Operaio positivo al coronavirus, la paura dei 250 colleghi: ''Abbandonati senza controlli''

Un lavoratore dell'impianto Gls Hub di San Giuliano Milanese, dipendente di una società fornitrice, è risultato positivo alla Covid-19, innescando la preoccupazione degli altri operai. La denuncia dei SI Cobas: "Controlli sanitari prima di tornare a lavorare"

Foto di repertorio

La diffusione del nuovo coronavirus nel Nord Italia ha fatto alzare il livello di preoccupazione in tutte le zone coinvolte. Tra scuole e attività chiuse, manifestazioni rimandate e divieti, il timore del contagio resta alto, soprattutto nei luoghi di lavoro. Un timore divenuto concreta paura per gli operai dell'impianto Gls Hub di San Giuliano Milanese, in provincia di Milano, dove martedì 25 febbraio un lavoratore di 40 anni, di origini egiziane, dipendente di una società fornitrice, è stato ricoverato con urgenza presso l'Ospedale San Paolo, per poi risultare positivo al test per la Covid-19. 

Operaio positivo al coronavirus a San Giuliano Milanese

La notizia del lavoratore contagiato, dipendente di una società fornitrice, ha subito messo in agitazione i colleghi e i sindacati, considerando che il 40enne nelle ultime settimane era stato a contatto, sia a mensa che durante l'attività lavorativa, con molti dei circa 250 dipendenti che operano nell'hub milanese. Senza l'intervento sanitario, i lavoratori temono ulteriori contagi e hanno deciso di astenersi, come confermato nel comunicato dei SI Cobas: ''Nella serata di ieri i lavoratori della stessa azienda, che opera in appalto presso l'Hub Gls, ormai consci della situazione di rischio, dato il lungo periodo di esposizione e di vicinanza nell'attività lavorativa, o in sala mensa, ad un soggetto in fase di incubazione, avendo ricevuto i dispositivi di protezione solo da Lunedì 24 Febbraio, si sono comprensibilmente astenuti dalle loro mansioni presso l'azienda rimanendo in attesa di un intervento sanitario a rilevare potenziali soggetti contagiati''. 

''Sorprendentemente – prosegue il sindacato - visto che si tratta di circa 250 operai, questa attesa è risultata vana e non hanno ricevuto nessuna assistenza, nonostante le autorità competenti fossero informate. Ad ora non si hanno ancora notizie circa le intenzioni delle Istituzioni preposte per i lavoratori dell'impianto, per la tutela della loro salute e dei loro cari e per evitare che ci possano essere ulteriori contagi''.

Operaio positivo al coronavirus, la paura dei colleghi

Ma dove ha contratto il nuovo coronavirus l'operaio 40enne? Quali sono i rischi per i colleghi? A spiegarlo a Today.it è Alessandro Zadra, coordinatore provinciale SI Cobas Milano: ''Ovviamente non abbiamo prove certe sul luogo del contagio. Il lavoratore, che vive nella provincia di Lodi, nelle ultime settimane sarebbe stato a Codogno: al momento questa è l'ipotesi più accreditata''.

''I lavoratori – prosegue Zadra – sono comprensibilmente preoccupati. Le mascherine sono state consegnate soltanto lunedì scorso, ma il periodo di incubazione è molto più lungo, motivo per cui non si possono escludere altri contagiati. Sul lavoro e soprattutto a mensa, i dipendenti sono spesso a stretto contatto e adesso hanno paura. Nonostante siano avvenute le comunicazioni di sorta, ad oggi non si hanno ancora notizie circa le intenzioni delle Istituzioni preposte per i lavoratori dell'impianto, per la tutela della loro salute e dei loro cari e per evitare che ci possano essere ulteriori contagi''.

Mentre il lavoratore risultato positivo si trova in isolamento presso l'Ospedale San Paolo di Milano, i colleghi hanno deciso di astenersi dall'attività lavorativa, almeno fino a quando non verranno effettuati i dovuti controlli: ''Vista la situazione delicata e potenzialmente pericolosa da un punto di vista sanitario – scrivono i SI Cobas - si richiede che a tutti i lavoratori, prima dell'inizio del turno di lavoro sia effettuato il test di rilievo della Covid-19, che abbiano assistenza medica in loco, oppure nel caso siano messi in quarantena, che possano comunque verificare le proprie condizioni di salute, dei loro famigliari e che, come precedentemente riportato abbiano la piena retribuzione delle giornate perse, di quella di ieri, e la garanzia del rientro al posto di lavoro quando sia finito il protocollo''.

Operaio positivo al coronavirus, la denuncia dei sindacati: ''Abbandonati senza informazioni''

In conclusione, i SI Cobas chiedono che i 250 operai dell'azienda Gls vengano sottoposti ai controlli di sorta e informati della situazione: ''I lavoratori sono stati abbandonati da ieri, senza assistenza né informazioni dalle aziende e dalle Istituzioni, mentre è in vigore un'ordinanza fortemente restrittiva a cautela della salute pubblica, sono vietate assemblee e riunioni in luoghi pubblici e privati eppure si continua a lavorare negli impianti a stretto contatto uno con l'altro, spesso senza dispositivi di sicurezza, e addirittura in caso di infezione abbandonati al loro destino. Quale differenza c'è tra lo staff del Presidente della Lombardia Fontana e lui stesso, subito assistiti e verificati, e 250 operai potenzialmente a rischio per se stessi e gli altri?''.

Operaio positivo al coronavirus, la nota dell'azienda

Nel frattempo abbiamo contattato anche l'ufficio stampa esterno che si occupa della comunicazione per la Gls di San Giuliano Milanese, che attraverso una nota ha commentato la vicenda: ''In data 26 febbraio u.s. è stato identificato un caso sospetto di persona contagiata da Covid-19 in Gls, un addetto allo smistamento merci dipendente di una società fornitrice, che operava di notte nell’area del magazzino di San Giuliano Milanese. L'azienda ha subito condiviso un piano d’azione – previo confronto e approvazione delle autorità sanitarie che hanno altresì rassicurato l’azienda sull’eventuale rischio di contagio - con la società datrice di lavoro dell’addetto che fornisce il servizio di facchinaggio presso l’Hub''.

''Più in particolare – prosegue la nota di Gls - sono state subito individuate le persone che sono state in contatto e/o hanno operato nei paraggi e l’eventuale fenomeno è stato perimetrato chiedendo alle stesse di rimanere a casa. Inoltre, in ottica di prevenzione, è stata pianificata una disinfezione aggiuntiva di tutti gli uffici e locali di San Giuliano Milanese e Assago, sono stati intensificati i passaggi dell’impresa di pulizia con l’utilizzo di detersivi disinfettanti e sono stati acquistati termometri digitali a distanza e liquidi disinfettanti subito distribuiti ai dipendenti''.

Gls conclude chiarendo che ''tiene in modo particolare alla salute e al benessere dei propri dipendenti, fornitori e clienti e per questo motivo continuerà a monitorare giornalmente e con serietà la situazione''. Un primo passo verso la tranquillità per i 250 lavoratori, in attesa che vengano portati a termine tutti i controlli.

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