Resto al Sud, ecco come ottenere i bonus (fino a 200mila euro)

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che estende i finanziamenti di "Resto al Sud" agli under 46 e ai professionisti che vogliono aprire una attività in una regione del Sud Italia

La stazione ferroviaria Napoli-Portici . Prima linea ferroviaria realizzata 180 anni fa e celebrata oggi alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, 5 ottobre 2019 ANSA / CIRO FUSCO

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Resto al Sud, una misura che vuole incentivare l'imprenditorialità nel Mezzogiorno. Se in passato la misura era destinata a soggetti con età massima di 35 anni, con il nuovo decreto gli incentivi sono rivolti ai minori di 46 anni che vogliono aprire un'attività.

Pertanto dall'8 dicembre le richieste di agevolazioni possono essere presentate da persone di età tra 18 e 45 anni, ma occorre avere (o prendere) una residenza in una delle Regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Possono partecipare anche i soggetti che svolgono attività libero-professionale quindi soggetti iscritti in ordini o collegi professionali nonché gli esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi.

"La misura - ha detto il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano - ha sostenuto l'avvio di oltre 4.000 attività. Le nuove generazioni devono essere libere di andare, ma devono avere anche l`opportunità di tornare o di restare nel proprio territorio".

Decreto Resto al Sud, come ottenere il bonus da 200mila euro

Come specifica il decreto Resto al Sud pubblicato in Gazzetta Ufficiale ogni iniziativa può essere sostenuta con un importo massimo di fino a 50.000 euro, di cui il 35% a fondo perduto e il 65% con finanziamento bancario a tasso zero da rimborsare in otto ann (gli interessi li paga Invitalia).

Il finanziamento può essere richiesto da chi intende avviare un'attività nelle forme giuridiche di impresa individuale o di società, anche cooperativa; in questo caso l'ammontare massimo arriva a 200mila euro.

Sono ammessi ai benefici le attivitià che si occupano di produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura. Ma anche imprese di servizi alle imprese e alle persone e servizi al turismo.

Escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio.

Una volta presentata la richiesta di finanziamento a Invitalia per gli incentivi Resto al Sud, saranno alcuni analyst  a convocare i richiedenti per discutere nello specifico il piano di impresa. Per abbattere i tempi di istruttoria e per rendere l’iter più agevole per i beneficiari il colloquio potrà avvenire online attraverso la piattaforma Skype.

Resto al Sud non è un bando e non prevede scadenze, né graduatorie. È un incentivo “a sportello”: le domande possono essere presentate fino a quando ci sono fondi disponibili.

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