Addio condono, ma resta la pace fiscale

Il vertice a palazzo Chigi stravolge il dl fiscale e cancella la dichiarazione integrativa, facendo saltare in pratica il condono: sarà possibile regolarizzare solo il dichiarato

Ansa (foto repertorio)

Condono addio. A sorpresa un vertice serale a palazzo Chigi stravolge il dl fiscale e cancella la dichiarazione integrativa, facendo saltare in pratica il condono, misura di cui si discute da settimane. C'è "pieno accordo" nel governo, fanno sapere fonti di palazzo Chigi, spiegando che "scompare la dichiarazione integrativa e sarà possibile regolarizzare solo il dichiarato". Questa e altre novità, esito della riunione di governo, saranno formalizzate con degli emendamenti al dl fiscale durante l'iter in Senato che entrerà nel vivo dalla prossima settimana. Confermate le altre misure in arrivo: il bonus bebè, la tassazione dei money transfer all'1,5% e la detassazione delle sigarette elettroniche. Mentre la norma sul carcere per gli evasori sarà trattata in un disegno di legge ad hoc.

In tal modo Lega e M5S si ricompattano dopo il duro scontro sul condono innescato dalle accuse pubbliche di Luigi Di Maio sulla 'manina' che aveva portato il governo giallo-verde sull'orlo della crisi. Di Maio, che non aveva mai digerito la sanatoria, non nasconde la sua grande soddisfazione e posta su Instagram la foto di un bicchiere di rosso scrivendo: "Sono molto felice dei risultati di questa sera. Oggi si brinda". La Lega aveva invece una posizione più soft sul condono, e ha tenuto a precisare che restano in piedi le altre misure della pace fiscale come la possibilità di spalmare in 5 anni il dovuto e quella di uscire da ogni grado di giudizio del processo tributario pagando una piccola percentuale commisurata alla vittoria nei vari gradi di giudizio (ci sono oltre 400 mila processi pendenti). Tra le modifiche concordate anche la facoltà di correggere gli errori formali nelle dichiarazioni dei redditi con 200 euro per ogni anno.

Dl fiscale, le altre novità

Numerose altre novità emerse nel corso del vertice il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Di Maio e Salvini, i ministri Giovanni Tria, Alfonso Bonafede, e Riccardo Fraccaro, e i viceministri all'Economia Laura Castelli, Massimo Garavaglia e Massimo Bitonci. In particolare, fonti pentastellate fanno sapere che per la lotta all'evasione verranno sbloccate le banche dati. La Guardia di Finanza potrà accedere direttamente alla banca dati dell'anagrafe dei rapporti finanziari senza dover più chiedere autorizzazioni alla magistratura. "Questo - precisano - vuole dire che la guardia di finanza potrà monitorare i grandi evasori in qualsiasi momento, transazione per transazione".

C'è anche un emendamento per evitare la tassa sui metri quadrati di ombra degli ombrelloni presenti negli stabilimenti balneari. E vengono sbloccate le procedure per consentire alle regioni di recuperare le spese versate alle case farmaceutiche che eccedono il budget prestabilito". Tre milioni in più a partire dal 2019 arrivano per la lotta al caporalato. "Contrastiamo l'odioso fenomeno del caporalato con un incremento di 3 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019 del Fondo nazionale per le politiche migratorie. Questi soldi serviranno anche a far funzionare presso il ministero del Lavoro un tavolo apposito". Nessun accenno da parte da parte dei due partiti di governo al tema delle Bcc che, secondo quanto emerso finora, sembra essere uno dei nodi da sciogliere con il Carroccio che punta a modificare la riforma del 2016.

Pace fiscale, conto alla rovescia per accedere al condono: la guida

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