Migliaia di persone bloccano le strade contro gli aumenti della benzina: c'è un morto

Una madre che stava portando la figlia in ospedale ha forzato un blocco stradale attuato da chi protesta in Francia contro la decisione di aumentare le tasse su benzina e diesel. Bloccata e circondata, è stata presa dal panico. I "gilet gialli" si sono radunati per bloccare le strade e i punti strategici in tutto il Paese

Le proteste dei "gilet gialli" in Francia. FOTO EPA/JULIEN WARNAND

Una manifestante dei cosiddetti "gilet gialli" che stanno bloccando le strade in Francia è stata "investita e uccisa da una automobilista" nella zona della Savoia, nel sud-est del Paese. Lo riferisce il ministero dell'Interno Christophe Castaner. L'automobilista è una madre che stava portando la figlia in ospedale quando è stata bloccata dai manifestanti che l'hanno circondata battendo sulla vettura. La donna, in preda al panico, ha accelerato e ha investito  una manifestante. Ora si trova in stato di fermo, ancora sotto choc per l'accaduto. Altri incidenti sono avvenuti nel nord, con qualche ferito leggero. Sulla tangenziale di Besancon, nell'est, un automobilista esasperato dal blocco stradale ha fatto inversione di marcia provocando un incidente con due feriti.

La protesta dei "gilet gialli" contro gli aumenti dei carburanti

I "gilet gialli" - (da "gilets jaunes", il giubbotto catarifrangente che per legge va tenuto in macchina) - sono un movimento orizzontale che si è organizzato sulle reti sociali per mobilitarsi indossando un gilet giallo e bloccando la circolazione contro gli aumenti dei prezzi del diesel e della benzina, deciso dal governo per diminuire le emissioni di Co2. Il governo francese ha detto che avrebbe garantito la libertà ai "gilet gialli" di manifestare oggi in tutta la Francia contro l'aumento dei prezzi dei carburanti, pur avvertendo che "bloccare un Paese non è evidentemente accettabile".

Gilet gialli contro gli aumenti di benzina: il caso della protesta "social" che rischia di bloccare un Paese

L'iniziativa è partita dai social network e ha raccolto un consenso abbastanza ampio da far preoccupare il governo. Secondo Christophe Castaner, responsabile dell'Interno, sarebbero alemno 50mila i manifestanti che hanno dato vita a circa mille blocchi stradali in tutto il Paese. Sono previste circa 1.500 manifestazioni sul territorio - bloccando strade, supermercati, stazioni di servizio - di cui solo un centinaio sono state segnalate, fa sapere una fonte della polizia. Si stima che saranno coinvolte 600 città. Paralizzare il Paese impedendo qualsiasi spesa è il mezzo di pressione previsto dai "gilet gialli". La protesta è stata innescata dall'aumento dei prezzi dei carburanti ma si è estesa a una più ampia denuncia della politica del governo in materia di tassazione e calo del potere d'acquisto. A partire dal primo gennaio prossimo, le tasse sul gasolio dovrebbero aumentare di 6,5 centesimi al litro e quelle della benzina di 2,9 centesimi.

Una protesta nata su Facebook

Tutto è partito dai social in Francia, ma già sta contagiando altri Paesi europei, come il Belgio: stanchi dei continui rincari della benzina, migliaia di cittadini hanno deciso di indossare i gilet gialli catarifrangenti e di scendere in strada. Annunciando blocchi del traffico un po' ovunque, dalle città agli aeroporti, passando per gli accessi ai depositi di carburante. Perché l'intento della protesta nata sui social e promossa per sabato 17 novembre è quello di paralizzare il Paese transalpino e spingere il presidente Emmanuel Macron a rivedere la sua decisione di alzare le tasse su benzina e diesel. La cosa più sorprendente di questa protesta è il modo in cui è nata: tutto parte all'inizio di ottobre da Priscillia Ludosky, piccola imprenditrice di Savigny-le-Temple, che vende cosmetici online. “Come tanti, continuavo a vedere aumentare il prezzo della benzina ma non capico il perché – racconta – Allora sono andata su internet e ho scoperto che due terzi del costo è dovuto a tasse”. La rabbia monta subito e Priscillia lancia una petizione su Change.org, che però raccoglie poche centinaia di adepti. Se ne accorge però una giornalista, che pubblica un articolo sulla sua petizione in un quotidiano locale.

"Benzina a 50 centesimi al litro senza tasse e accise": invece ci sono aumenti da incubo 

In parallelo, poco lontano da casa di Priscillia, Eric Drouet, autista di 33 anni, decide di lanciare una mobilitazione su Facebook insieme ai colleghi della sua associazione di automobilisti. Anche in questo caso, tanti like, ma non tantissimi. Succede pero' che la moglie di Eric legge l'articolo su Priscillia e consiglia al marito di contattarla. Cosi' i due uniscono le forze e aprono una pagina Facebook per rilanciare la petizione di Change.org. A quel punto, un quotidiano con maggiore diffusione, si accorge di quanto sta accadendo e pubblica un reportage. Sono passate appena tre settimane da quando Priscillia ha lanciato la petizione: le firme passano in pochi giorni da poche migliaia a 200mila. E gli aderenti cominciano a parlare tra di loro e a cercare di capire come portare la protesta dal web alla strada. 

Nasce così l'idea di promuovere una serie di sit-in tutto il Paese, con blocchi del traffico e dei punti di accesso ad aeroporti e raffinerie: dal gruppo originario nascono decine di altri gruppi locali. Si sceglie il nome della mobilitazione (“blocage”, blocco) e la data, il 17 novembre. E un ragazzo di 18 anni mette su in poco tempo un sito internet (blocage17novembre.com) dove il variegato movimento si coordina: a oggi, sono oltre 600 i sit-in previsti in tutta la Francia, mentre le firme alla petizione di Priscillia sono poco sotto il milione. E nel frattempo, anche nel vicino Belgio, centinaia di cittadini stanno già protestando (anche loro con blocchi) contro i locali aumenti della benzina. Insomma, il movimento rischia di allargarsi anche in altre parti d'Europa. E come ogni movimento di ampie dimensioni, occorre un simbolo che lo contraddistingua: non si sa bene chi abbia avuto l'idea, ma il senso pratico ha spinto a scegliere il gilet giallo di sicurezza presente in tutte le auto in caso di incidente. Un colore che adesso viene visto con preoccupazioni dalle parti dell'Eliseo. 
 

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