Cannabis, Mantero contro Salvini: ''Butta fumo negli occhi per distrarre dal caso Siri e dai suoi fallimenti''

L'intervista a Today con il senatore M5s autore della proposta sulla legalizzazione della cannabis: ''Fa confusione tra canapa light e non, e demonizzandola non fa altro che danneggiare negozianti e contadini, favorendo la criminalità''

Cannabis light venduta in un negozio di Roma (FOTO ANSA)

''Mi aspetto che il senatore dei 5 Stelle Mantero ritiri la proposta  sulla droga libera. Non è nel contratto di governo e non voglio lo Stato spacciatore'': così tuonava il ministro dell'Interno Matteo Salvini, dopo la chiusura di alcuni negozi che vendevano la cosiddetta 'cannabis legale'. Un attacco duro, che non è stato accolto nel migliore dei modi da Matteo Mantero, il senatore del Movimento 5 Stelle firmatario della proposta sulla legalizzazione della cannabis: ''Salvini sta sfruttando la situazione per buttare fumo negli occhi, per distrarre la popolazione sia dal caso Siri che dagli scarsi risultati del suo ministero sulla repressione della criminalità organizzata e nel contrasto allo spaccio e alle droghe. Ovviamente è più semplice prendersela con i canapa shop che vendono un prodotto con una percentuale di principio attivo pressoché nullo, piuttosto che andare a contrastare gli spacciatori''.  

In molti hanno già visto la cannabis come il nuovo tema di scontro tra Lega e Movimento 5 stelle, una nuova 'crociata' per il leader leghista, iniziata proprio con l'avvicinarsi del voto del prossimo 26 maggio. Una mossa con un tempismo quasi strategico, come confermato a Today da Mantero: ''Sicuramente quella di Salvini è una mossa anche elettorale. Lui punta ad un elettorato di destra e vicino alle politiche proibizioniste, ma questa scelta non sembra si sia rivelata troppo efficace, almeno secondo gli ultimi dati dei sondaggi elettorali''.

"L'idea di chiudere i canapa shop dà molta visibilità – continua Mantero a Today – ma Salvini non può farlo perché questi negozi rispettano la legge. La sua ordinanza non ha senso, i Comuni non possono intervenire senza una legge specifica, inoltre alcuni punti, come quello riguardante un maggiore monitoraggio di queste attività, non fanno altro che sancire delle cose che potevano già essere fatte. L'unico rischio è quello di demonizzare negozianti e contadini che portano avanti nella legalità la loro attività. Criminalizzando chi non fa nulla di male si crea confusione, generando poca chiarezza sugli effetti della canapa light e quelli delle altre droghe. Senza parlare delle risorse umane ed economiche che così verrebbero impiegate inutilmente".

Cannabis, cannabis light e droghe: facciamo chiarezza

La cannabis light è una droga? Ha gli stessi effetti della cannabis 'normale'? Tutte domande che potrebbero sorgere spontanee in mancanza di chiarezza. Una confusione generata sia dalla poca informazione, sia dagli ultimi avvenimenti che hanno coinvolto i cannabis shop. Andiamo per grado: per prima cosa quando si parla di cannabis si fa riferimento ad una delle cosiddette droghe leggere. Detto in parole povere e senza troppi tecnicismi, esiste una grossa differenza tra cannabis light e non. Nel caso della marijuana o cannabis, che definiremo 'normale', lo 'sballo' viene  provocato dal cosiddetto thc, il principio attivo che, in base alla percentuale in cui è presente, rende il fiore più o meno potente nel momento in cui viene assunto, sia fumandolo che in altri modi. Nella canapa light il thc è sotto l'1%, una percentuale talmente infima da non produrre alcun effetto psicotropo su chi la assume. Entrambe, sia per gli effetti che per la modalità di assimilazione, vanno ovviamente distinte a loro volta dalle altre tipologie di sostanze come la cocaina, l'eroina e le altre droghe sintetiche.

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“L'erba” che viene venduta legalmente nei cannabis shop quindi non può essere definita droga, come chiarito anche dallo stesso Mantero: "L'unica cosa, veramente folle e sconfortante, è che un ministro dell'Interno non riesca o non voglia capire la differenza che c'è tra le infiorescenze di cannabis industriale, la cosiddetta light, e quelle che lui chiama genericamente droghe. Paragonare i derivati della canapa industriale, che hanno una quantità estremamente bassa di principio attivo (thc) e che quindi non causano alcun effetto psicotropo, alle sostanze stupefacenti, sarebbe come paragonare il succo d'uva alla grappa".

Cannabis legale, gli effetti su economia e salute

Ma cosa c'è nella proposta sulla legalizzazione della cannabis presentata da Mantero? La riforma del senatore a 5 stelle prevede la possibilità di coltivare fino a 3 piante femmine in casa propria o in forma associata, fino ad un massimo di 30 soci, e  di detenere fino a 15 grammi di sostanza presso il proprio domicilio e 5 grammi fuori. In questo caso parliamo di cannabis 'non light', per cui verrebbe consentita soltanto la coltivazione e non la vendita, un punto chiarito a Today dallo stesso Mantero: ''La mia proposta prevede di consentire soltanto l'autoproduzione e non lo spaccio: se venisse attuata porterebbe un risparmio sia per le forze dell'ordine e che per gli organi giudiziari, oltre a tutelare la salute pubblica, visto che chi si affida agli spacciatori per reperire queste sostanze, adesso vietate, rischia di incorrere in qualcosa di 'tagliato' spesso con agenti nocivi per l'uomo''. 

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In poche parole la proposta di Mantero renderebbe possibile ai consumatori di cannabis di poter coltivare in casa la propria piantina di marijuana senza incorrere nelle sanzioni previste attualmente dalla legge. Una mossa che oltre a togliere una grossa fetta di mercato alla criminalità organizzata, potrebbe anche tradursi in un guadagno per le casse dello Stato. Secondo il senatore Mantero, al di là della sua proposta sulla cannabis libera, andare a colpire i canapa shop è invece un modo di aiutare i narcotrafficanti: ''Dove ci sono i canapa shop è diminuito il mercato illegale, facendoli chiudere Salvini fa un grosso favore agli spacciatori e mette a rischio la salute dei consumatori perché i prodotti sul mercato illegale sono sicuramente più pericolosi. Combattere la 'droga' facendo chiudere i negozi di canapa light è come combattere l'alcolismo vietando la birra analcolica". 

La proposta prevede, oltre al divieto di rivendere la marijuana coltivata in casa, anche quello di fumare in luoghi pubblici o di mettersi alla guida in stato di alterazione. L'idea di Mantero 'vive' su due livelli, un primo che riguarda la cannabis 'normale', un secondo sulla 'light': ''Se Salvini si preoccupa della sicurezza delle persone la soluzione non è chiudere i negozi di canapa, andando ad intaccare tutta la filiera, ma semmai regolarizzarne la vendita con una produzione controllata, in maniera tale da mettere in commercio soltanto sostanze sicure. Inoltre prevedo che venga specificata la percentuale di thc e cbd, i due principali principi attivi, oltre che la presenza di metalli pesanti".

Ma se dalla Lega sarà difficile trovare supporto nella battaglia sulla cannabis, il Movimento 5  Stelle potrebbe incontrare degli alleati tra le fronde della sinistra, come confermano le parole di qualche giorno fa di Marco Furfaro, componente della direzione nazionale del Pd: "I dati dimostrano che la cannabis legale non solo ha portato lavoro a 10 mila italiani, ma ha anche sottratto 200 milioni di euro di ricavi illegali alle mafie e fatto diminuire il consumo di hashish comprato al mercato nero. Chiudere, come annunciato dal ministro Salvini, i negozi di cannabis legale sarebbe un regalo alla criminalità organizzata".

 "La politica – conclude Furfaro - deve fare lo sforzo di uscire dalla demagogia: con slogan e pregiudizi non risolvono i problemi. In un Paese in cui le mafie imperversano, la legalizzazione delle droghe leggere è un tema che va affrontato, non può essere un tabù. Il proibizionismo di questi decenni ha solo rafforzato le mafie, portato morti, condannato tanti ragazzi alla delinquenza".

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Mantero la definisce una 'battaglia di buonsenso', una strada già intrapresa in Paesi sia vicini a noi, come Olanda e Spagna, sia lontani, come in Canada o negli Stati Uniti, con le loro esperienze che dimostrano come il livello di consumo sia diminuito e non aumentato, come molti temono. Il dibattito resta molto acceso e sull'eventualità di ritirare la sua proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis, Mantero ha risposto con un chiaro ed inequivocabile ''no''. 

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