Cambiare tv sarà "obbligatorio" per tanti (ma non per tutti): agevolazioni in vista

Molti italiani avrebbero senz'altro volentieri fatto a meno di questa "gatta da pelare". C'è un fondo da 151 milioni di euro da destinare al nuovo bonus per la sostituzione dei televisori in vista del passaggio, nel 2022, al digitale terrestre di seconda generazione

Gli aspetti da chiarire, a oggi, non mancano. E molti italiani avrebbero senz'altro volentieri fatto a meno di questa "gatta da pelare". Un fondo da 151 milioni di euro da destinare al nuovo bonus per la sostituzione dei televisori in vista del passaggio, nel 2022, al digitale terrestre di seconda generazione, definito da molti "la tv del domani". L'agevolazione dovrebbe prender forma già a partire dal 2019, previa definizione di regole e modalità per beneficiare dell'incentivo. Non è chiaro se si tratterà di una detrazione fiscale o se di un contributo economico applicato sotto forma di sconto dal rivenditore al momento dell'acquisto. Al momento l'unica certezza è la dotazione finanziaria, incrementata dalla Legge di Bilancio 2019, in vista dell'avvento della nuova rivoluzione digitale che manderà in soffitta i vecchi televisori. 

E' bene soffermarsi su alcuni punti essenziali. Non tutte le TV dovranno essere necessariamente cambiate, ed è proprio per questo che è necessario informarsi su quali televisori andranno sostituiti e quali quelli che invece saranno in grado di ricevere il segnale. Quelli acquistati di recente dovrebbero garantire la conformità con i nuovi requisiti tecnici. Le nuove televisioni dovranno rispettare il nuovo standard di trasmissione DVB-T2 con HEVC, che promette di portare l'alta televisione video nelle case di tutti gli italiani. Il bonus, sia nella forma di detrazione che di contributo monetario, coprirà soltanto una parte del costo della spesa che sarà necessario sostenere per adeguarsi al nuovo digitale terrestre. Una delle ipotesi è tuttavia che, in fase iniziale, la possibilità di beneficiare delle agevolazioni per la sostituzione della TV riguardi solo gli anziani con reddito fino ad 8.000 euro, tra l'altro già oggi esentati dal pagamento del Canone Rai.

Dobbiamo cambiare tv, è obbligatorio (ma non per tutti): lo "sconto" e le cose da sapere

Chi deve cambiare tv nei prossimi anni

Non c'è fretta, ovviamente. Il termine per allinearsi con il digitale terrestre di seconda generazione è l'1 luglio 2022. Non tutti saranno costretti a cambiare tv o decoder entro il 2022, quando avverrà il 'trasloco' definitivo allo standard di trasmissione televisiva DVB-T2 con HEVC. Infatti, chi è già in possesso di una smart tv con questo tipo di tecnologia non avrà bisogno di aggiornamento, ma questa restrizione ad uno standard così ben identificato è meno 'stretta' di quanto possa sembrare. Per legge, tutte le tv in commercio da gennaio 2017 sono già provviste di questo tipo di tecnologia. Dal 1 Gennaio 2017infatti i rivenditori che avrebbero dovuto eliminare dagli scaffali televisori con il digitale terrestre di prima generazione. Ma i commercianti, date le grandi quantità in magazzino, hanno continuato, grazie ad una integrazione last minute della legge, a commercializzare le tv provviste del vecchio digitale terrestre DVB-T, a patto però che queste siano vendute in abbinamento ad un decoder DVB-T2 con codec HEVC.

Così a un decennio circa dal passaggio da analogico a digitale terrestre, un'ennesima rivoluzione digitale è all'orizzonte. E' la conseguenza della nuova assegnazione delle frequenze voluta dall'Europa che, con una direttiva della Commissione, obbliga tutti i Paesi dell'Unione ad adottare il nuovo standard entro il 2022. L’Europa ha chiesto entro il 2022 di spegnere parte delle frequenze di trasmissione televisive. Tali frequenze serviranno infatti per essere utilizzabili con le sempre più importanti reti 4G e 5G, nell’ottica dell’evoluzione tecnologica moderna, perché sono poche a oggi le frequenze utilizzabili

Il DVB-T2 non è solamente un aggiornamento del vecchio digitale, ma ci vogliono decoder nuovi in grado di leggerlo, per cui nei prossimi anni ci sarà un periodo di adattamento seguito da un nuovo switch-off. 

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