Sale il debito pubblico, scende il Pil: sull'Italia la tempesta perfetta

L'incremento del debito pubblico nel 2018 è stato superiore alla crescita del Pil che come abbiamo visto ha iniziato una spirale discendente: per le tasche degli italiani una pessima notizia

Debito pubblico fuori controllo: a fine 2018 i conti dello stato hanno toccato un nuovo record arrivando a contabilizzare 2.316,7 miliardi di euro di debiti, con un incremento di 53,2 miliardi in un solo anno.

Numeri certificati dalla Banca d'Italia che destano preoccupazione anche in vista della nuova crisi economica che ha spinto l'Italia in recessione. Una buona notizia solo dal computo mensile: Dicembre infatti ha segnato un piccolo record con una diminuzione di circa 28 miliardi rispetto al record di novembre (2.345 miliardi).

L'istituto di via Nazionale ricorda come a fine 2017 il debito pubblico ammontava a 2.263,5 miliardi, pari al 131,2 per cento del pil. Una percentuale destinata a peggiorare visto che l'incremento del debito (di oltre il 3% del Pil) è stato assai superiore alla crescita del Pil stesso, salito in valore di poco più dell'1,1%.

Debito pubblico, cosa appesantisce lo Stato

L'aumento del debito è stato alimentato dal fabbisogno dello Stato Centrale: il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 54,7 miliardi mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 1,5 miliardi. A pesare per ben 6 miliardi sulle tasche degli italiani l'effetto complessivo degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del cambio.

Buone notizie (per ora) solo dagli enti di previdenza che conservano un bilancio sostanzialmente stabile. 

Perché l'Italia non può cancellare il debito pubblico e uscire dall'Euro

Solo ieri il monito dell'agenzia di rating Moody's sulle stime di crescita del Paese che intende tagliare "sicuramente sotto l'1%, probabilmente a un valore tra lo 0 e lo 0,5%". Solo a novembre la crescita 2019 era vista all'1,3%. Moody's aveva ridotto il rating dell'Italia a baa3 a ottobre 2018, con outlook stabile e la prossima revisione è in agenda a marzo.

"Il 2019 e gli anni successivi si presentano non facili per il governo dei conti pubblici" ha sottolineato il presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema. 

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"Lo scenario economico-finanziario che, a livello internazionale, sembra destinato a un ripiegamento non previsto solo pochi mesi fa. Gli spazi per garantire un percorso di riduzione del debito appaiono molto contenuti, ponendo il Paese su un crinale particolarmente stretto".

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