Lavoro, stipendi e opportunità: tra uomini e donne c'è un abisso

La parità tra i sessi è un miraggio lontano: per colmare il gender gap ci vorrà più di un secolo. Nella classifica sulle differenze uomo-donna l'Italia è tra le peggiori nell'Ue

I numeri sul gender gap in Italia (FOTO ANSA)

Meno pagate, insoddisfatte e spesso tenute a distanza dai ruoli professionali di altro livello. Si parla tanto di parità dei sessi, ma l'uguaglianza tra uomo e donna è ancora un lontano miraggio, sia in Italia che nel resto del mondo. Per colmare il cosiddetto gender gap potrebbero volerci ben 108 anni: questa la stima contenuta nel Global gender gap report 2018 del World economic forum, realizzato da JobPricing in collaborazione con Spring Professional. Il Rapporto analizza le differenze tra uomo e donna sotto diversi punti di vista, dall'occupazione alle opportunità di carriera, passando per i livelli retributivi. Nonostante dal 2006 il gender gap al livello mondiale sia sceso del 3,6%, la situazione non è certo delle migliori: nel 38% dei Paesi le condizioni sono addirittura peggiorate. Da qui la stima: se l'andamento dovesse continuare ad essere questo, ci vorrà più di un secolo per colpare le disparità tra i due sessi. 

Gender Gap, Italia tra le peggiori in Europa

E l'Italia? Nella classifica globale Wef sulle differenze di genere abbiamo guadagnato 12 posizioni, ma restiamo comunque a metà: 70esimi su 144 Paesi, allo stesso livello di Honduras e Montenegro e poco davanti a Capo Verde e Tanzania. Se si guarda soltanto 'dalle nostre parti' la situazione è anche peggiore: nella classifica europea occupiamo il 17esimo su 20, davanti a Grecia, Malta e Cipro.

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Il Global Gender Gap Index analizza le differenze sotto quattro aspetti in particolare: se nel campo della salute e dell'istruzione l'Italia ha sostanzialmente raggiunto la parità, resta ancora molto da fare per la valorizzazione politica e le opportunità economiche, dove i livelli sono insufficienti. Ma mentre la prima ci vede comunque nel gruppo di testa, la seconda ci vede al 118° posto in classifica su 144 paesi: secondo il Global gender gap report 2018, passiamo dal 46° al 38° posto nell'area della 'Valorizzazione politica', ma la capacità di colmare il gap resta ad un valore molto basso pari al 26,7%. 

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Global gender gap report 2018: il documento integrale 

Il gap economico tra uomo e donna

Il tasto dolente arriva quando entriamo nel campo delle opportunità per le donne nella sfera economica, dove il nostro paese resta fermo al 118° posto della classifica. L'aspetto più critico della bassa partecipazione economica delle donne in Italia è il cosiddetto gender pay gap: l'indice medio a livello mondiale per quanto concerne l'equità di salario a parità di lavoro fra maschi e femmine è del 64,5%. In Italia siamo fermi al 51,2%. Nonostante dal 2008 ad oggi siano aumentate le percentuali di donne occupate, il tasso di disoccupazione femminile in Italia resta sempre tra i più alti al mondo:  stando agli ultimi dati Istat, negli ultimi 10 anni la forza lavoro femminile è salita del 9,3% e il numero di occupate è salito del 5,4%. Tuttavia, il tasso di occupazione delle donne è ancora minore rispetto a quello degli uomini (49,5% contro il 67%) e quello di disoccupazione è fra i più alti del globo con un valore del 12,5%.

Che fatica essere donne: 2 mesi in più di lavoro per lo stesso stipendio degli uomini

Entrando nel campo del lavoro, nella maggior parte dei casi, a parità di lavoro, una donna percepisce quasi 3mila euro in meno di un uomo. In Italia è come se una donna cominciasse a guadagnare dalla seconda metà di febbraio: dal 2016 al 2018 la differenza retributiva è diminuita del 2,7%, ma resta comunque ampio il gap che è di 2.700 euro lordi pari al 10% in più a favore degli uomini. E non solo, secondo il database di JobPricing, nel 77% dei casi gli uomini hanno retribuzioni superiori alle donne e questa situazione è estesa a tutti i settori professionali. 

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Oltre agli svantaggi dal punto retributivo, le donne devono fare i conti con le difficoltà nel raggiungere ruoli apicali nelle aziende: secondo i dati Istat dal 2008 al 2018 la percentuale di dirigenti donna è passata dal 27% al 32%, quella dei quadri dal 41% al 45%. Un gap che si traduce inevitabilmente più insoddisfatte le donne, che proprio per gli stipendi e le differenze di trattamento sono più inclini a cambiare lavoro, mentre il rischio è che questa 'forbice' tra uomo e donna si accresca in futuro invece che diminuire per gli effetti di automazione e digitalizzazione dell'economia: la trasformazione digitale impatterà  soprattutto occupazioni tradizionalmente appannaggio delle lavoratrici, che allo stesso tempo sono ancora in ritardo nelle competenza che riguardano scienze, tecnologia e ingegneria, che sono tra i settori che offrono maggior i sbocchi lavorativi in questo momento. La parità dei sessi in questo momento è un miraggio, un miraggio lontano più di 100 anni.

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