Huawei fa causa agli Usa: cosa succede a chi possiede gli smartphone

Il colosso cinese ritiene sia incostituzionale il divieto imposto da Washington alle aziende Usa di acquistare le proprie apparecchiature di rete per motivi di sicurezza nazionale. Intanto accelera per introdurre nel più breve tempo possibile un proprio sistema operativo

Passa al contrattacco Huawei. Il colosso cinese ritiene sia incostituzionale il divieto imposto da Washington alle aziende Usa di acquistare le proprie apparecchiature di rete per motivi di sicurezza nazionale, citando i legami della società con il governo e con l'intelligence cinese. E quindi si rivolge a un tribunale statunitense, nello specifico alla Corte Distrettuale Est del Texas. Di fatto la mozione mette in discussione la costituzionalità di una sezione del National Defense Authorization Act (Ndaa), convertito in legge dal Congresso l'estate scorsa, che vieta alle agenzie governative statunitensi e ai loro contractor di utilizzare apparecchiature di tlc di Huawei e della sua rivale Zte.

Huawei prova in tutti i modi a fermare "l'azione illegale" - o almeno, così la giudicano a Pechino. Già due mesi fa il gruppo cinese aveva presentato un ricorso in cui affermava che la legge che limita la vendita delle sue apparecchiature negli Stati Uniti è incostituzionale. "Il governo degli Stati Uniti non ha fornito alcuna prova che Huawei costituisca una minaccia per la sicurezza, solo supposizioni" ha detto il responsabile dell'ufficio legale della sociatà, Song Liuping, secondo il quale la legge "stabilisce direttamente che Huawei è colpevole, imponendogli molti vincoli con l'ovvio obiettivo di cacciarlo dal mercato statunitense".

Huawei: "Così si crea un precedente pericoloso"

"Questo approccio di utilizzare la legislazione invece delle sentenze è un atto tirannico ed è esplicitamente vietato dalla Costituzione americana", ha aggiunto Song. Lo chief legal office di Huawei ha inoltre sottolineato che la decisione di mettere l'azienda, che è anche il secondo produttore mondiale di smartphone, sulla cosiddetta blacklist commerciale "crea un precedente pericoloso" che danneggerà miliardi di consumatori nel mondo. "Questa decisione minaccia di danneggiare i nostri clienti in oltre 170 Paesi, inclusi oltre tre miliardi di consumatori che utilizzano prodotti e servizi Huawei in tutto il mondo". Inoltre, "impedendo alle aziende americane di fare affari con Huawei, il governo danneggerà direttamente più di 1.200 aziende americane, con conseguenze su decine di migliaia di posti di lavoro americani".

Huawei, cosa succederà agli smartphone (forse già dall'autunno 2019)

Che cosa succede a chi ha uno smartphone Huawei

Qualche giorno fa Huawei ha assicurato di stare accelerando per introdurre nel più breve tempo possibile un proprio sistema operativo, dopo lo stop di Android: forse già in autunno e comunque non oltre la primavera dell'anno prossimo.

In pratica Google di fatto elimina da Huawei alcuni basilari aggiornamenti del sistema operativo Android. I nuovi smartphone Huawei perderanno anche l'accesso ai servizi più diffusi, tra cui Google Play Store e le app aggiornate Gmail e YouTube. Tuttavia, Huawei può ancora utilizzare la versione del sistema operativo Android disponibile attraverso una licenza open source (priva di un sacco di funzionalità e più complessa da "implementare").

Huawei comunque continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor esistenti.

Google "rompe" con Huawei: che cosa succede agli smartphone Android 

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