Bonus rioccupazione: cos'è e chi ne ha diritto

L'agevolazione è destinata ai cassaintegrati che accettano una nuova offerta di lavoro: le cose da sapere

Foto di repertorio

Con una circolare datata 26 luglio, l’Inps ha fatto chiarezza sul così detto "bonus rioccupazione" spiegando nel dettaglio a chi è rivolta e cosa prevede l’agevolazione introdotta con la legge di bilancio del 2018. Di cosa parliamo dunque? In sostanza il bonus è concesso ai cassintegrati titolari di un assegno di ricollocazione che, "durante la fruizione del servizio intensivo, accettano una nuova offerta di lavoro". Gli interessati possono beneficiare di un contributo mensile che vale metà della cassa che gli sarebbe spettata, se non si fosse rioccupato e a uno sgravio fiscale.

Cos'è l'assegno di ricollocazione

Come già spiegato in altri articoli, l'assegno di ricollocazione consiste in un bonus, il cui importo può variare da 250 euro a 5.000 euro, destinato alle agenzie di collocamento che riusciranno a trovare una sistemazione lavorativa a chi ne ha bisogno. Il voucher può essere richiesto dai disoccupati beneficiari del reddito di cittadinanza, ma uno specifico assegno di ricollocazione è stato previsto anche per i lavoratori in cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione aziendale o crisi (qui maggiori informazioni). In questo caso la norma prevede che al lavoratore che trova una nuova occupazione, venga concesso un contributo mensile pari al 50% del trattamento straordinario di integrazione salariale che gli sarebbe stato altrimenti corrisposto.

Come ottenere il "bonus rioccupazione"

Perché il lavoratore possa averne diritto, deve essere assunto "da un datore di lavoro che non presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell'impresa presso cui era precedentemente impiegato". Il rapporto di lavoro "deve essere esclusivamente di tipo subordinato e può essere instaurato, anche in regime di part-time, sia con un contratto a tempo indeterminato che a termine".

Per l’accesso all’incentivo - spiega l'Inps - non è necessario presentare alcuna specifica domanda. Al pagamento del bonus provvederà, infatti, direttamente l’Istituto sui conti correnti bancari o postali, libretti postali e carte prepagate i cui estremi sono comunicati dagli stessi lavoratori all’ANPA.

Al datore di lavoro che provvede ad effettuare l’assunzione è riconosciuto un esonero, nella misura del 50%, degli oneri contributivi complessivi a suo carico, esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di importo pari a 4.030 euro annui, rivalutabile sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

I nuovi dati Istat sull'occupazione

Intanto oggi l'Istat ha diffuso i nuovi dati sull'occupazione in Italia. Secondo il report, a giugno l'occupazione è sostanzialmente stabile dopo la crescita registrata nei primi mesi dell'anno. ''L'andamento occupazionale è sintesi'' di una crescita tra le donne (+15 mila) e una diminuzione tra gli uomini (-21 mila); per età sono in aumento i 15-24enni (+10 mila) e i 35-49enni (+5 mila), in calo i 25-34enni (-4 mila) e gli ultracinquantenni (-18 mila). Si registra un'ampia divaricazione delle dinamiche occupazionali per tipologia, con una crescita dei dipendenti, sia permanenti sia a termine (+52 mila nel complesso) e una diminuzione degli indipendenti (-58 mila).

Occupazione in crescita su base annua

Anche su base annua l'occupazione risulta in crescita (+0,5%, pari a +115 mila unità). L'espansione riguarda entrambe le componenti di genere, i 15-24enni (+46 mila) e soprattutto gli ultracinquantenni (+292 mila) mentre risultano in calo le fasce di età centrali. Al netto della componente demografica la variazione è positiva per tutte le classi di età. La crescita nell'anno si distribuisce tra dipendenti permanenti (+177 mila) e a termine (+14 mila) mentre sono in calo gli indipendenti (-76 mila). Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna a un forte calo dei disoccupati (-10,2%, pari a -288 mila unità) e a un aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,2%, pari a 23 mila).

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