Ecco cosa accadrebbe con la Grecia fuori dall'Euro

Tsipras continua ad attaccare tutto e tutti: "Il Fondo monetario internazionale vuole umiliarci, ha responsabilità criminali". Mai come in queste ore il rischio "Grexit" è concreto: ecco quale scenario si aprirebbe

ATENE - Il premier della Grecia Alexis Tsipras ha duramente rilanciato i toni della polemica con il Fondo monetario internazionale, accusandolo di "responsabilità criminale" per la crisi del Paese. Quindi si è appellato agli altri Stati europei: "E' giunto il momento che le proposte del Fmi vengano giudicate non solo da noi, ma dall'Europa", ha affermato incontrando ieri il gruppo parlamentare di Syriza. 

FMI "CRIMINALE" - "Il Fmi ha responsabilità criminali per la situazione attuale", ha detto. Nell'ultimo fine settimana le trattative di Atene con i creditori internazionali si sono nuovamente arenate, e il premier greco ne ha incolpato l'istituzione di Washington. "Ora come ora, quello che pesa sono le rigide visioni del Fmi su misure dure, e il rifiuto dell'Europa di discutere la sostenibilità del debito". 

Fissarsi sui tagli, molto probabilmente fa parte di un piano per umiliare un intero popolo che nei passati cinque anni ha sofferto per colpe non sue

"ORA L'EUROPA" - "E' giunto il momento che le proposte del Fmi vengano giudicate dall'opinione pubblica, dall'Europa". E se alla fine la Grecia fosse spinta al default uscendo dall'euro? E' uno scenario che in Eurolandia nessuno ufficialmente sposa ma che, in molti cominciano a considerare come possibile alla luce anche dello stallo nei negoziati tra Atene e le autorità di Bruxelles. 

I RISCHI DEL "GREXIT" - In caso di mancato accordo al vertice dell'Eurogruppo, l'insolvenza potrebbe diventare una realtà. A giudizio di autorevoli esponenti dei governi europei la crisi sarebbe gestibile ed il contagio molto limitato. Tuttavia il presidente della Bce, Mario Draghi, ha ammonito che si entrerebbe in "acque inesplorate" e le conseguenze per l'area dell'euro sarebbero imprevedibili. Prevedibile che le conseguenze più dure le subirebbero i greci stessi. Ecco cosa accadrebbe all'alba del D-Day della crisi dell'euro

DEFAULT. La Grecia dichiara il default sul debito ed esce dall'euro. La Banca Centrale Europa sospenderebbe immediatamente l'erogazione di liquidità di emergenza alle banche greche. 

TORNA LA DRACMA, STOP STIPENDI. Contemporaneamente la Banca Centrale di Atene inizia a stampare dracme per immettere nuova liquidità nel sistema. In quanto tempo la Banca riuscirà a produrre la nuova moneta necessaria è una questione tanto delicata quanto non determinata. L'assenza di liquidità determinerebbe la sospensione del pagamento degli stipendi della pubblica amministrazione e delle imprese. 

SVALUTAZIONE. La nuova moneta, fin dalla prima emissione, subirà una forte svalutazione verso l'euro. Secondo alcune stime prudenziali la svalutazione potrebbe andare da un minimo del 20 ad un massimo del 30%. Ma c'è chi non esclude una svalutazione anche dell'80%. 

INFLAZIONE VIOLENTA. La forte svalutazione della nuova dracma produrrebbe una violenta fiammata inflazionistica, destinata a durare fino a quando la nuova dracma non trova un valore di equilibrio sull'euro. In questa fase, si determinerebbe la classica penuria di beni di largo consumo, che verrebbero ritirati dal mercato a fini speculativi. 

BLOCCO DEI BANCOMAT, PROTESTE SOCIALI. Fin dalle prime ore del default, tutta la popolazione accorrebbe agli sportelli bancomat per prelevare gli ultimi euro da tenere a riserva. Le autorità bancarie sarebbero costrette a chiudere l'erogazione degli sportelli ed imporre rigidi controlli sui movimenti di capitali per contenere la fuga di capitali all'estero. Sono da mettere in conto situazioni di forte protesta sociale. 

A CACCIA DI SOLDI DA PUTIN. Il governo di Atene, riprendendo il pieno controllo della politica monetaria nazionale, potrebbe iniziare a rifinanziarsi in deficit oltre le regole contabili dell'euro. Per superare le ovvie difficoltà a trovare nuovi finanziamenti sui mercati dei capitali occidentali, Atene potrebbe cercare una sponda a Mosca, come del resto l'intensificarsi dei contatti tra Grecia e Russia hanno fatto capire, nemmeno tanto velatamente, da quando Tsiriza ha preso il potere. 

BOOM DEL TURISMO. Nel medio periodo, la forte svalutazione della valuta renderebbe le merci ed i servizi nazionali più competitivi, rilanciando in modo particolare il settore turistico. La bilancia commerciale potrebbe trovare nella forza dell'export la forza trainante di tutta l'economia. Problemi potrebbero sorgere per i turisti stranieri che si venissero a trovare in vacanza in Grecia al momento della dichiarazione di insolvenza. Anche per loro, infatti, sarebbe difficile procurarsi contante trovando i bancomat bloccati. 

IMPOVERIMENTO. Nel frattempo, però, lo standard di vita della popolazione sarebbe duramente colpito dall'iperinflazione, dalla penuria di merci e dalla mancanza di liquidità denominata nella nuova moneta nazionale.

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La protesta è stata indetta dai sindacati contro l'aumento delle tasse e la riforma delle pensioni. Uffici pubblici chiusi, stop a treni e aerei. Tensioni e scontri con la polizia ad Atene

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