Mib chiude in calo, attesa per il Def

Cresce il nervosismo tra gli investitori in attesa che si concluda il Consiglio dei Ministri sul Def

(Alliance News) - Piazza Affari recupera dai minimi intraday, ma chiude la penultima seduta settimanale in calo mentre cresce il nervosismo tra gli investitori in attesa che si concluda il Consiglio dei Ministri sul Def. Continua la pressione sul Ministro dell'Economia Giovanni Tria, pronto a difendere la trincea dell'1,9% del rapporto tra deficit e Pil, mentre Lega e M5S chiedono a gran voce una maggiore spesa in deficit per finanziare le costose promesse fatte in campagna elettorale. Per Tria quei cinque decimali in più a cui puntano i due vicepremier Salvini e Di Maio "non sono semplicemente sostenibili".

I mercati, e non solo, temono che l'Italia, dove l'incertezza politica è già alta, possa violare le regole di contenimento del bilancio dell'UE e possa quindi trovarsi in rotta di collisione con Bruxelles.

A Milano, il FTSE Mib termina la seduta in calo dello 0,6% a 21.511,07, dopo aver chiuso in rosso dello 0,1% la sessione di mercoledì.

Il Mid-Cap ha chiuso gli scambi in calo dello 0,4% a 41.332,44 dopo aver ceduto lo 0,3% il giorno prima. Lo Small-Cap ha terminato in rosso dell'1,1% a 21.479,97 mentre nella seduta precedente ha raccolto lo 0,1%. L'AIM ha concluso gli scambi in calo dello 0,6% a 9.528,47 dopo aver chiuso in rialzo dello 0,3% mercoledì sera.

Sul fronte societario sono pochi i titoli che risultano essere sul lato positivo del principale listino.

Il comparto bancario è quello che risente maggiormente della situazione di incertezza legata al Def, con UBI Banca in calo del 2,1%, Banca Mediolanumche chiude in rosso del 2,0% e UniCredit che flette dell'1,7%.

Anche Mediobanca termina la seduta in negativo, giù dell'1,0% dopo che in giornata Vincent Bolloré ha comunicato a sorpresa il ritiro dal patto di sindacato della banca, utilizzando la finestra di settembre sulla disdetta anticipata, come già anticipato dal giornalista Francesco Bonazzi nel suo Affari in piazza. Nella nota emessa da Mediobanca si legge che "Il presidente dell'accordo per la partecipazione al capitale Mediobanca informa di aver ricevuto da Financière du Perguet (gruppo Bolloré), titolare di 69,7 milioni di azioni pari al 7,9% del capitale, lettera di disdetta anticipata con efficacia primo gennaio 2019". Il finanziere bretone lascia senza polemiche, offre la seguente motivazione: "La scelta é collegata al crescente impegno finanziario del gruppo Bolloré in Vivendi (la cui quota di possesso è cresciuta in 12 mesi dal 20,6% al 26,2%) e all'obbiettivo di utilizzare con maggiore flessibilità i suoi asset".

Il peggior performer è però Atlantia che termina in calo del 2,3%. Male anche per STMicroelectronics che termina in calo dell'1,7 % nonostante Mainfirst abbia promosso la società ad 'Outperform' da 'Neutral' e alzato il target price ad EUR23,00 da EUR21,00.

Sul lato dei guadagni, in controtendenza, Mediaset si posiziona in testa raccogliendo l'1,9% , seguito da Luxottica Group, in verde dell'1,6%, Unipolche cresce dello 0,8%, e Pirelli, su dell'1,0% mantenendo i risultati positivi regsitrati già in mattinata.

Bene anche per Moncler che raccoglie lo 0,7% dopo che JP Morgan ha alzato il target price della società dei piumini ad EUR36,50 da EUR34,50 con rating 'Neutral'.

Passando al Mid Cap, Banca Ifis chiude in flessione del 7,2%. La banca ha annunciato in giornata un accordo di sgnalazione con SGA che ha l'obiettivo di facilitare l'acceso per i clienti di SGA ai servizi di factoring offerti dalla banca, un'iniziativa destinata in particolare alle piccole e medie imprese con esposizioni classificate a inadempienza probabile e scadute e/o sconfinanti nei confronti di SGA.

Sull'altro lato dell'indice delle società a media capitalizzazione si trova invece Autogrill, che termina in verde del 4,4%, dopo aver annunciato in giornata che nei primi sei mesi del 2018 ha riportato una lieve crescita dei ricavi dello 0,2% a EUR3 miliardi rispetto al pari periodo del 2017.

Sullo Small Cap, il listino della società a bassa capitalizzazione, Conafi Prestitò registra una delle peggiori performance, in calo dell'8,9%, dopo aver riportato martedì i conti dei primi sei mesi, caratterizzati da un forte calo deo ricavi che ammontano a EUR800.000 contro EUR8,6 milioni di un anno prima.

Chiude la seduta in negativo anche Stefanel, in calo del 13,6%, dopo aver annunciato mercoledì di non aver approvato i conti semestrali.

Sul lato opposto dello stesso listino invece performa bene il comparto editoriale, con Gedi Gruppo Editoriale che traina i guadagni e chiude in verde dell'1,8%, seguito dal titolo di Class Editori, in rialzo dell'1,1%.

Sull'AIM, Prismi chiude in calo del 4,0% nonostante abbia annunciato mercoledì che nel primo semestre del 2018 la perdita si è contratta a EUR480.000 rispetto a quella di EUR1,6 milioni di un anno prima.

Tra i peggiori anche Casta Diva Group, che termina in calo del 5,1%, dopo aver annunciato nel pomeriggio che nel primo semestre dell'anno si è allargata la perdita che è attestata a EUR1,0 milione contro il rosso di EUR70.000 al 30 giugno 2017. In calo anche il valore della produzione, pari a EUR10,8 milioni - realizzato per il 43% all'estero - in diminuzione rispetto a EUR12,3 milioni al 30 giugno 2017.

Perdite anche per Gambero Rosso, in calo dello 0,2%, dopo aver comunicato in mattinata i conti del primo semestre, con un calo dell'utile consolidato a circa EUR366.000 da EUR446.000 del primo semestre dell'anno precendete. In crescita invece del 4,8% il fatturato che raggiunge quota EUR8,5 milioni rispetto a EUR8,1 milioni del primo semestre 2017.

Sul fronte delle notizie economiche, i dati dell'Istat pubblicati giovedì hanno rilevato che per il mese di settembre l'indice per la fisucia dei consumatori italiani aumenta a 116,0 dai precedenti 115,3.Il dato del mese precedente è stato rivisto dall'iniziale 115,2 mentre gli economisti si aspettavano un calo a 114,9. L'indice del sentiment delle imprese, invece, registra un lieve calo, da 103,9 a 103,7.

Le stime preliminari dell'Istituto nazionale di statistica rese note giovedì hanno rilevato che ad agosto i prezzi alla produzione sono aumentati sia su base annua sia mensile rispetto a quanto visto nel mese precedente. Su base mensile, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,4% ad agosto dopo essere cresciuti dello 0,3% nel mese di luglio. Su base tendenziale i prezzi alla produzione hanno registrato una crescita annua pari al 4,4% che mostra una decisa accelerazione rispetto all'incremento del 3,2% del mese prima.

Il tasso di crescita annuo dell'aggregato monetario più ampio dell'Eurozona, l'M3, è rallentato nel mese di agosto rispetto a quanto registrato a luglio, come mostrato giovedì mattina dai dati resi noti dalla Banca Centrale Europea. Il tasso di crescita annua dell'aggregato monetario ampio M3 è sceso al 3,5% ad agosto 2018 dal 4,0% di luglio, con una media del 4,0% nei tre mesi fino ad agosto.

Infine, passando all'Eurozona, i dati pubblicati giovedì dalla Commissione europea hanno mostrato che la fiducia dei consumatori e delle aziende è ulteriormente peggiorata a settembre. A settembre, l'indicatore del sentiment economico o ESI è diminuito sia nell'area dell'euro - di 0,7 punti a 110,9 - sia nell'UE, di 0,9 a 111,3. La diminuzione della fiducia nell'area dell'euro è il risultato di un abbassamento dei livelli di fiducia nel settore industriale e tra i consumatori, compensati solo in parte dagli aumenti nei settori del commercio al dettaglio e dell'edilizia. La fiducia nel settore dei servizi è rimasta sostanzialmente stabile.

In Europa i principali indici europei terminano gli scambi in territorio positivo, con il CAC 40 di Parigi in rialzo dello 0,5% e il DAX 30 di Francoforte su dello 0,4%.

Il FSTE 100 chiude in rialzo dello 0,5% con TUI che si posiziona tra i migliori performer, in verde del 2,7% dopo aver ribadito la sua guidance annuale, pochi giorni dopo un warning sugli utili di Thomas Cook.

A Wall Street, a metà seduta, i principali indici sono in positivo all'indomani della riunione della Fed che ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base e ha sostanzialmente confermato un altro rialzo a dicembre e tre strette monetarie l'anno prossimo. Il Dow Jones è in rialzo dello 0,4%, il Nasdaq guadagna lo 0,8% e l'indice S&P 500 è in verde dello 0,5%.

Negli scambi di valute, alla chiusura di Piazza Affari la moneta unica vale USD1,1671, in calo rispetto a USD1,1747 registrato mercoledì in chiusura mentre la sterlina vale USD1,3105 rispetto a USD1,3180 della precedente seduta.

Nel commercio di materie prime, il Brent ha un valore di USD81,44, in lieve calo rispetto al valore di USD81,48 registrato mercoledì in chiusura di seduta. Un'oncia d'oro scambia a USD1.187,00 rispetto a USD1.194,56 registrato mercoledì in chiusura di scambi.

Nel calendario economico di venerdì, arriverà alle 0345 CET il PMI della Cina, seguito alle 0800 CET dalle vendite al dettaglio e l'indice dei prezzi all'ingrosso in Germania. Alle 0845 CET sarà la volta dei prezzi al consumo francesi, seguiti alle 0900 CET da quelli spagnoli. Ancora, dalla Germania, alle 0955 CET arriverà il tasso di disoccupazione, seguito alle 1030 CET dagli investimenti delle aziende. Alle 1000 CET sarà pubblicata la stima provvisoria dei prezzi al consumo italiani e alle 1100 CET dall'Eurozona la stima dei principali prezzi al consumo.

Nel pomeriggio, dagli USA arriveranno alle 1430 CET l'indice prezzi spese personali principali, seguito alle 1630 CET dal rapporto ECRI settimanale annualizzato e infine alle 1900 CET dagli impianti di trivellazione USA Baker Hughes.

Nel calendario aziendale di venerdì, tra le varie società che rilasceranno i risultati semestrali si segnalano Alkemy, Astaldi, Banca Intermobiliare, Health Italia e Innovatec.

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