogruppo democratico alla Camera, Graziano Delrio, "per rivoluzionare la politica di sostegno alla natalità c'è molta strada ancora, ma la cooperazione tra Parlamento e governo, e per questo siamo grati al Ministero dell'Economia per il grande e difficile lavoro, consentiranno a partire dal 2020 un deciso cambiamento di rotta, così come noi Democratici abbiamo promesso e ci siamo impegnati a realizzare con l'assegno unico e la dote per i servizi".

Alla Leopolda organizzata dall'ex premier Matteo Renzi, la ministra alla Famiglia Elena Bonetti presenterà il "Family act". Alcune anticipazioni delle misure sono sintetizzate in un'intervista oggi ad Avvenire: "Le famiglie - premette Bonetti - non sono un pezzo del Paese, un tema in competizione con altri per accaparrare le risorse disponibili. Sono la prima formazione sociale tutelata nella nostra Costituzione e devono rappresentare il luogo in cui avviene la sintesi della visione di Paese che abbiamo per il presente e per il futuro".

Il "cambio di paradigma", spiega Bonetti, deve coinvolgere tutti - imprese, sindacati, associazioni, istituzioni - ma inizia già con la manovra, a partire dai nidi gratis: "Sono previsti contributi da 1.500 euro annui per tutti a crescere fino ad arrivare, per i redditi medio-bassi, ai 3.000 euro. E, inoltre, risorse straordinarie per la costruzione di nuovi asili nido in tutto il Paese". Ma partiamo dalle certezze, non dalle promesse.

Assegno mensile bebè: cosa cambia da gennaio 2020

Quanto all'assegno unico per figlio, Bonetti assicura che non c'è alcun rinvio: "In questa manovra, già a partire da gennaio 2020, è previsto un assegno mensile per tutti i nuovi nati, con risorse aggiuntive rispetto a quelle sinora riconosciute alle famiglie. È un assegno per tutti che va modulato in base al reddito, dagli 80 ai 160 euro mensili, per 12 mesi" secondo quanto assicurato dall ministra.

E' solo l'inizio, o almeno è questo il piano. L'assegno da 80 a 160 euro al mese per i bebè sarebbe secondo Bonetti "un primo embrione di quell'assegno universale che vogliamo costruire a partire dal 2021 con il "collegato" alla manovra: uno strumento ad erogazione mensile, strutturale e continuativo per ciascun figlio, dalla nascita fino all'età adulta. L'assegno già in manovra nel 2020 - specifica - è uno strumento esentasse, mentre alcune delle proposte pervenute sul mio tavolo entravano nell'imponibile delle famiglie, facendo aumentare l'Isee e in molti casi rischiando di far uscire il nucleo dal Reddito di cittadinanza. È, come detto, universale, per tutti. Andrà anche agli autonomi, alle partite Iva". Quanto ai congedi per i neopapà, "era di 5 giorni, lo portiamo a 7 con l'intenzione poi di arrivare almeno a 10, come ci chiede l'Europa".

I dettagli saranno ovviamente ufficiali solo quando la manovra sarà definitivamente approvata a dicembre 2019.

Nuovo assegno unico andrebbe a 6,7 milioni di famiglie

Cambiamo leggermente argomento, e andiamo ad affrontare il tema di un altro assegno, non quello per le famiglie con bebè ma quello per tutte le famiglie con figli.  "La platea dei nuclei familiari che potranno beneficiare del nuovo assegno sarà di circa 6,7 milioni per le famiglie con figli fino a 18 anni, più 3,9 milioni di famiglie con figli tra 18 e 26 anni. Questo nel caso previsto dalla delega di esclusione delle famiglie in cui uno dei membri ha un reddito superiore ai 100mila euro, senza questo tetto di reddito, rendendo la misura universalistica, si aggiungerebbero circa 53mila nuclei in più con figli minori e circa 37mila tra 18 e 26 anni". È quanto ha detto il presidente dell'Inapp, Stefano Sacchi in occasione dell'audizione alla Camera sulla 'delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e la dote unica per i servizi'.

La proposta di legge è ora all'esame della commissione Affari sociali di Montecitorio. In particolare il presidente dell'Inapp ha illustrato durante l'audizione le varie opzioni possibili di disegno della misura soffermandosi ''sulla possibilità di un accesso universalistico graduando poi l'entità del beneficio in base all'Isee con accorgimenti volti a incentivare l'occupazione del secondo percettore di reddito''. Riguardo invece alla dote per i servizi "converrebbe concentrare -ha detto Sacchi- le risorse sulla fascia che va da zero ai tre anni, puntando su servizi sull'infanzia certificati come asili nido e servizi di qualità che favoriscano lo sviluppo cognitivo del bambino". "Questa legge delega sull'assegno unico è fondamentale - ha ribadito il presidente dell'Inapp - per la modernizzazione del welfare italiano. Il giudizio è largamente positivo: allo stato attuale della delega sono però possibili molte opzioni, e questo rende difficile stimarne i costi. In ogni caso, a nostro avviso, l'ottica della misura deve essere non compensatoria, bensì di investimento sociale''.

Family act sarà presentato alla Leopolda

Il "Family act" che Bonetti presenterà alla Leopolda è però un piano integrato con misure che il ministro vuole portare nel ddl "collegato" alla manovra. La lista è lunga: "bandi speciali per costruire e riqualificare spazi finalizzati a servizi per famiglie, nidi e non solo, credito d'imposta per il lavoro agile, Family bond per investire in innovativi servizi di cura".

E ancora "assegno di cura e le detrazioni per i servizi di care giving e una necessaria detrazione fiscale per tutte le cure sostenute per malattie croniche e patologie gravi, incentivi fiscali alle aziende per il rientro al lavoro delle donne dopo la maternità, con contributi per la formazione professionale e di base - anche a distanza - delle donne in maternità". Nel collegato, dice la ministra, potrebbero entrare anche altri interventi tra cui "credito d'imposta per le attività educative (sport, musica, teatro...)" e un "vero piano casa che sostenga l'affitto e l'acquisto dell'abitazione per le giovani coppie".

Manovra 2020, quali sono le misure per chi ha figli

"Ci saranno anche più risorse per le famiglie" nella manovra 2020 secondo la senatrice Roberta Pinotti, della segreteria del Pd: "Dai nidi gratis per i nuclei con redditi medio-bassi alla creazione di un Fondo, come premessa per l'assegno unico e la carta dei servizi per i figli. Inoltre ci sarà l'avvio dell'abolizione del Superticket e incentivi per la scuola insieme ad un piano per la casa. Tutte misure che sono contenute nel Piano per l'Italia del Pd e che si stanno concretizzando con questa legge di bilancio", conclude.

Italia Viva, Renzi guarda a Carfagna

Dopo la scissione Pd-Italia Viva, Bonetti ha aderito il 17 settembre 2019 al partito fondato da Matteo Renzi. Nuovi arrivi sono nell'aria. Renzi guarda a Mara Carfagna: ''La  vorrei in una prossima Leopolda e le vorrei dare nel partito un ruolo da assoluta protagonista''. In un retroscena pubblicato oggi sul Foglio, il direttore Claudio Cerasa riporta alcune frasi attribuibili al leader di Italia Viva sul futuro del suo partito. Parole con cui l'ex premier dimostra di guardare con interesse, per il futuro della sua nuova creatura politica, all'esponente di Fi e vicepresidente della Camera.

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