Evasione, tasse non pagate per mille miliardi ma solo per un decimo sono "recuperabili"

Il debito dei contribuenti con il fisco ammonta a 1.339 miliardi ma tra società fallite o cessate e soggetti sulla carta "nulla tenenti" e riscossioni già andate a vuoto, si stima si possano mettere le mani sono solo 78,5 miliardi di euro evasi all'Erario

Quali sono le vere cifre dell'evasione fiscale in Italia

Il debito dei contribuenti con il fisco ammonta a 1.339 miliardi ma quelli su cui sarà possibile mettere le mani sono solo 78,5 miliardi. A dare i numeri del 'magazzino' dell'Agenzia della riscossione è il presidente, Antonino Maggiore, nell'audizione in commissione Finanze alla Camera. Il totale delle somme da riscuotere si ottiene sommando tutti i ruoli emessi dal 2000 alla data attuale. Poi ''bisogna defalcare il carico sgravato per indebito annullamento di provvedimenti che ammonta a 290,4 miliardi'', spiega Maggiore. Altri 114,6 miliardi vanno tolti perché sono stati riscossi e, quindi, si arriva al ''carico residuo contabile di 934,4 miliardi''.

Però, prosegue il presidente, ''bisogna tener conto del carico sospeso per il saldo stralcio'' e gli altri provvedimenti messi in campo, che ammonta a 11,6 miliardi. Un'analisi del resto del magazzino porta all'indicazione che 153,3 miliardi ''sono soggetti falliti per cui la riscossione è molto difficoltosa'', più altri 116 miliardi legati a ''soggetti deceduti e ditte cessate''.

Altri 109,9 miliardi, prosegue Maggiore, risultano carichi di ''soggetti che secondo l'anagrafe tributaria sono nulla tenenti'' e, infine, 394,8 miliardi fanno capo a ''soggetti nei confronti dei quali si è già tentato una o più volte la riscossione coattiva con esito negativo''. ''Quello che rimane, 78,5 miliardi, sono il carico credibilmente aggredibile attraverso l'agente della riscossione''.

Complessivamente ''sono 17 milioni le posizioni per le quali dobbiamo mantenere in essere la partita'', inviando ogni 5 anni la notifica ''per evitare la prescrizione della quota esattoriale'', spiega Maggiore. ''La situazione è un po' complicata anche da gestire'', quindi. ''L'attività di mantenimento comporta un sforzo in termini operativi'' di cui ''risente l'attività ordinaria di riscossione''. Ogni anno si tratta di ''60 miliardi di carichi'' tra nuovi e vecchi, nei confronti dei quali ''dobbiamo ripetere le azioni di notifica e riscossione coattiva''.

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