"Cento miliardi di evasione ma il governo punisce solo partite Iva e piccole imprese"

"Molti di fronte al bivio preferiscono pagare gli stipendi piuttosto che le tasse". Per il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora il governo col nuovo decreto Fiscale dà il via a una "pesca a strascico pericolosa"

Ammonta a quasi 110 miliardi di euro il totale dell'evasione tributaria e contributiva in Italia. La fetta maggiore del denaro sottratto alle casse dello Stato è legata alle tasse, pari a oltre 98 miliardi di euro; mentre mancano all'appello poco più di 11 miliardi di contributi previdenziali. Ed è l'Irpef (prelievo sui redditi delle persone fisiche) con 38 miliardi (tra i 33 miliardi legati al lavoro autonomo e i 33 miliardi ai dipendenti) la regina dei balzelli "preferiti" dagli evasori, seguita a ruota dall'Iva, con quasi 36 miliardi.

In totale, le aziende riescono a nascondere quasi 15 miliardi, sommando gli 8,2 miliardi di Ires (imposta reddito societario) e i 6,5 miliardi di Irap (imposta regionale sulle attività produttive). È quanto emerge da un'analisi del Centro studi di Unimpresa secondo la quale il fisco non riesce a incassare 5 miliardi di Imu (imposta municipale sugli immobili) e 1,4 miliardi di accise sui prodotti energetici.

Unimprese: "Governo punisce partite iva e piccole imprese"

Secondo il Centro studi dell'associazione, che ha elaborato dati del ministero dell'Economia, nel periodo 2014-2016 la media dell'evasione fiscale si è attestata in media a 109,6 miliardi. Nel 2012 il totale del denaro sottratto alla casse dello Stato era a quota 108,1 miliardi, nel 2013 a 107,1 miliardi, nel 2014 a 112,5 miliardi, nel 2015 a 107,3 miliardi e nel 2016 a 109,1 miliardi.

Il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora attacca il governo: "Vuole dare il via a una pesca a strascico pericolosa".

Per Spadafora quelle introdotte dal decreto fiscale sono misure punitive per partite Iva e piccole imprese "spesso costrette a non pagare regolarmente le tasse per necessità e non per arricchirsi".

"Spesso chi evade, chi paga in ritardo, chi non ottempera a tutti gli obblighi legati dalle norme tributarie è una situazione di estrema difficoltà. Non sono pochi i casi di imprenditori che si trovano di fronte a un bivio. E tra la scelta di onorare un adempimento fiscale o pagare lo stipendio dei dipendenti, si preferisce dare i soldi ai lavoratori, magari per consentire alle famiglie di fare la spesa" aggiunge Spadafora. 

Per il presidente di Unimpresa le manette agli evasori con il nuovo tetto oltre 100.000 euro e i super poteri che consentiranno all’agenzie dell’Entrate di trasferire informazioni alle procure della Repubblica sono misure che lasceranno il segno, colpiranno i deboli e probabilmente non risolveranno a fondo il problema".

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