Ex Ilva, Arcelor Mittal non fa passi indietro: "Lo scudo penale era essenziale"

La società franco-indiana ha fatto partire la procedura per la restituzione degli stabilimenti acquisiti nel 2018. Il premier Conte: "Faremo di tutto per far rispettare gli impegni contrattuali"

Foto di repertorio

Arcelor Mittal non cambia idea e tira dritto. Il gruppo franco-indiano, dopo aver comunicato la volontà di rescindere il contratto d'affitto ed il successivo acquisto dei rami d'azienda di Ilva Spa e controllate, adesso ha messo formalmente in moto la procedura  per restituire ai commissari gli stabilimenti acquisiti nel settembre del 2018. L'azienda ha anche presentato al Mise la richiesta di avvio della cessione del ramo d'azienda che coinvolgerà 12 siti per un totale di 10.777 dipendenti del perimetro aziendale oggetto di trasferimento ai commissari. Un numero di lavoratori già enorme, che arriva a sfiorare le 20mila unità se si contano anche quelli degli appalti e dell'indotto. 

Come si legge dalla comunicazione presentata da Arcelor Mittal, in base a quanto prevede l'articolo 47 della legge 428/90, la retrocessione dei rami d'azienda e il conseguente trasferimento dei lavoratori avverrà entro 30 giorni dalla data del recesso.

Ex Ilva, Arcelor Mittal: "Lo scudo penale era essenziale"

Nel documento di retrocessione ad Ilva delle aziende e dei 10.777 dipendenti spiega che il recesso del contratto deriva dall'eliminazione della protezione legale. La Protezione legale - si osserva - costituiva "un presupposto essenziale su cui AmInvestCo e le società designate hanno fatto esplicito affidamento e in mancanza del quale non avrebbero neppure accettato di partecipare all'operazione né, tantomeno, di instaurare il rapporto disciplinato dal Contratto".

Ex Ilva, incontro tra Governo e Arcelor Mittal a Palazzo Chigi

Per discutere del caso Ex Ilva è stato organizzato un incontro a Palazzo Chigi. Presenti il premier Giuseppe Conte, il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli, il ministero dell'Economia Roberto Gualtieri, il ministro del Sud Peppe provenzano, il ministro della Salute Roberto Speranza, il ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova, il sottosegretario alla presidenza Mario Turco e i vertici Mittal, Lakshmi Mittal e Aditya Mittal.

Ex Ilva, Conte: "Sono fiducioso, i patti vanno rispettati"

"Sono fiducioso, la linea del governo è che i patti vanno rispettati e che non ci sia alcuna giustificazione per sottrarsi agli impegni contrattuali. Ci confronteremo e il governo è disponibile a fare tutto il necessario e il possibile perché ci sia da parte della controparte il rispetto degli impegni", ha affermato Conte, prima di recarsi a palazzo Chigi per il tavolo sulla questione Ilva.

''Vedremo che cosa ci dirà l'azienda, posso dire che la posizione di Italia Viva è che i patti si rispettano''. Così la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova aggiungendo: "Nessuno, a partire dall'impresa, deve permettersi di mettere in discussione un progetto di risanamento ambientale e di rilancio industriale come quello che prevede l'attività nello stabilimento di Taranto, di Genova e di Novi Ligure". 

Quanto alla possibilità che si possa tornare indietro sullo scudo penale Bellanova ha risposto: ''Noi discuteremo di tutti gli strumenti. Quando dico che per noi non vanno messe in discussione le trattative che erano state fatte, è evidente che quando è stata trovata un'intesa quella intesa va rispettata da parte di tutti''.

Ex Ilva, Re David (Fiom): ''Sciopero è prossimo passo''

"In attesa di conoscere l'esito del delicato incontro tra Governo e proprietà, permane lo stato di agitazione in tutto il gruppo ArcelorMittal". A fare il punto della situazione sul fronte degli scioperi negli stabilimenti ex Ilva, per ora proclamati dalla sola Fim, è il leader Fiom Francesca Re David dopo la formalizzazione dell' avvio da parte della multinazionale della procedura di cessione di ramo d'azienda ex articolo 47, che prevede il trasferimento degli stabilimenti e di tutti i dipendenti ai commissari straordinari.

"Le modalità delle iniziative di sciopero e della mobilitazione verranno decise nelle prossime ore, insieme alle rappresentanze sindacali dei diversi stabilimenti",prosegue ribadendo come per a Fiom sia "nnecessario l'integrale rispetto dell'accordo da parte del Governo e dell'azienda e come sia inaccettabile qualsiasi ipotesi di ridimensionamento occupazionale di tutti gli stabilimenti del gruppo".

Ex Ilva, da Taranto a Marghera: i lavoratori coinvolti

Sono 10.777 i lavoratori complessivamente coinvolti nella procedura avviata da Arcelor Mittal Italia per restituire ai commissari gli stabilimenti dell'Ex Ilva, acquisiti nel 2018. Nella lettera inviata ai sindacati e alle rsu, viene indicata, sito per sito, la composizione della forza lavoro del perimetro oggetto di retrocessione. Si comincia con Taranto con 8.277 dipendenti, Genova 1016, Novi Ligure 681, Milano 123, Racconigi 134, Paderno Dugnano 39, Legnano 29, Marghera 52. A questi 10351 lavoratori si aggiungono quelli di Anis con 64 lavoratori, Am Energy 100, Am Tubolar 40, Am Maritime 222.

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