Carcere per i grandi evasori fiscali: c'è un (grosso) equivoco di fondo

Il governo al lavoro "per individuare la soglia dalla quale potrà scattare il carcere per i grandi evasori": sarebbe intorno ai 100mila euro secondo Bonafede (M5s). Ma c'è un equivoco di fondo:  il carcere per i grandi evasori è già parte integrante del nostro ordinamento

Oggi l'atteso vertice di maggioranza, al centro anche il tema del carcere per i grandi evasori fiscali. Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, sta lavorando per individuare la soglia dalla quale secondo l'esecutivo "potrà scattare il carcere" per i grandi evasori, e l'idea - a quel che si apprende - ruota intorno a una soglia di 100mila euro, per il reato più grave, la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Quello delle fatture false è infatti uno dei reati più gravi fra gli illeciti fiscali. Il nodo sarà sciolto presto, perché oggi è prevista la presentazione del pacchetto che contiene le norme per il carcere dei grandi evasori e la confisca per sproporzione.

Carcere per i grandi evasori, "soglia di 100mila euro"

Non ci sono certezze sulla soglia, in ogni caso, né sui dettagli del decreto. E c'è anche un equivoco di fondo perché il carcere è giù previsto. Da Perugia, in visita con la famiglia a Eurochocolate, ieri il ministro ha assicurato: "Dopo l'incontro a palazzo Chigi con le altre forze politiche di maggioranza siamo già andati avanti e siamo praticamente alla conclusione e lunedì dovremmo avere nel dettaglio la norma" ha aggiunto Bonafede.  E il nodo della confisca per sproporzione? "Domani dovremmo avere nel dettaglio anche questa norma - dice Bonafede - Ancora non sappiamo se entrerà tutto nel decreto fiscale. Potrebbe infatti entrare anche nell'emendamento e quindi in corsa, in sede di conversione. Al di là di questo l'importante è che abbiamo il pacchetto sul carcere e la confisca per sproporzione per i grandi evasori". 

Bonafede non svela quale sarà esattamente la soglia ma spiega: "Ci stiamo orientando per individuarne una che dovrebbe essere intorno ai 100 mila euro. Oltre questa c'è la certezza del carcere per i grandi evasori e la confisca per sproporzione". L'idea ruota dunque attorno a una soglia di 100mila euro, per il reato più grave, la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Quello delle fatture false è infatti uno dei reati più gravi fra gli illeciti fiscali. Ma certezza del carcere non vi può essere a prescindere, perché il problema è il corso lunghissimo della giustizia, come vedremo.

Zingaretti (Pd): "Premiare le persone oneste"

"Sull'evasione fiscale bisogna colpire chi evade e premiare le persone oneste". Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti su La7 a 'Non è l'arena'. "I grandi evasori rubano soldi a  chi ha bisogno. Bisogna arrivare a sanzioni o al carcere non ho paura a sostenerlo ma ci vuole una strategia nella lotta contro l'evasione", sottolinea Zingaretti.

M5s: "Lotta serrata a grande evasione"

"Se vogliamo affrontare seriamente il problema dell'evasione fiscale bisogna andare fino in fondo con il carcere per i grandi evasori, questa è la via maestra - sostengono in una nota i membri della commissione Bilancio alla Camera del MoVimento 5 Stelle. -. L'obbligo del Pos è una soluzione che ci vede favorevoli, ma solo a condizione che si abbattano i costi per i commercianti, altrimenti si rischia solamente di caricarli di nuovi costi e nuova burocrazia. Così come non ha senso tornare indietro sul regime forfettario per le partite IVA, che noi abbiamo approvato lo scorso anno e che ha avuto un grande successo. Vogliamo semplificare la vita ai piccoli accompagnandoli verso forme di pagamento tracciabili e abbassando loro le commissioni bancarie, e allo stesso tempo colpire duramente i grandi evasori, i miliardari che spostano i capitali nei paradisi fiscali. Noi del MoVimento 5 Stelle siamo la prima forza del Parlamento grazie ai voti di milioni di italiani e rispondiamo solo a loro. Le nostre sono proposte costruttive per migliorare una manovra che deve aiutare i cittadini e iniziare a perseguire veramente i grandi evasori".

"Il Governo, dal Presidente del Consiglio a tutti i Ministri, ha la nostra fiducia e ci dispiace che queste nostre proposte di buon senso siano state accolte con malumore e toni che non ci saremmo aspettati. Siamo convinti che il vertice di maggioranza possa sciogliere i nodi principali", concludono.

Fisco, Landini: "Punire chi non paga tasse"

Ridurre l'uso del contante, aumentare l'utilizzo delle carte di pagamenti e sanzionare che evade il fisco. E' la ricetta della Cgil contro l'evasione, come ha spiegato il segretario generale Maurizio Landini, durante la trasmissione "Mezz'ora in più" su Rai 3. "Noi siamo per ridurre il limite sull'uso del contante, e per incentivare l'uso del Pos, naturalmente riducendo i costi per gli utenti, perché - ha detto - è un elemento che va nella direzione di rendere tracciabili" i pagamenti.

Quanto al carcere per i grandi evasori "io galera e manette non le auguro a nessuno, poi - ha aggiunto Landini - per me chi evade il fisco ruba, e io sono perché le sanzioni ci siano".

Carcere per i grandi evasori: cosa prevede oggi la legge

"Bisogna sfoltire, e non aumentare, il numero dei reati. Nel merito, il problema dell’evasione fiscale sta nella mancanza dei controlli più che nell’assenza di sanzioni. In queste condizioni introdurre dei reati con pene severe risponderebbe solo al bisogno di una norma manifesto destinata a restare inattuata nella stragrande maggioranza dei casi. Prima ancora di punire i grandi evasori bisogna trovarli. Poi bisogna recuperare le somme non versate”. Lo ha detto Eugenio Albamonte, segretario di Area ( la corrente di sinistra dei giudici, e pubblico ministero a Roma, nonché ex presidente dell’Anm), in un'intervista al blog 'Toghe' di Liana Milella su 'Repubblica', riferendosi al carcere per gli evasori.

C'è anche chi fa notare come  il "carcere per i grandi evasori" sia già da molto tempo parte integrante del nostro ordinamento giuridico. Lo ricorda Enrico Zanetti su Eutekne.info: il decreto legislativo n. 74 del 2000 prevede pene da 1,5 a 6 anni di reclusione per frode fiscale e da 1 a 3 anni per dichiarazione infedele “non fraudolenta”, oltre ovviamente a sanzioni pecuniarie salatissime che vanno dal 135 al 270 per cento per la frode fiscale e dal 90 al 180 per cento per la “semplice” dichiarazione infedele. 

Non è tutto. In caso di frode mediante fatture false, la reclusione non è solo per i “grandi evasori”, perché scatta anche per cifre minime secondo la normativa attuale, mentre nel caso di frode mediante altri artifici scatta oltre 30 mila euro ed in quello di dichiarazione infedele “non fraudolenta” scatta oltre 150 mila euro. Per concludere dal 2015 - sottolinea Zanetti - è stato introdotto anche il reato di autoriciclaggio, tale per cui è prevista la pena della reclusione da 2 a 8 anni per chi impiega, sostituisce o trasferisce in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro proveniente, tra le altre cose, da reati di frode fiscale (se deriva da reati di dichiarazione infedele “non fraudolenta” la pena è da 1 a 4 anni).

E' importante sottolinearlo: si va già nel penale per le omissioni di pagamento o le violazioni relative alle imposte sui redditi (Irpef, Ires) e Iva.

Il problema vero sono i tempi della giustizia

C'è come tante volte in passato la sensazione che la giusta, legittima e doverosa volontà di colpire chi non paga le tasse vada a braccetto con la voglia di introdurre misure d'impatto più mediatico che pratico. Infatti oggi come oggi per arrivare alla sentenza tributaria definitiva nei casi che, semplificando, rientrano nel campo dell'evasione fiscale, ci vogliono più o meno in media 4 anni, che bastano e avanzano perché la stragrande maggioranza dei reati di questo tipo cada in prescrizione.

L'attuale ordinamento prevede quindi già il carcere per i grandi evasori, con pene detentive che possono arrivare anche a sei anni di carcere, ma i fascicoli restano nei fatti in tribunale tanto, troppo a lungo: intervenire quindi "solo" sull'abbassamento di determinate soglie per la punibilità penale dell'evasione sarà una mossa spot se contestualmente non si proverà a risolvere l'annoso problema dei tempi biblici della giustizia italiana: secondo i dati più recenti dell'Istat i reati tributari arrivano a condanna definitiva nella metà dei casi rispetto a tutti i reati nel loro complesso.

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