Se evadi ti scopro: l'evasometro sarà il Grande Fratello dei conti correnti

Già entrato in funzione in fase sperimentale, l'evasometro sarà il principale strumento di lotta all'evasione fiscale. Per Conte e Di Maio - insieme al bonus Befana e all'introduzione di carcere e confisca per i grandi evasori - segnerà una "rivoluzione culturale"

È finita la pace fiscale, evasori avvisati: chi non paga le tasse rischia il carcere. Lontani i tempi dei condoni, se il premier Giuseppe Conte parla di una vera e propria "rivoluzione culturale" annunciando come non sarà più conveniente fare i furbi grazie al "bonus befana", il governo ha stanziato 83 milioni di euro per una misura denominata "evasometro con anonimizzazione". Una sorta di profilazione dei contribuenti ma senza invasione della privacy.

Evasometro, tutti gli strumenti del governo

In pratica i dati su fatture, transazioni e consumi saranno resi anonimi da uno strumento che opererà alla stregua di un Grande fratello fiscale incrociando i dati delle fatture, dei consumi e dei movimenti bancari. Se l'intelligenza artificiale troverà delle incongruenze, si procederà con accertamenti dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. 

L'evasometro dell'agenzia delle entrate è già operativo in fase sperimentale da Ferragosto ma l'avvio della fase di controllo è prevista per il 2020. L'allert del sistema fa scattare i controlli quando rileva uno scostamento del 20-25% tra quanto risulta dal saldo del conto corrente di fine anno e quanto dichiarato al Fisco. 

In tale caso l'onere della prova spetterà al contribuente che - documenti alla mano - dovrà dimostrare la provenienza lecita dei redditi non dichiarati al Fisco.

Fisco, come funziona il bonus Befana

Se la lotta al sommerso è la stella polare del nuovo governo, il premier Giuseppe Conte dalla pagine del Fatto Quotidiano spiega come il governo preveda di rendere conveniente l'utilizzo delle monete elettroniche a scapito del contante soggetto a nuovi limitazioni: "Sarà possibile avere carte di credito a costo zero. Usarle sarà conveniente per tutti, perché ogni anno vi torneranno indietro centinaia di euro".

Il premier si riferisce al cosiddetto "bonus Befana", ovvero il rimborso destinanto a chi usa la carta di credito o il bancomat per alcuni pagamenti a rischio evasione e che dovrebbe cadere all'inizio di gennaio di ogni anno, probabilmente nei giorni cavallo dell'Epifania. Questo il "dolcetto" infilato dal governo nella finanziaria 2020, ma vi è un altro strumento di tutt'altra natura che potrebbe far cambiare idea agli evasori seriali. 

"La confisca per sproporzione" come spiega il ministro pentastellato Luigi Di Maio potrebbe essere introdotta per i "grandi evasori", ovvero coloro che emettono fatture false per importi superiori a centomila euro. 

Oggi come oggi la confisca di beni ‘per sproporzione’ è possibile per chi si rende responsabile di gravi reati come l’associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, corruzione, concussione: secondo le intenzioni del governo diventerà un'opzione in mano alla giustizia anche nel caso di condanna penale per evasione di imposte sui redditi e Iva.

"Gli si confisca quello che ha, non solo per l'ammontare che ha evaso, ma anche qualcosa in più" spiega il capo politico del Movimento 5 stelle facendo il punto sulla legge di bilancio che - come abbiamo visto - punta soprattutto sulla lotta all'evasione. Alcuni strumenti potrebbero già essere approvati la prossima settimana con il decreto legge fiscale.

Tra le misure allo studio degli uffici legislativi del ministro della Giustizia è l'introduzione nel codice penale del carcere per i grandi evasori.

Fisco, pene più severe... fino al carcere

Altri particolari emersi dalla bozza analizzata da Adnkoronos: la pena per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni esistenti passa da un minimo di un anno e sei mesi a un massimo di sei anni, attualmente in vigore, a un minimo di 4 anni e a un massimo di 8; la dichiarazione infedele, finora punita da uno a tre anni verrà punita da due a cinque anni, mentre l'omessa dichiarazione passa da una pena che va da un anno e sei mesi a quattro anni attualmente fissato a una pena detentiva da due a sei anni.

Pene severissime anche per occultamento o distruzioni contabili di documento, con un innalzamento che va da un anno e sei mesi a sei anni attualmente vigente a un minimo di tre e a un massimo di sette. Per l'omesso versamento di ritenute dovute o certificate e il reato di omesso versamento di Iva scendono le soglie di punibilità, nel primo caso passando dagli attuali 150mila a 50mila, nel secondo da 250mila a 100mila.

Le altre misure contenute nella bozza del decreto vanno dalla decurtazione dei rimborsi fiscali da eventuali debiti con l’erario già diventati cartelle esattoriali alla confisca dei patrimoni non giustificati dal reddito dichiarato allargata ai casi di condanna o patteggiamento per i reati tributari.

Tasse non pagate per mille miliardi ma solo per un decimo sono recuperabili

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