La crisi di governo spaventa i mercati: vola lo spread (e oggi arriva il giudizio di Fitch)

Lo spread ha aperto questa mattina in rialzo oltre i 230 punti mentre Piazza Affari intorno alle dieci di questa mattina ha perso oltre il 2%. Proprio oggi è previsto il giudizio dell'agenzia internazionale Fitch sul rating italiano e gli analisti non prevedono niente di buono

Dopo la crisi di governo che ha preso il via ieri sera i mercati sono tornati a guardare con preoccupazione all’Italia. Lo spread, il differenziale fra il decennale sui Btp italiani e i Bund tedeschi che abbiamo ormai imparato a conoscere fin troppo bene, ha aperto in rialzo oltre i 230 punti (234 alle 9, con il rendimento salito all’1,76%). Già ieri sera, prima che succedesse il tutto, lo spread era stato tra i 200 e i 210 punti base. (a questo link è possibile seguire l'andamento dello spread in tempo reale).

La situazione di crisi attuale investe anche Piazza Affari, che questa mattina ha aperto in ribasso: il Ftse Mib ha lasciato sul terreno oltre il 2% intorno alle dieci di questa mattina. A soffrire di più sono i titoli bancari: in quindici minuti Unicredit ha perso il 5%, Bper il 4,48%, Ubi banca il 4,93%, Intesa il 3,59%, Fineco banca il 2,50%, Mediobanca l'1,53%.  Listino in rosso anche per altri big: Telecom perde il 2,1%, Italgas il 4,7%, Fca l’1,99%, Generali l’1,64%. Si salvano invece Stm, con un più 0,99%, e Atlantia all’1,58%, con Kepler Cheuvreux che alza la raccomandazione a 'buy' e vede il prezzo obiettivo a 28 euro (l'attuale è di 23,8). 

La crisi spaventa i mercati, mentre si attende il giudizio di Fitch sul rating

In calo, anche se non come Piazza Affari, anche le altre principali Borse europee: Parigi -0,35% con il Cac 40 a quota 5.368 punti; Francoforte -0,33% a quota 11.806 punti; Londra -0,24% con il Ftse 100 a 7.266 punti.

L’attesa dei mercati è per il giudizio di Fitch sul rating italiano, con gli analisti che non prevedono niente di buono: sul tavolo infatti c’è la possibilità che l’agenzia internazionale riveda al ribasso il rating dell’Italia, che in primavera aveva confermato a BBB-. Ai primi di settembre invece è previsto il giudizio di Moody’s.

Cos'è lo spread e cosa succede quando sale

Con il termine inglese “spread” ci si riferisce alla differenza tra il rendimento dei titoli di Stato fra due Paesi diversi. Come punto di riferimento generalmente si prendono i titoli di Stato tedeschi.  Un esempio: se un titolo di Stato tedesco rende l’1% e quello di un altro Paese rende invece il 3%, allora si parla di spread al 2%, intendendo così la differenza tra i due valori. A quel punto si usa l’espressione “lo spread è di 200 punti base”, laddove “100 punti” equivalgono a dire “1%”.

 Il confronto tra un Paese e l’altro serve a misurare la fiducia degli investitori nella attività di un Paese. Ma perché proprio il Bund tedesco come riferimento? È stato scelto perché la Germania viene percepita come il Paese della zona euro più sicuro, oltre al fatto che rappresenta anche il mercato più grande.

Il conto dello spread: a Marzo bruciati 800 milioni di euro di interessi 

spread governo conte infografica ansa-2

(Nell'infografica realizzata da Centimetri lo spread Btp-Bund dalle elezioni di marzo 2018, avvio governo Conte. ANSA/CENTIMETRI)

Quando uno Stato emette titoli, chi li compra fa un prestito a quello Stato, il quale a sua volta dovrà – come accade per qualsiasi prestito – restituire la somma in una determinata scadenza, pagando periodicamente gli interessi. Ad esempio: se l’Italia emette un Btp a dieci anni incassa un prestito da restituire appunto dieci anni dopo, aggiungendo alla somma originaria gli interessi maturati ogni anno e che vengono stabiliti al momento della vendita. Ma chi compra un titolo di Stato non ha l’obbligo di attendere la scadenza per rientrare nell’investimento e se trova un altro interessato può venderglielo: è il cosiddetto “mercato secondario” e lo Stato rimborserà quel titolo a chi lo avrà in mano al momento della scadenza.

E cosa succede quando lo spread sale? Quando aumentano i timori sulla stabilità di un Paese, le sue obbligazioni sono vendute di più sul mercato secondario rispetto a quelle del Paese di riferimento, circostanza che fa abbassare il loro prezzo e aumentare il tasso di rendimento. L’innalzamento dello spread ha conseguenze di bilancio poiché le prossime emissioni obbligazionarie del Paese interessato gli costeranno automaticamente di più come tassi di interesse. Quando lo spread raggiunge poi valori molto elevati significa che il prezzo delle obbligazioni esistenti è stato così svalutato che nessuno le vuole più comprare e a quel punto il governo non può più emetterne per finanziare gli acquisti.

Quando aumenta lo spread significa che gli investitori non si fidano più dell’Italia e si sbarazzano dei nostri titoli di Stato: più li vendono e più sale lo spread, che ha un effetto anche sulle banche. Infatti più lo spread sale e più c’è il rischio che il sistema di credito si inceppi (tassi per i mutui più alti o prestiti più difficili da ottenere).

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