Finita la tregua elettorale, lʼEuropa attacca lʼItalia: "Troppi squilibri, crescita sotto media"

Debito pubblico ed economia che non decolla: la Commissione Europea bacchetta l'Italia ricordando al nuovo governo le tante sfide aperte tra cui quelle del comparto bancario "troppo fragile" per via dei crediti deteriorati ancora in pancia alle banche

"La crescita in Italia si è rafforzata nel 2017, e ci aspettiamo che continui in modo stabile quest'anno": lo ha ha dichiarato Valdisá Dombrovskis, commissario per l'Euro e il dialogo sociale. Secondo Dombrovskis, però, "la crescita economica dell'Italia è sotto la media europea, con il secondo debito pubblico più alto nell'Unione europea".

"La crescita della produttività è bassa e ci sono problemi nel settore bancario. Sono sfide che vanno affrontate".

Secondo la Commissione Europea, insieme con Cipro e Croazia l'Italia risulta tra i Paesi Ue con "squilibri economici eccessivi".

La pagella Ue all'Italia: fatti i compiti a casa, ma la crescita è lenta. E le diseguaglianze aumentano

Elezioni, da Ue più tempo all'Italia

La Commissione europea è disponibile a dare più tempo all'Italia per presentare il Documento di Economia e Finanza e il Programma Nazionale di Riforme. "Terremo conto del calendario politico e istituzionale dopo il voto" spiega il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici. "Con governi a interim riconosciamo che potrebbero non avere piena autorità di bilancio", ha aggiunto il vice-presidente della Commissione Valdis Dombrovskis: "in questi casi accettiamo documenti sulla base dello scenario di politiche costanti come è accaduto con altri paesi".

Come stanno davvero le banche italiane?

Sul tema delle sofferenze bancarie era intervenuto due giorni fa l'amministratore delegato di Banca Intesa, Carlo Messina, che intervenendo al XXI congresso della Federazione autonoma dei bancari italiani a Roma ha attaccato il metodo usato in sede europea. Il punto chiave, secondo Messina, è che nel valutare la solidità di una banca non vanno considerati unicamente i livelli dei crediti deteriorati, i Non performing loans (Npl), su cui in questa fase si sta concentrando quasi tutta l'enfasi dell'attività di vigilanza europea.

"Non ci sono solo le sofferenze ma anche gli attivi catalogati come level 2 e level 3, o i derivati, e rispetto a questi strumenti oggi non vedo la stessa attenzione da parte dei regolatori internazionali che vedo sugli Npl".

A fargli sponda il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, che attacca quella che definisce l'Europa dei tecnocrati. "Se la Vigilanza bancaria europea "tentasse nuovamente, in via surrettizia, di avviare una attività pseudo-legislativa, sarei costretto ad andare davanti alla Corte di giustizia europea. Non per una questione di contenuto ma sul principio: Legifera il legislatore" ha detto Tajani dal palco del congresso Fabi. Tajani si riferiva in particolare ad un'opinione della Vigilanza bancaria europea sugli Npl, tramite il cosiddetto 'addendum', cui c'è poi stata una retromarcia dopo le proteste dello stesso Tajani e di diversi altri politici e banchieri.

"Sui crediti deteriati io mi sono opposto al capriccio di una tecnocrate (Danièle Nouy ndr) che si era arrogata il diritto di legiferare al posto del legislatore"

L'Europa cresce meno del previsto

Eurostat, l'Agenzia europea di statistica, ha rivisto al ribasso la crescita del Prodotto interno lordo della zona euro per il 2017, fissandola al 2,3%, contro il 2,5% stimato nelle precedenti valutazioni di gennaio e febbraio scorsi.

La percentuale resta comunque la più elevata degli ultimi dieci anni: nel 2007 il tasso di crescita aveva toccato infatti il 3%, per soffrire poi le conseguenze della crisi finanziaria sopraggiunta poco dopo. Nel 2016, ad esempio, si è registrato l'1,8%. Resta valido invece lo 0,6% di crescita calcolato da Eurostat per l'ultimo trimestre del 2017.

L'Agenzia europea di statistica fa inoltre sapere di aver rivisto al ribasso anche la stima di crescita per l'insieme dei paesi dell'Unione Europea, fissata al 2,4% nel 2017, rivelando uno 0,1% in meno rispetto a quella iniziale.

Il 13 aprile sarà diffuso un'ulteriore aggiornamento delle valutazioni.

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