Dichiarazione precompilata 2018, da maggio via alle modifiche al 730: la guida

Come accedere al servizio dell'Agenzia delle Entrate e tutte le informazioni utili per inviare la dichiarazione dei redditi

Immagine d'archivio

Boom di accessi sul sito dell’Agenzia delle Entrate per consultare la dichiarazione precompilata 2018. Da lunedì gli utenti possono infatti visualizzare via web i modelli predisposti dall’Agenzia delle Entrate, in collaborazione col partner tecnologico Sogei, nel quale troveranno, per la prima volta, anche il dettaglio di come sono state utilizzate dallo Stato le proprie imposte

Secondo FiscoOggi, la rivista on line dell’Agenzia delle Entrate, nel corso delle prime ore di apertura del canale di consultazione, si sono registrati ben 218mila accessi, con un incremento del 45% rispetto allo stesso intervallo di tempo dello scorso anno.

Modello 730, quando si potrà modificare la dichiarazione precompilata

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto circa 20 milioni di modelli 730 e 10 milioni di modelli Redditi. Per il momento la precompilata può essere solo visualizzata e consultata. Il 730, poi, potrà essere modificato e inviato a partire dal 2 maggio e fino al 23 luglio. Anche il modello Redditi può essere modificato dal 2 maggio, ma può essere trasmesso dal 10 maggio al 31 ottobre.

Cosa si può fare

Come spiega ancora FiscoOggi, il contribuente può eseguire le seguenti operazioni:

  • visualizzare la dichiarazione precompilata
  • accettare e inviare il 730 precompilato senza modifiche
  • modificare 730 e Redditi precompilati, inserendo, per esempio, ulteriori spese detraibili o altri redditi
  • inviare la dichiarazione precompilata. 

Arriva la compilazione assistita

Dal 2 maggio sarà invece possibile modificare il modello 730. Il contribuente che intende modificare la propria dichiarazione 730, dopo aver visualizzato i dati degli oneri comunicati dai soggetti terzi potrà farsi supportare nella compilazione del quadro E. Se sceglie la modalità di compilazione assistita, infatti, sarà più semplice e immediato inserire nuovi documenti di spesa non presenti oppure modificare, integrare o cancellare i dati degli oneri comunicati dai soggetti terzi e, automaticamente, i dati aggiunti o rettificati saranno inseriti nel quadro E.

Debiti e crediti, le cose da sapere

La dichiarazione preompilata da questo punto di vista è identica a quella ordinaria. Se emerge un credito, il contribuente otterrà il rimborso direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. Se, invece, emerge un debito, il datore di lavoro o l’ente pensionistico effettuerà la trattenuta.  

La somma sarà accreditata, o trattenuta, nella busta paga o nella rata di pensione a partire, rispettivamente, da luglio e agosto/settembre.

Come accedere al servizio

Si può accedere alla propria precompilata attraverso uno dei seguenti canali:

  • sistema pubblico per l’identità digitale (Spid)
  • credenziali dei servizi telematici dell’Agenzia (Fisconline)
  • pin rilasciato dall’Inps
  • credenziali di tipo dispositivo rilasciate dal Sistema informativo di gestione e amministrazione del personale della pubblica (NoiPA)
  • carta nazionale dei servizi

Dichiarazione precompilata 2018, le altre novità

Tra le altre novità del 730, entrano nella precompilata 2018 le informazioni sugli asili nido e al contempo viene inaugurata la nuova funzionalità di compilazione assistita per rendere più semplice ogni operazione.

La dichiarazione precompilata 2018 è disponibile a questo link.

Dichiarazione precompilata, ecco i rimborsi

I rimborsi fiscali ammonteranno ad almeno 9,5 miliardi di euro, secondo la Cgia di Mestre: il rimborso medio che il fisco erogherà a ciascun dipendente, attraverso il proprio datore di lavoro, sarà attorno ai 900 euro, mentre l’importo medio che l’Inps restituirà a ciascun pensionato si aggirerà sugli 800 euro.

I rimborsi interesseranno anzitutto i contribuenti della Basilicata (61,6% del totale dei dipendenti e pensionati residenti in questa Regione) e, a seguire, quelli della Puglia (61,2%) e del Molise (61%). Interesseranno invece molto meno i contribuenti della Sardegna (49,5%), della provincia autonoma di Bolzano (48,2%) e della Campania (46,4%). La media nazionale si è attestata al 55,7%.


 

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