Che cosa sta succedendo con i buoni pasto

Dopo "molteplici segnalazioni di disservizi" la Consip ha deciso di chiudere la convenzione con la società Qui!Group i cui ticket non venivano più accettati dagli esercenti. E ora? Secondo la Cgil i dipendenti coinvolti hanno subito un danno di 140 euro al mese

Immagine d'archivio

Qualche giorno fa la Consip, l'azienda controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che gestisce gli acquisti della Pubblica Amministrazione, ha annunciato di aver chiuso la convenzione con la società Qui!Group "per reiterato, grave e rilevante inadempimento delle obbligazioni contrattuali".

La Consip spiega di aver ricevuto, a partire da gennaio 2018, "molteplici segnalazioni di disservizi per la mancata spendibilità dei buoni emessi da Qui!Group" e che numerose imprese esercenti "hanno segnalato il mancato pagamento da parte della stessa società delle fatture relative ai buoni pasto spesi dai dipendenti pubblici".

In sostanza, gli esercenti che erogavano il servizio spesso avevano difficoltà a riavere indietro i soldi e molti commercianti hanno smesso di accettare i buoni. Secondo Il Secolo XIX, ieri a Genova un barista del centro storico si è presentato nella sede della società per protestare contro i mancati pagamenti. L’uomo ha spiegato ai cronisti di aspettare un credito di 600 euro dal 28 giugno, "ma un altro che era lì attendeva 20mila euro".

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Che ci fosse qualche problema con i buoni pasto era evidente da tempo: già lo scorso dicembre il sindacato Ugl aveva denunciato che i ticket Qui! erano sempre meno accettati

"Faccio l'esempio dei dipendenti della Polizia di Stato o di quelli del Comune di Roma - ci aveva detto al telefono Marco Milani, coordinatore romano della Ugl -: questi lavoratori si servono di "Qui Ticket" in convenzione con la pubblica amministrazione".

Qual è il problema?

"Sempre più spesso - spiegava il sindacalista - stiamo notando che sempre più ristoranti, pizzerie e negozi di generi alimentari non accettano i buoni 'Qui Ticket' erogati ai lavoratori del pubblico impiego che maturano il diritto al buono pasto nel corso della prestazione lavorativa. In molti casi, i buoni 'Qui Ticket' vengono rifiutati, oppure vengono accettati solo per il 50% dell'importo speso". 

La Consip corre ai ripari

La Consip ha già annunciato di aver "predisposto un piano di azione straordinario per rendere disponibili quanto prima gli strumenti per acquisire una nuova fornitura di buoni pasto".

Nel frattempo però come faranno i lavoratori? E come saranno indennizzati coloro che non sono riusciti a spendere i buoni pasto? Salvatore Chiaramonte, segretario nazionale della Funzione pubblica della Cgil, ha detto oggi all’AdnKronos che gli statali interessati "sono 50-60mila", ai quali "bisogna poi aggiungere i dipendenti degli enti locali e della Sanità".

quiticket-2

Buoni pasto, lavoratori penalizzati: "Parliamo di 140 euro al mese"

"La situazione del mancato utilizzo di questi buoni pasto è diffusa" ha detto ancora Chiaramonte. "I problemi si sono registrati praticamente da quando è iniziata la convenzione, nel 2017. Ma la cosa è cresciuta in modo importante dall'inizio di quest'anno, essendoci anche stato un passaparola tra gli esercenti".

Il rifiuto dei buoni pasto è un problema di non poco conto per i lavoratori interessati: "Per ogni dipendente pubblico - ha spiegato Chiaramonte - parliamo di almeno 140 euro al mese. Ogni buono è da 7 euro, si lavora in media almeno 20 giorni al mese: il calcolo è facile".

Bongiorno: soluzione in tempi brevi

Il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno ha assicurato oggi che "saranno individuate in tempi brevi soluzioni idonee a tutelare i dipendenti e porre rimedio a questa situazione che reputo intollerabile. Ho già sensibilizzato le strutture tecniche competenti per avere un approfondimento sulle cause e le responsabilità di quanto accaduto". Al momento però non è affatto chiaro in che modo il governo intenda intervenire. 

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"Quei ticket di fatto non sono più accettati"

Massimiliano Dona, presidente dell'Unc, ha fatto notare che benché i ticket di Qui! Group siano ancora formalmente spendibili, "di fatto non sono più accettati in alcun esercizio" pertanto andrebbero "in qualche modo indennizzati o sostituiti al più presto con quelli di altre società".

Pronta class action contro la Pa

"Inoltre – prosegue Dona -, visto che la nuova fornitura di buoni pasto non potrà essere operativa prima di dicembre, andranno trovate forme di compensazione per i mesi da luglio a dicembre" aggiunge il presidente dell'Unione nazionale consumatori che annuncia di aver chiesto "un incontro urgente con il Governo" avvertendo che l'Unc si riserva, "se verranno violati i diritti dei dipendenti, di intraprendere una class action contro la Pubblica amministrazione". 

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Commenti (2)

  • mangiatevi i buoni!!!!!

  • fatevi dare il denaro cash non questi buoni!

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