Caos buoni pasto, tagliandi rifiutati in mezza Italia: i consumatori minacciano la class action

La Consip ha annunciato la risoluzione della convenzione con la società Qui!Group. Per l'Unione Nazionale Consumatori ora si pone il problema della tutela dei dipendenti che non vedono più accettati i loro buoni pasto in ristoranti e bar

Bufera dopo l'annuncio della risoluzione della convenzione tra la Consip con la società Qui!Group per i 'Buoni pasto ed.7' relativamente ai lotti 1 (Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia) e 3 (Lazio).

Come spiega la centrale unica degli acquisti per la pubblica amministrazione a causare la chiusura della convenzione con la società Qui!Group sono state "molteplici segnalazioni di disservizi" trasmesse alla società del Mef "a partire da gennaio 2018" dalle amministrazioni utilizzatrici per "la mancata spendibilità dei buoni emessi da Qui!Group".

"Numerose imprese esercenti la ristorazione nella rete convenzionata con Qui!Group hanno inoltre segnalato il mancato pagamento da parte della stessa società delle fatture relative ai buoni pasto spesi dai dipendenti pubblici" riferisce Consip che ha effettuato "verifiche ispettive sistematiche tramite un organismo indipendente" sia sulla spendibilità che sul rimborso agli esercenti.

La preoccupazione è forte anche perché il problema non è certo venuto fuori all’improvviso. Dallo scorso anno i buoni pasto "Qui!” sono diventati un problema. La società con sede a Genova ha dimostrato di avere grossi problemi a saldare regolarmente gli esercenti che accettano i ticket e in molti ormai li rifiutano.

Buoni pasto non accettati

Per l'Unione Nazionale Consumatori ora si pone il problema della tutela dei dipendenti che non vedono più accettati i loro buoni pasto in ristoranti e bar. "I possessori di buoni pasto hanno ormai acquisito un diritto che va tutelato e osservato. Non si può scaricare sul dipendente l'inadempimento della società" scandisce Massimiliano Dona, presidente dell'Unc.

"Questo significa che i ticket già in possesso del dipendente vanno in qualche modo indennizzati o sostituiti al più presto con quelli di altre società, considerato che, anche se formalmente possono essere ancora utilizzabili, di fatto non sono più accettati in alcun esercizio".

"Inoltre, visto che la nuova fornitura di buoni pasto non potrà essere operativa prima di dicembre, andranno trovate forme di compensazione per i mesi da luglio a dicembre" aggiunge il presidente dell'Unc che annuncia di aver chiesto "un incontro urgente con il Governo" avvertendo che l'Unc si riserva, "se verranno violati i diritti dei dipendenti, di intraprendere una class action contro la Pubblica Amministrazione".

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