La Whirlpool fa chiudere la Embraco: licenziamento per 500 lavoratori

L'azienda americana ha depositato un documento in cui annuncia la ristrutturazione dello stabilimento con conseguente chiusura. I sindacati: “Scenario peggiore del previsto”

Foto di repertorio

La Whirlpool, azienda statunitense produttrice di elettrodomestici, ha depositato presso la Sec, l'equivalente della Consob italiana, un documento che annuncia una ristrutturazione con conseguente chiusura della controllata Embraco, con sede a Riva di Chiari, in provincia di Torino. Come confermato anche dalla Uilm e dalla Fiom di Torino, questa mossa si tramuterà nel licenziamento per 497 lavoratori sui 537 occupati nello stabilimento. 

Il management del produttore americano di elettrodomestici ha dato l’ok alla decisione riguardante l’azienda italiana specializzata nei compressori per frigoriferi il 4 gennaio scorso. La ristrutturazione comporterà costi per 80 milioni di dollari di cui 50 legati al lavoro. Del totale, Whirlpool si aspetta che 55 milioni risultino in spese future in contanti. L’azienda Usa ha spiegato che la produzione e l’assemblaggio di compressori verranno concentrate in altri centri produttivi di Embraco. Whirlpool cede lo 0,8% al Nyse. Nell’ultimo anno ha perso l’8,4% contro un rialzo del 21% dell’S&P 500.

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Embraco chiude, ma vuole rimanere in Italia

Embraco da parte sua comunica, oltre all’intenzione di procedere alla cessazione della produzione nello stabilimento di Riva Presso Chieri, di voler mantenere comunque una presenza in Italia: “Prima di giungere a questa decisione sono stati attentamente valutati diversi scenari alternativi, ma nessuno di questi ha rappresentato una soluzione appropriata per continuare la produzione nello stabilimento. L’Italia rimane un paese importante per Embraco che manterrà qui una presenza con un ufficio commerciale al fine di continuare ad assistere la propria clientela”.

Il futuro dei dipendenti

Come riporta anche TorinoToday, riguardo al futuro dei dipendenti Embraco annuncia: “L’azienda è pienamente consapevole delle sue responsabilità nei confronti dei propri dipendenti. Questa decisione coinvolgerà circa 500 posizioni. L’azienda conferma che lavorerà in stretta collaborazione con i rappresentanti sindacali, le autorità pubbliche e i funzionari locali per cercare soluzioni perseguibili e su misura per il personale coinvolto”.

Dario Basso (Uilm Torino): “Urgente iniziare una trattativa”

Il  segretario generale della Uilm di Torino, Dario Basso, ha commentato la vicenda:  “La Embraco continua sulla linea intransigente mirata a dismettere l’attività produttiva a Riva di Chieri e lo dimostra nei fatti con l’attivazione della procedura di licenziamento collettivo per tutti i lavoratori. Adesso ci sono i canonici 75 giorni di trattativa, in cui dovremo adoperarci per fare in modo che l’azienda cambi questa decisione. È urgente aprire un tavolo di trattativa e servirà anche un passaggio al Mise per valutare strade alternative ai licenziamenti”.

Federico Bellono (Fiom Torino): “Scenario catastrofico”

Federico Bellono, segretario generale della Fiom di Torino, afferma: “Lo scenario che ci viene presentato è di gran lunga il peggiore tra quelli che si potevano prefigurare: dalla riduzione dei volumi annunciata nelle scorse settimane si passa al loro azzeramento, e quindi alla chiusura dell’attività produttiva. La totale assenza di responsabilità sociale da parte della Embraco è inaccettabile per le istituzioni, oltre che per i lavoratori. Che comunque non potranno che essere ancora più determinati in tutte le iniziative possibili a difesa della loro fabbrica, tanto più che ci giunge notizia che già in queste ore la Direzione aziendale sta svuotando gli uffici”.

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Commenti (3)

  • Il pinocchio ha rottamato anche il lavoro !!

  • questi sono i chiari segnali della ripresa italiana ( ovvero i frutti della politica del governo PD)

  • Evviva stà calando la disoccupazione così dicono quelli el PD!

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