Incubo debito pubblico: l'Ue “boccia” Reddito di cittadinanza e Quota 100

Le previsioni autunnali giunte da Bruxelles sono preoccupanti: tagliate le stime di crescita, l'indebitamento italiano arriva ai massimi storici. Sotto accusa le due misure introdotte dal governo gialloverde, mentre ci sono dubbi anche sulla nuova manovra

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (FOTO ANSA)

L'economia italiana è in stallo dall'inizio del 2018 e non sembra dare segni di ripresa, con il tasso di crescita per il 2019 che dovrebbe essere dello 0,1%, il più basso tra i Paesi dell'Unione europea. La Commissione Ue ha così tagliato le stime di crescita dell'Italia, aumentando di conseguenza il divario tra debito pubblico e prodotto interno lordo. La crescita attesa del nostro Paese, secondo le previsioni economiche d'autunno diffuse oggi dall'esecutivo Ue, resta pressoché nulla per quest'anno, a +0,1%, mentre per il 2020 è prevista allo 0,4%, rispetto allo 0,7% pronosticato a luglio; nel 2021 dovrebbe arrivare allo 0,7%, sempre ben al di sotto dell'1%.

Debito pubblico in aumento

Ma se questa condizione non fosse già abbastanza drammatica, c'è il rischio che scoppi la bolla del debito pubblico. Dal 134,8% del 2018, il debito dovrebbe salire, secondo la Commissione, al 136,2% quest'anno, al 136,8% nel 2020 e al 137,4% nel 2021. L'Italia "fatica a sfuggire alla depressione da bassa crescita", sintetizza il titolo del paragrafo dedicato al nostro Paese. L'economia italiana, osserva la Commissione, "si è fermata all'inizio del 2018 e non mostra ancora alcun segno di ripresa significativa".

"Nel 2020 la crescita dovrebbe riprendere in maniera modesta, sulla scorta di una domanda estera in ascesa e una moderata spesa delle famiglie, anche se la seconda dovrebbe essere in parte frenata da un mercato del lavoro che si andrà indebolendo".

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Una situazione di indebolimento per cui la Commissione europea punta il dito soprattutto contro le due misure chiave attivate dal precedente Governo: il reddito di cittadinanza e Quota 100. Ma non finisce certo qui, l'Europa non ha nascosto i suoi dubbi anche in relazione alla manovra che stanno realizzando l'attuale esecutivo, perplessità che riguardano soprattutto le misure di lotta all'evasione che dovrebbero sostenere le entrate. Ma andiamo per gradi.

Economia stagnante, i dubbi dell'Ue

Le previsioni autunnali arrivate da Bruxelles piombano come un macigno sul tavolo di trattative tra il governo e Bruxelles sulla nuova legge di bilancio. Il rapporto dell'esecutivo Ue sottolinea che l'economia italiana "e' in gran parte stagnante dall'inizio del 2018" e "in linea con le tendenze globali, la produzione si è ulteriormente indebolita quest'anno: il forte calo degli ordinativi ha limitato la crescita".

I principali indicatori, secondo Bruxelles, non sembrano suggerire una "ripresa imminente della produzione nella seconda metà dell'anno". Inoltre "aumentano i segnali di debolezza del settore manifatturiero", che "hanno iniziato a diffondersi ai servizi". L'anno prossimo la Commissione prevede una ripresa "modesta" grazie soprattutto alla crescente domanda esterna e della spesa delle famiglie, anche "se quest'ultima sarà parzialmente frenata da un indebolimento del mercato del lavoro". 

Perché la Commissione Ue punta il dito contro Reddito di cittadinanza e Quota 100

Come anticipato ad inizio articolo, a finire nel mirino di Bruxelles sono soprattutto le due misure chiave messe in atto dal governo gialloverde: il reddito di cittadinanza e il pensionamento anticipato con Quota 100, che permette l'uscita dal lavoro a 62 anni con 38 di contributi. Il primo problema, sollevato anche nei mesi precedenti, riguarda proprio il livello di occupazione, che dovrebbe essere più modesta rispetto all'ultimo triennio. Mentre "è improbabile che il tasso di disoccupazione scenda, anche a causa del nuovo schema di reddito minimo (il reddito di cittadinanza, ndr) che dovrebbe indurre progressivamente più persone a registrarsi ufficialmente come disoccupate", scrive la Commissione. 

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Per questo la Commissione annota che "l'Italia è esposta a un ulteriore indebolimento dell'economia globale e a un potenziale peggioramento delle condizioni di finanziamento, dato il suo elevato debito pubblico". Le previsioni non entrano nel dettaglio delle misure intraprese dall'ex governo  e da quello in corso, ma non mancano di lanciare qualche messaggio. Per esempio, proprio l'aumento del debito pubblico viene collegato "all'aumento dei costi delle passate misure". Quali? "La spesa pubblica dovrebbe aumentare in seguito all'introduzione" del reddito di cittadinanza e "di diverse disposizioni che ampliano le possibilità di prepensionamento", ossia Quota 100. Misure che "inizieranno a mostrare il loro costo annuale completo a partire dal 2020, aumentando ulteriormente la spesa pubblica", ribadisce ancora Bruxelles.

Per la Commissione, inoltre, ci sono dubbi sulle coperture della nuova manovra a firma Pd e M5s: "Le misure aggiuntive contro le frodi fiscali previste nel progetto di bilancio 2020 dovrebbero sostenere le entrate, sebbene i rendimenti correlati sono soggetti a qualche incertezza", scrive Bruxelles.

Unica nota positiva: il commercio estero

L'unico fattore che fa ben sperare, sempre secondo il report della Commissione Ue, è il commercio estero: "Le esportazioni italiane sono state sorprendentemente al rialzo nel 2019, nonostante il forte rallentamento del commercio globale". Ma questo non può certo bastare per bilanciare una crescita così debole del nostro Paese, soprattutto di fronte ad un aumento così preoccupante del debito pubblico. L'Italia non solo è ultima nella classifica Ue per aumento del Pil, ma siamo anche tra gli Stati in cui il debito pubblico aumenta maggiormente. Escluse Francia, Finlandia e Lituania, negli altri Paesi Ue il debito è in calo. Impietoso il confronto con altri 'malati' come Grecia e Portogallo: per Atene si prevede un calo dal 181,2% del 2018 al 175,2% del 2019, fino ad arrivare al 163,1% nel 2021, dato record in positivo, visti gli ultimi 10 anni. Per Lisbona, nel 2019 il debito calerà al 119,5% del Pil per arrivare nel 2021 al 113,7%: nel 2016 il debito portoghese era, in relazione al Pil, più o meno ai livelli di quello italiano.

L'appello di  Dombrovskis: ''Paesi ad alto debito lo riducano''

"Esorto tutti i Paesi Ue con alti livelli di debito pubblico a perseguire politiche di bilancio prudenti e a porre il loro livello di debito su una traiettoria discendente. D'altro canto, gli Stati membri che hanno spazio di bilancio dovrebbero usarlo adesso". Lo afferma il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, commentando le previsioni economiche d'autunno presentate oggi in sala stampa a Bruxelles dal commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici.

Il ministro Gualtieri: "Gettito lotta all'evasione è sottostimato"

Intanto l'attuale ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha cercato di gettare acqua sul fuoco a margine dell'Eurogruppo a Bruxelles, almeno per quanto riguarda le perplessità della Commissione Ue sulle misure contro l'evasione fiscale: "Più che "esprimere dubbi sul gettito previsto nella manovra economica dell'Italia dalle misure di lotta all'evasione fiscale, il commissario Pierre Moscovici "ha detto una frase di cautela abbastanza ordinaria. Evidentemente, misure di previsione del gettito dell'evasione sono per definizione soggette a qualche incertezza. Per noi, nei fatti, sono sottostimate. Noi pensiamo che il gettito sarà superiore". 

Reddito di cittadinanza, per Bankitalia può aiutare il Sud

Mentre dall'Europa arriva una nuova bocciatura al reddito di cittadinanza, la misura contro la povertà fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, da Bankitalia arriva una nuova previsione, che sottolinea dei risvolti positivi legati al sussidio: ''La distribuzione dei redditi e della spesa continua a registrare ampi divari territoriali. Nel Mezzogiorno, dove maggiore è la disuguaglianza tra le famiglie residenti, si rileva una contrazione dell'intensità della povertà'' dovuta ''verosimilmente alle misure di sostegno al reddito per le famiglie in maggiore difficoltà, operative dal 2018. L'introduzione nel 2019 del Reddito di cittadinanza, nel suo complesso più generoso del Reddito di inclusione in essere nel 2018, dovrebbe aver ulteriormente rafforzato tali andamenti''. Sono i dati contenuti  nel rapporto 'L'economia delle regioni italiane', presentato oggi e nel quale si analizza la dinamica economica congiunturale del 2018 e dei primi sei mesi del 2019 delle quattro macroaree Nord Ovest, Nord Est, Centro e Sud e Isole.

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