Borse, Piazza Affari in positivo: Grecia "fuori-pericolo"

Inizio di settimana positivo per il Ftse Mib, che chiude con un + 0,3%

Foto di repertorio

(Alliance News) - Piazza Affari prende fiato nella prima seduta della settimana, facendo compagnia a tutte le concorrenti europe. A far respirare gli indici, le buone notizie tra cui l'apertura ultriore di canali diplomatici in ambito commerciale fra Usa e Cina, oltre alla scadenza dei termini dell'uscita della Grecia dal "commissariamento" dell'Unione nella gestione dei conti pubblici. Fari che rimangono comunque alti per il governo ellenico, su cui pesa un Debito pubblico che tocca il valore del 180% del Pil e con le riserve del Fmi che chiede di tenere sotto controllo i conti.

Si risolleva la Lira turca, mentre lo Spread in Italia rimane sotto soglia 280, con il decennale del tesoro intorno al 3%. Nel Belpaese, ovviamente al centro del dibattito pubblico, la vicenda che riguarda il crollo del Ponte Morandi con le ricadute sull'operatore Atlantia che perde quota a Piazza Affari.

Il FTSE Mib è in verde dello 0,3% a 20.470,97 dopo che venerdì ha riportato una perdita dello 0,5% al termine di seduta.

Tra gli indici minori, il Mid-Cap segna un rialzo dello 0,4% a 40.326,42 dopo aver perso lo 0,6% venerdì sera. Lo Small-Cap è termina in rosso dello 0,3% a 21.003,52, mentre l'ultima seduta l'ha chiusa in flessione lo 0,4%. Infine, l'indice AIM registra un ribasso dello 0,6% a 9.336,78, quando invece venerdì la perdita è stata dello 0,5%.

Sale Fiat Chrysler, su del 3,2%, in testa al listino portando con se anche la stretta partner Exor con il 2,0%.

Nel principale indice meneghino sale anche Campari con il 2,8%, dopo che Berenberg ha alzato il target price della società venerdì a EUR8,30 da EUR7,40 con rating 'Buy'.

Su anche Moncler con il 2,4%.

Tenaris va in profitto dello 0,6%, ed Eni sale dell'1,2%, che si allunga beneficiando dell'apprezzamento dell'oro nero.

Sprofonda Atlantia, con un'emorragia di vendite che a fine giornata segna un rosso del 4,7%. Dopo la frenata prima del weekend, il governo è tornato a spingere sull'acceleratore per la revoca della concessione delle infrastrutture autostradali ad Autostrade per l’Italia per il crollo del ponte Morandi che alla vigilia del Ferragosto ha causato la morte di oltre quaranta persone e nove feriti. Titolo che su base settimanale ha lasciato già oltre il 20%.

Saipem perde a fine giornata il 2,7%, nonostante le buone performance del mercato delle utilities.

Giù anche Unipol, come del resto tutti i titoli del comparto bancario. Il titolo chiude con un passivo dell'1,9% dopo aver riportato guadagni in una settimana, come quella precedente, segnata da forti perdite in tutti gli indici borsistici.

Giù anche Poste Italiane, con l'1,6%.

Passando all'indice delle Mid Cap, Diasorin sale del 7,3%.

Bene anche Salini Impregilo con un verde del 5,3%. Il titolo beneficia delle notizie in arrivo dagli USA, dove la controllata Lane ha ottenuto una commessa in California da USD404 milioni e ha ceduto l'unità Plants & Paving per USD555 milioni.

Male nello stesso listino Sias, che lascia sul parterre il 4,2%%. La società sulla scia della cattiva performance di Atlantia, che ha affossato tutto il comparto per "effetto domino".

Giù anche Astm, holding di Sias, con una perdita a fine giornata pari al 3,6%.

Nell'indice delle Small Cap, tira il gruppo Aedes che chiude le serrande della borsa con una performance positiva del 7,0%. Titolo in buona forma sin dalle prime ore di contrattazione. Su anche Astaldi con il 3,2%.

In fondo al listino delle Small Cap, si segnala Fiera Milano con un rosso dell'11%, dopo le ultime otto giornate terminate in positivo.

Fra le AIM, Fervi con il 3,7% termina in testa al listino. Sale anche Energica Motor Company con il 2,6%.

Nello stesso listino, mestolo di legno per Bio On, che fa un balzo all'indietro del 6,5%, in forte ribasso dai primi scambi.

Di pessimo umore anche Askoll Eva, che termina la prima seduta della settimana con un bazo all'indietro del 3,8%.

Sul fronte delle notizie macro, secondo i dati dell'Eurostat, la crescita della produzione nel settore delle costruzioni nell'Eurozona ha registrato un rallentamento su base mensile a giugno ma una netta accelerazione su base annua. Su base mensile, l'indice della produzione nelle costruzioni dell'area dell'euro a giugno segna un aumento dello 0,2% che coincide con le stime degli economisti ma segna un rallentamento rispetto allo 0,3% di crescita registrato il mese prima.
Su base annua, invece, l'indice sale del 2,6% dopo l'aumento del 2,0% di maggio - rivisto dall'iniziale 1,8% - e stupisce gli economisti che si aspettavano un rallentamento all'1,6%.

Nei principali mercati azionari europei, al termine della seduta di lunedì le borse terminano tutte al rialzo. A Londra, il FTSE 100 è in rialzo dello 0,4%, con Evraz miglior titolo della giornata in verde del 2,8%.

A Parigi il CAC 40 riporta un guadagno dello 0,7%, mentre a Francoforte il DAX 30 è in salita dello 0,1% con il miglior trend riportato tra i mercati azionari del Vecchio Continente.

Spostandoci oltre l'Oceano, Wall Street il Dow in rialzo dello 0,4%, il Nasdaq è in rosso dello 0,1% e l'S&P 500 è al momento in rialzo dello 0,2%.

Sul mercato delle valute, l'euro riacquista valore contro il dollaro statunitense seppure con movimenti in coda deicmale, passando di mano a USD1,1435 contro USD1,1407 riportato in chiusura di settimana. Continua il timido avanzamento della sterlina britannica, fra i dubbi legati alla Brexit, che al momento vale USD1,2762 mentre al termine della seduta di venerdì si attestava a USD1,2732.

Nel commercio di materie prime, lunedì i prezzi del petrolio hanno visto una lieve risalita per via delle crescenti preoccupazioni del rallentamento della crescita economica, in particolare in Cina e India, dove danza l'incertezza riguardo a quanto sarà l'influenza delle sanzioni statunitensi nel tagliare fuori dal mercato il petrolio iraniano. Inoltre, la Corea del Sud sta mandando avanti dei negoziati con gli Stati Uniti per poter continuare con l'importazione di condensati iraniani, mentre gli investitori stanno anche valutando le possibili interruzioni delle forniture dalla Libia, con nuove proteste dei lavoratori nel terminale di esportazione di petrolio di Zawiya che minacciano nuovamente di tagliare la produzione petrolifera.

Il Brent scambia quindi, seppur di poco, leggermente al rialzo, ora a USD72,36 al barile contro USD71,74 di venerdì.

Sale anche il prezzo dell'oro, con un'oncia che vale USD1.185,75 contro USD1.178,76 di venerdì.

Nel calendario economico di martedì, ci sarà il vertice dell'Opec con orario da definire. Dal Regno Unito in arrivo il fabbisogno el settoro pubblico alle ore 1030CET.

Nel pomeriggio, in arrivo alle 1455CET l'indice Redbook dagli Stati Uniti.

Per quanto riguarda il calendario societario italiano non si segnalano eventi rilevanti.

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