homemenulensuserclosebubble2shareemailgoogleplusstarcalendarlocation-pinwhatsappenlargeiconvideolandscaperainywarningdotstrashcar-crashchevron_lefteurocutleryphoto_librarydirectionsshoplinkmailphoneglobetimetopfeedfacebookfacebook-circletwittertwitter-circlewhatsapptelegramcamerasearchmixflagcakethumbs-upthumbs-downbriefcaselock-openlog-outeditfiletrophysent_newscensure_commentgeneric_commentrestaurant_companies

In Italia 2 milioni di case vecchie 
e malmesse: “Gonfiano la bolletta dell’energia”

Lo rivela un’analisi condotta da Confartigianato sullo stato degli edifici del nostro Paese. La situazione peggiore nel Mezzogiorno, maglia nera alla Sicilia

Le case italiane sono vecchie e malmesse e in più fanno lievitare la bollette dell’energia. Questa la fotografia scattata dal rapporto di Confartigianato, sullo stato delle abitazioni nel nostro Paese. Un quinto delle case italiane è vecchio e in gravi condizioni: 2.051.808 edifici residenziali sono in mediocre o pessimo stato di conservazione e mettono “a rischio la sicurezza dei cittadini, contribuiscono a gonfiare la bolletta energetica”. 

La situazione peggiore nel Mezzogiorno, dove sono più diffuse le cattive condizioni delle abitazioni. Alla Sicilia spetta il record negativo con il 26,8 per cento degli edifici residenziali in mediocre-pessimo stato di conservazione. Meglio in Umbria e Trentino Alto Adige, ossia le regioni dove si registra la quota più bassa d’Italia di case in cattive condizioni (sono solo il 10,7 per cento del totale). Bene anche la Toscana, dove la quota sale all’11,5 per cento. Per quanto riguarda le varie province, il primato negativo spetta a Vibo Valentia (31,4 per cento delle case in cattive condizioni), seguita da Reggio Calabria (31,3%) e Catanzaro (25,8%). Le abitazioni in miglior stato si trovano invece nella provincia di Prato (dove solo l’8,2% delle case sono in cattive condizioni), Bolzano (8,5%) e Siena (8,5%).

L’84 per cento degli edifici totali in Italia sono di tipo residenziale (ben 12.187.698, con 31.208.161 abitazioni). I tre quarti di questi (74,1%) sono stati costruiti prima del 1981 e quindi hanno oltre 35 anni di vita. Solo il restante 25,9% è stato realizzato in anni più recenti.

Con i bonus fiscali per le ristrutturazioni e risparmio energetico previsti dalla legge di Stabilità 2016, spiega Confartigianato, sarà possibile intervenire sulla situazione. ”E' indispensabile - spiega Arnaldo Redaelli, presidente di Confartigianato Edilizia - rendere stabili e permanenti, nella misura indicata nella legge di Stabilità 2016, gli incentivi fiscali che consentono di raggiungere più obiettivi: riqualificazione del patrimonio immobiliare, risparmio ed efficientamento energetico e difesa dell'ambiente, rilancio delle imprese delle costruzioni, emersione di attività irregolari".

Potrebbe interessarti

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (1)

  • La gente non ha i soldi per mangiare figuriamoci se pensano a restaurare la casa

Notizie di oggi

  • Mondo

    Attentato kamikaze all'aeroporto di Istanbul, è strage: almeno 28 morti

  • Economia

    Le banche dicono no allo Stato azionista: "Stop al piano del Governo"

  • Mondo

    Il Jobs Act di Hollande scuote la Francia, guerriglia a Parigi

  • Politica

    "Euro del Sud", in Senato la proposta di referendum a 5 Stelle

I più letti della settimana

  • Ryanair: biglietti in svendita se il Regno Unito resterà in Europa

  • Canone Rai, rate mensili più alte per chi attiva l'utenza da febbraio a dicembre

  • E' Brexit, Regno Unito fuori dall'Unione europea: David Cameron si dimette

  • Pensioni, l'annuncio del ministro: "Anticipo anche per statali e autonomi"

  • Brexit, cosa accadrà ora che Londra ha detto addio all'Unione Europea

  • Italia preoccupata: "Brexit" potrebbe costarci 1,4 miliardi di euro

Torna su
Today è in caricamento