Dopo il Def ecco la Manovra: 40 miliardi di promesse finanziate "in deficit"

Reddito e della pensione di cittadinanza, flat tax, condono fiscale e la revisione della legge Fornero: quanto occorrerà aspettare? La resa dei conti con l'Europa arriverà già all'Eurogruppo e all'Ecofin di lunedì e martedì a Lussemburgo

Il vicepremier Di Maio in una foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Vola verso i 40 miliardi la manovra economica per il 2019, la maggior parte finanziata in deficit. Già solo le misure annunciate finora da Lega e M5S valgono circa 35 miliardi (10 miliardi per il reddito di cittadinanza, 7-8 per la riforma della legge Fornero, 12,4 per il blocco dell'aumento dell'Iva, 3-4 per il decreto fiscale e 1,5 miliardi per i risparmiatori truffati dalle banche). A questi vanno aggiunti i 3,6 miliardi di spese indifferibili e si arriva alla cifra 'monstre' di circa 40 miliardi che sarà finanziata per metà in deficit.

Con l'incognita della maggiore spesa per interessi che potrebbe costare ben 9 miliardi ipotizzando uno spread in area 300 punti.

Dopo l'accordo fra i due alleati di governo sul disavanzo al 2,4% del Pil si sono aperti nuovi spazi di manovra per un totale di oltre 20 miliardi considerando un tendenziale dell'1,2%. Rispetto invece allo scenario messo a punto dal ministero dell'Economia che prevedeva un deficit non oltre l'1,6% (ipotesi sulla quale c'era il via libera informale di Bruxelles) i miliardi aggiuntivi sono circa 14.

Il ministro Tria, dopo un lungo e duro scontro con Di Maio, si è dovuto piegare a una soluzione che lo vedeva nettamente contrario incassando un amaro regalo proprio nel giorno del suo compleanno. E lo stesso Tria sarà colui che dovrà spiegare questi numeri alla Unione Europea e lunedì quando si recherà all'Eurogruppo. Un compito per niente facile dal momento che le tabelle che i suoi tecnici avevano preparato sono finite nel cestino e gli uffici hanno pochissimo tempo per costruire una Nota di aggiornamento al Def che fa perno sul fatidico 2,4%.

Tornando alle misure della legge di bilancio finora annunciate, entrerà un primo avvio della flat tax per oltre un milione di partite Iva, l'avvio anche del reddito e della pensione di cittadinanza, una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, il superamento della legge Fornero e un fondo da 1,5 miliardi per i truffati delle banche.

Nei 10 miliardi che serviranno per il reddito e la pensione di cittadinanza (si lavora a un assegno di 780 euro per le pensioni minime) sono inclusi anche i 2 miliardi per il rafforzamento dei centri per l'impiego.

La cosiddetta 'pace fiscale', che prevede la chiusura delle cartelle Equitalia, avrà un impatto una tantum sui conti. Il viceministro, Massimo Garavaglia, pur affermando che il milione annunciato dalla Lega "ci sta tutto" ha annunciato che il tetto potrebbe essere di 500 mila euro, comunque un intervento di portata inferiore rispetto al tombale del 2002 inizialmente immaginato dal Carroccio

Def, cosa succede ora

Comunque occorre aspettare qualche giorno per vedere declinato nelle tabelle della Nota di aggiornamento al Def l'accordo del governo sul rialzo del deficit al 2,4% del pil. Un livello oltre la soglia di guardia che ha fatto crollare a picco Piazza Affari con il Ftse Mib che ha chiusa la giornata a -3,72% dopo aver toccato -4,6%, mentre lo spread sui titoli di Stato ha chiuso a 269 punti dopo aver toccato quota 280 punti con i rendimenti intorno al 3%.

A quanto si apprende, le simulazioni del Tesoro avrebbero escluso un deficit oltre il 2,1%, ne consegue che bisognerà mettere mano alla Nota perché da quel valore ne dipendono altri, debito pubblico in primis. Proiezioni e scostamenti che andranno poi illustrarli ai colleghi europei all'Eurogruppo e all'Ecofin di lunedì e martedì a Lussemburgo.

Cottarelli: "Conti peggioreranno sensibilmente"

"La realizzazione delle promesse elettorali in deficit significa il finanziamento di nuove spese prendendo soldi a prestito dagli stessi italiani, visto che i non residenti difficilmente investiranno in titoli di stato italiani". Lo spiega l'economista (ed ex premier in pectore) Carlo Cottarelli.

Il governo ha rinunciato a quel sia pur minimo miglioramento dei conti pubblici che era richiesto e sceglie di peggiorarli in misura consistente. Secondo la Nadef dello scorso anno, il bilancio pubblico avrebbe raggiunto un sostanziale pareggio nel 2020, in linea con quanto richiesto peraltro dall'Articolo 81 della nostra Costituzione. Il deficit è invece ora previsto rimanere al 2,4 per cento".

"Nel peggiore dei casi si potrebbero realizzare condizioni in cui, come nel 2011, sotto l'incalzare dello spread, l'Italia sia costretta a intervenire con misure restrittive in presenza di spinte recessive, il che renderebbe l'aggiustamento molto più doloroso dal punto di vista economico e sociale", sostengono Cottarelli e Galli.

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