Il Ceta tra pro e contro: opportunità o minaccia al Made in Italy?

Sta facendo molto discutere il Trattato Commerciale Europa-Canada, che ha letteralmente spaccato in due il mondo della politica e non solo. Ecco quali sono i vantaggi e gli svantaggi

Alcuni prodotti alimentari Made in Italy (FOTO ANSA)

Negli ultimi giorni si è parlato con insistenza del Ceta, ma in molti non sanno cosa sia. Si tratta del Trattato Commerciale Europa-Canada, considerato da molti come una grande opportunità ma criticato per le possibili difficoltà nella tutela dei prodotti agroalimentari e dei consumatori, che avranno maggiore scelta ma meno qualità. Il vicepremier Di Maio e il ministro dell'Agricoltura Centinaio hanno espresso pareri contrari al Ceta per com'è attualmente, in quanto non tutela la salute dei consumatori e non rispetta alcune regole come quelle sull'utilizzo di diserbanti e ormoni. Dall'altro lato della barricata troviamo Tajani, Confindustria e la Carfagna, che accusano l'attuale ministro del Lavoro di voler privare l'Italia di una grande opportunità economica. Vediamo adesso nel dettaglio in cosa consiste il Ceta.

Cos'è il Ceta

Ceta è l'acronimo di Comprehensive economic and trade agreement, un accordo commerciale tra l'Unione europea e il Canada approvato dai governi europei nell'ambito del Consiglio europeo e dall'Europarlamento nel febbraio del 2017 e quindi in vigore solo in forma provvisoria. Si tratta di un accordo misto, che entrerà in vigore soltanto quando ogni stato membro dell'Ue lo avrà approvato e ratificato. 

Cosa prevede il Ceta

Con il Ceta si intende eliminare una serie di barriere economiche e restrizioni tra Canada ed Europa. Ecco quali sono i punti chiave:

  • liberalizzazione del mercato dei servizi;
  • accesso delle imprese europee agli appalti pubblici canadesi;
  • abolizione della stragrande maggioranza dei dazi doganali;
  • riconoscimento della tutela delle denominazioni di origine;
  • reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali;
  • più garanzie in materia di proprietà intellettuale.

I vantaggi del Ceta

Come riportato dal sito della Commissione europea, i benefici che si potrebbero trarre dal Ceta sono i seguenti:

  • riduzione dei costi per le esportazioni dall'UE;
  • maggiori opportunità per le piccole e medie imprese dell'Unione;
  • più scelta e prezzi più bassi per i consumatori;
  • semplificazione delle procedure per i cittadini europei che desiderano lavorare in Europa;
  • condizioni migliori e più semplici per gli investitori europei e canadesi;
  • aiuti per chi svolge attività creative;
  • e garanzie per i diritti dei lavoratori e dell'ambiente.

Gli svantaggi del Ceta

Come tutte le cose, anche questo trattato ha i suoi 'contro'. Ecco quali sono i principali 'nodi' che non hanno convinto totalmente:

  • L'aspetto più negativo riguarda i prodotti agroalimentari di eccellenza. Il Ceta infatti tutela soltanto 41 prodotti italiani, un numero insignificante se si pensa a tutti quelli tutelati dalle denominazioni IGP, DOP, DOC, IGT. Un accordo simile aprirebbe le porte ad una maggiore possibilità di contraffazione dei nostri prodotti
  • Il secondo punto negativo riguarda l'eliminazione delle dogane, che vorrebbe dire eliminare anche le regole ad esse collegate.
  • Infine, c'è il nodo che riguarda l'Investor Court System, il sistema di risoluzione delle controversie. Nel caso di querelle tra un impresa canadese e uno Stato europeo, a giudicare sarebbe un tribunale privato, che potrebbe emettere sentenze 'pendenti' a favore delle multinazionali.

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Chi è contrario al Ceta

Come detto anche ad inizio articolo, Di Maio e Centinaio si sono già detti contrari a questo genere di accordo, almeno allo stato attuale. Il testo necessita di alcune modifiche volte a tutelare i prodotti italiani e i consumatori, considerando che alcune parti del Trattato aggirano le norme previste dalla legge italiana per proteggere la nostra produzione agroalimentare dalla contraffazione e quelle che consentirebbero l'ingresso in Italia di prodotti poco sicuri per la salute degli italiani. Il grano canadese, tanto per fare un esempio, viene trattato con il glifosato, un diserbante sul quale EFSA, OMS e FAO, hanno previsto misure cautelari, come l'analisi dei residui nei cibi e il divieto di utilizzo nelle aree più popolate perché "potenzialmente" cancerogeno. Mentre Centinaio teme che il Ceta possa danneggiare le piccole produzioni, Coldiretti ha espresso preoccupazione per il calo delle vendite di Parmigiano Reggiano e Grana Padano in Canada, due eccellenze italiane, tra i prodotti più esportati al mondo. Nel 2018 è infatti aumentata la produzione del 'falso' Parmesan e di altri 'fotocopia' di quelli nostrani. Contrario al trattato anche l'ex Ministro delle Politiche Agricole Pecoraro Scanio che sostiene Di Maio dagli attacchi di chi vuole svendere i prodotti Made in Italy.

Chi è a favore del Ceta

Confindustria si è detta favorevole al Trattato Europa-Canada, chiedendo di valutare il Ceta non soltanto al livello di categoria, ma osservando tutti i vantaggi che potrebbe portare nel complesso al nostro Paese. Sul tema si è espressa anche Mara Carfagna, che ha accusato Luigi Di Maio di essere illiberale, dopo la minaccia di licenziare i funzionari italiani che difenderanno il Ceta. Un discorso simile a quello fatto dal Presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani

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