Buste paga più pesanti: fino a 100 euro di aumento, ma quanti scontenti...

Per la maggior parte della platea la riduzione del carico fiscale comporterà un beneficio di appena 20 euro. Protesta Federcontribuenti: "Reddito fino a 35mila euro non è la fascia dei più deboli". Perplessità anche da Confesercenti: "Il governo ha escluso gli autonomi"

Foto di repertorio

Il taglio del cuneo fiscale in busta paga ci sarà, ma riguarderà tutto sommato una platea ristretta di lavoratori. Nonostante i proclami del governo sui 14 milioni di dipendenti coinvolti, la maggior parte dei beneficiari della misura riceverà appena 20 euro al mese in più.  In sintesi, il bonus Renzi dovrebbe essere trasformato in detrazione e aumentato da 80 a 100 euro. Il beneficio sarà poi esteso per quella fascia che va dai 26.600 euro lordi annui a 28mila: questi nuovi beneficiari avranno lo sconto fiscale pieno (100 euro al mese). 

I redditi fino ai 35 mila euro beneficeranno di 80 euro - sotto forma di detrazioni - e quelli dai 35 mila ai 40 mila si ritroveranno sì più euro in busta paga, ma con un meccanismo a scalare (a questo link il focus sugli importi).

A beneficiare del taglio al cuneo fiscale saranno dunque quasi esclusivamente quei lavoratori che finora sono stati esclusi dal "bonus Renzi" o lo prendevano in misura ridotta (parliamo dunque di tutti i redditi superiori ai 24.600 euro). Per tutti gli altri, il taglio delle tasse sarà un contentino. 

Federcontribuenti: "Reddito fino a 35mila euro non è la fascia dei più deboli"

Se i sindacati plaudono all'iniziativa del governo, Federcontribuenti espreime più di qualche perplessità. "L'Italia è tra i Paesi in cui la differenza tra la retribuzione lorda e netta è maggiore" si legge in una nota dell'associazione. "Un dipendente con un reddito medio e senza persone a carico costa il 47,88% in più rispetto al netto che percepisce. E cosa vuol fare il dicastero di Gualtieri? Un decreto che consenta di ridurre le tasse per 14 milioni di lavoratori con un reddito da lavoro dipendente fino a 35.000 euro quando il 60% del costo è a carico del datore di lavoro e solo il 14% a carico del lavoratore: tra l'altro un reddito fino a 35mila euro non è certo la fascia dei più deboli''.

Aumento in busta paga, Cgil: "Beneficio va esteso anche ai pensionati"

Esprime invece soddisfazione la Cgil. Il sindacato evidenzia che "si tratta di un aumento dello stipendio netto che coinvolgerà tutti i lavoratori con un reddito annuo inferiore a 40.000 euro. Le lavoratrici e i lavoratori che in questi anni sono stati maggiormente penalizzati dal peso della tassazione vedranno finalmente un miglioramento delle loro condizioni". "La strada è quella giusta, ma occorre proseguire lungo la direzione tracciata continuando a ridurre la tassazione sui lavoratori. La riduzione dell'Irpef va estesa ai pensionati ed è necessario intervenire sulle tante ingiustizie fiscali, a partire dall'evasione".

Secondo la Cgil si tratta comunque di un "primo e importante risultato della lotta e della mobilitazione del sindacato. Ora andremo avanti per una riforma fiscale complessiva".

Aumenti in busta paga, Confesercenti: "Il governo ha escluso gli autonomi"

Il taglio del cuneo fiscale "è positivo" anche per Confesercenti, che parla di "un passo avanti verso la necessaria riduzione della pressione fiscale complessiva". "Purtroppo, però - nota l'associazone che tutela i commercianti -, si rivolge solo ai dipendenti ed esclude completamente il mondo del lavoro indipendente. Un mondo importante ma in sofferenza: solo negli ultimi 12 mesi hanno chiuso i battenti circa 41mila autonomi. Un quadro che rende evidente il bisogno di una riforma Irpef per tutti".

"Le imprese - osserva  Patrizia De Luise, Presidente nazionale di Confesercenti - non soffrono solo l'effetto della competizione di multinazionali e giganti del web, ma anche l'eccesso di fisco e di burocrazia. Nonostante questo, non possiamo non notare che, a fronte di un 'mini-sconto' per i dipendenti, professionisti, lavoratori autonomi e pmi si trovano invece a fronteggiare una pressione fiscale in aumento, local tax e canone unico e stretta della flat tax. Ma anche di un diluvio di adempimenti e sanzioni, rappresentazione plastica del pregiudizio per cui le imprese sono potenziali evasori da punire. Un pregiudizio messo nero su bianco sulla relazione illustrativa del decreto fiscale, che va superato".

A chi spetterà l'aumento in busta paga | Infografica

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(Infografica Ansa Centimetri)

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