Flat tax, perché la riforma del fisco certifica la fine del contratto di governo

Salvini rilancia: "Lo Stato incasserà di più, 50-60 miliardi sono numeri strampalati". Ma sulla riduzione dell'Irpef il M5s rompe i patti e riesuma la vecchia proposta dei tre scaglioni. Per Barbara Lezzi quella della Lega è "una promessa che non si può mantenere"

Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Una riduzione delle imposte, ma non per tutti. Secondo una nota della Lega, la "Flat Tax Fase II" rilanciata da Salvini "ha un'incidenza di circa 12 miliardi" e riguarderà "tutte le famiglie fino a 50 mila euro di reddito. In particolare - si legge - la novità è data dall'introduzione del reddito familiare che attraverso un sistema di deduzioni garantisce la progressività dell'imposta. Lo studio messo a punto è di circa 15 giorni fa".

Si tratta dunque di una proposta diversa rispetto a quella presentata in campagna elettorale che prevedeva un regime del 15% per tutti. Ma la nuova flat tax sembra altra cosa anche rispetto alla Dual Tax proposta dal Carroccio a settembre (tassazione al 15% per i redditi fino a 80.000 euro, al 20% per quelli superiori). Quanto costa? Il ministero dell’Economia parla di un cifra vicina ai 60 miliardi, ma secondo Matteo Salvini "50-60 miliardi sono numeri strampalati, non siamo Superenalotto, noi i soldi li contiamo con più precisione".

Flat tax, ma solo sotto i 50mila euro: la proposta della Lega

"Stiamo lavorando anche per le famiglie - ha detto il vicepremier -, stiamo facendo tutti i conti del caso ma siamo convinti che se abbassi le tasse lo Stato poi incassa di più". Il sottosegretario ai Trasporti, Armando Siri, della Lega, ha invece spiegato che "la novità è data dall'introduzione del reddito famigliare che attraverso un sistema di deduzioni garantisce la progressività dell'imposta. Il nostro studio è stato messo a punto circa 15 giorni fa quindi risulta evidente come la data dell'8 febbraio sia antecedente alle nostre elaborazioni. Mi pare evidente che non c'entra".

Flat tax, per il Mef può costare da 25 a 60 miliardi 

Diverso il parere del Mef. Anche laddove si dovesse fissare la soglia dei 50mila euro - chiariscono all'AdnKronos i tecnici che hanno studiato la misura inserita dal leader leghista nel contratto di governo - staremmo su un costo intorno ai 25 miliardi. Lo schema visionato  parte con una deduzione di 3mila euro per ciascun componente del nucleo familiare con reddito fino a 35mila euro mentre, per i redditi superiori ai 50mila euro all'anno -stando almeno alla simulazione elaborata da via XX settembre- non sarebbe prevista alcuna deduzione. Sull'ipotesi di una flat tax ai dipendenti è intervenuto anche il ministro Tria che smentisce le indiscrezioni di stampa. I costi? secondo il titolare di via XX settembre '"non è stata fatta nessuna stima per una riforma che né io né il Mef abbiamo mai ricevuto'' e qualsiasi numero ''è destituito di ogni fondamento''

Il M5s è contrario: "No a facili promesse"

La flat tax è dunque irrealizzabile? È forse perfino lapalissiano affermare che con un’economia in recessione e le clausole di salvaguardia Iva da dissinnescare anche riuscire a trovare 12-15 miliardi di euro sembra un’impresa improba.

E d’altra parte perfino i 5 Stelle – che di certo in quanto a promesse non sono secondi a nessuno – sulla flat tax frenano. Ma l’ennesimo bisticcio tra Lega e M5s non si può ridurre solo a un problema di conti. È evidente il tentativo di Salvini di intestarsi la prossima finanziaria e dettare legge anche in materia di tasse e fisco. Ed è altrettanto evidente che i 5 Stelle non vogliano farsi fagocitare dalla Lega. E così, colti un po’ in contropiede, ai leader del Movimento non resta che giocarsi la carta del partito responsabile. Se ieri Di Maio aveva frenato sull’ipotesi di una flat tax per le famiglie ("l'importante è non fare facili promesse alla Berlusconi, come rappresentanti dello Stato non dobbiamo mai dimenticarci di avere delle responsabilità nei confronti dei cittadini"), le dichiarazioni rilasciate oggi da altri big dei 5 Stelle hanno chiarito definitivamente che sul tema non sembra esserci compromesso possibile. 

Castelli: "Flat tax? Anche 15 miliardi sarebbero insostenibili"

Per Laura Castelli, non si deve "continuare a sparare alto con cose irraggiungibili perché, anche se fossero 15 miliardi di riforma dell'Irpef, oggi sarebbero insostenibili". "La flat tax costa 60 miliardi di euro e il nostro Paese non se li può permettere - dice Barbara Lezzi -, dunque è una promessa che non si può mantenere. Vogliamo rivedere le aliquote fiscali ma il principio costituzionale deve rimanere fermo. La progressività, a mio avviso, non può essere aggirata. Per la Lega non si tratta di 60 miliardi, per il Mef invece sì, e non credo che il Mef si sbagli".

Perché il caso flat tax certifica la fine del contratto di governo

Certo è che l’ennesimo bisticcio tra Lega e 5 Stelle sancisce in qualche modo la rottura del contratto di governo diventato ormai una sorta menù à la carte che ognuno dei due contraenti interpreta come vuole. Se sul caso Tav, la formula messa nero su bianco da Lega e 5 Stelle può significare tutto e niente ("ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia"), con la flat tax diventa molto più difficile per i 5 Stelle liquidare la questione con una scrollata di spalle: nel contratto infatti si parla espressamente dell’introduzione di due aliquote fisse al 15% e al 20%.

Eppure oggi Laura Castelli ha riesumato la vecchia proposta di ridurre il numero degli scaglioni Irpef da cinque a tre e introdurre "il coefficiente familiare, che oggi ci viene ancora più supportato - dice - dal reddito di cittadinanza".

Di Maio: "Flat tax è nel contratto, ma no a polemiche"

A metà pomeriggio Di Maio prova a spegnere le polemiche: "Come al solito si fa sempre molta confusione e polemiche su ogni tema. La Flat tax è nel contratto di governo, il contratto si rispetta e come ho già detto si troverà una soluzione. Abbiamo fatto il reddito di cittadinanza, quota 100 e come M5S abbiamo già delle proposte che condivideremo con la Lega per abbassare le tasse, questo è l'importante. Quel che chiedo è che ogni dichiarazione sia sempre fatta con un principio di verità verso i cittadini, pensiero che sono certo condivide anche la Lega". L'impressione però che ad appena nove mesi dall'insedimento dell'esecutivo il contratto di governo sia già da cestinare. E la campagna elettorale è solo all'inizio. 

Una flat tax delle famiglie, la "sparata elettorale" impossibile da realizzare

Flat tax, cosa dice il contratto di governo (foto)

Flat tax contratto di governo-2

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