Prende i permessi per stare con la zia malata, l'azienda lo licenzia: "E' un'ingiustizia"

Il 44enne Mirco Gilioli ha ricevuto il 'benservito' dalla Italcuscinetti, azienda in cui aveva lavorato per 16 anni, che ha contestato l'utilizzo dei permessi ottenuti con la legge 104. Sindacati all'attacco, l'azienda si difende: ''Abbiamo fornito tutti i chiarimenti''

Il presidio davanti allo stabilimento Italcuscinetti di Rubiera, in provincia di Reggio Emilia

Licenziato per aver preso dei permessi con la legge 104 utilizzandoli, secondo l'azienda, in maniera scorretta. E' la storia di Mirco Gilioli, lavoratore e delegato sindacale della Italcuscinetti di Rubiera, un'azienda di circa 100 dipendenti situata nella provincia di Reggio Emilia. Tutto è iniziato nel mese di febbraio, quando il 44enne ha chiesto delle ore di permesso per accudire un'anziana zia, colpita nell'ultimo anno dalla sindrome di Alzheimer. In virtù della suddetta legge 104, che permette ai lavoratori di usufruire di ore o di giornate di permesso per assistere familiari con handicap o affetti da gravi patologie invalidanti, Gilioli ha fatto richiesta all'azienda in quattro occasioni, ma non avrebbe potuto immaginare cosa sarebbe successo nelle settimane successive. All'inizio di marzo è arrivata la sospensione punitiva, poi, il 27 dello stesso mese, la lettera di licenziamento, motivato appunto dall'utilizzo 'scorretto' di tali permessi. 

Licenziato per aver usufruito della legge 104

Ma con quali motivazioni è arrivato il licenziamento? Quali sono i comportamenti che l'azienda contesta al lavoratore? Per fare maggiore chiarezza abbiamo contattato il diretto interessato, Mirco Gilioli: ''Quello che mi è successo è un'ingiustizia. Non ritengo di avere utilizzato i permessi che la legge mi concede in maniera scorretta. Lavoro alla Italcuscinetti da 16 anni e non ho mai avuto alcun problema''. Per capire quale sia stata la scorrettezza contestata a Gilioli bisogna leggere la lettera di licenziamento, in cui viene fatto riferimento agli orari in cui il 44enne avrebbe fatto visita alla zia: ''Credo che mi abbiano fatto seguire fin dal primo giorno. Nella lettera facevano riferimento alle ore in cui io ero stato a casa di mia zia, facendo leva sul fatto che non avevo trascorso la totalità del tempo ad accudirla''. Peccato però che la legge non preveda di trascorrere ogni singolo secondo del tempo di permesso al capezzale della persona malata, anche perché in questi casi l'aiuto verso il familiare può essere dato anche in altri modi, come spiega lo stesso Gilioli: ''Aiuto i miei zii, entrambi anziani, in diversi modi. Mi occupo di questioni amministrative come il pagamento delle bollette o magari li aiuto con la spesa''.

Ma il licenziamento non ha avuto ripercussioni soltanto sulla sfera lavorativa di Mirco Gilioli, le conseguenze hanno 'toccato' anche la sua famiglia: ''Sono padre di due figli e trovarsi senza lavoro da un giorno all'altro non è semplice. Ma la cosa che più mi fa soffrire è che adesso i miei zii si sentono in colpa, pensano che io abbia perso il lavoro per colpa loro''. 

Un licenziamento che finirà in tribunale

Per sostenere la causa di Mirco giovedì 4 aprile è stato organizzato un presidio davanti alla fabbrica di Rubiera, a cui era presente anche Luca Chierici, segretario Filcams Cgil Reggio Emilia che a Today ha spiegato alcuni particolari in più di questa storia: ''A nostro avviso è palese che l'azienda lo abbia fatto seguire per controllare i suoi spostamenti: loro contestano il fatto che dopo essersi dedicato alla zia sia tornato a casa per svolgere mansioni diverse''. ''Un'altra cosa strana – continua il sindacalista – è il fatto che nel caso di Gilioli, la Italcuscinetti abbia richiesto la programmazione di tali permessi, così da conoscerli in anticipo, pratica non utilizzata con gli altri dipendenti che usufruiscono della legge 104''. Ma adesso cosa succederà al signor Gilioli? ''Si tratta di un licenziamento che noi consideriamo discriminatorio e senza un valido motivo, quindi, a meno che l'azienda non decida di fare un passo indietro, impugneremo il licenziamento e andremo in tribunale''. 

''Alla nostra richiesta – conclude Chierici - fatta all’azienda, di specificare quali sarebbero i comportamenti illeciti che il lavoratore avrebbe tenuto, l’azienda non ha fornito alcun elemento che consentisse al lavoratore di potersi difendere''.

Sinistra italiana: ''Reintegrare il lavoratore''

In attesa di ulteriori sviluppi Sinistra italiana ha presentato alla Regione Emilia Romagna un'interrogazione per chiedere al governo regionale di "favorire il confronto tra le parti con l'obbiettivo di convincere Italcuscinetti a reintegrare il lavoratore licenziato. ''La proprietà - si legge nell'atto ispettivo - avrebbe motivato il licenziamento contestando al lavoratore, delegato del direttivo Filcams-Cgil di Reggio Emilia (rappresentante aziendale da oltre 15 anni), l'utilizzo irregolare dei permessi della legge 104. Filcams-Cgil ha invece ritenuto il licenziamento un attacco al proprio rappresentante''. 

La risposta di Italcuscinetti

Mentre Gilioli e Filcams aspettano un confronto con l'azienda per poter chiedere delle delucidazioni, l'azienda ha fatto sapere di aver già fornito tutti i chiarimenti, rilasciano una nota ufficiale sul caso: 

"La società Italcuscinetti S.p.A., valutati i fatti e gli elementi portati alla sua conoscenza, ha ritenuto di agire in via disciplinare nei confronti del dipendente sig. Mirco Gilioli, valutato il comportamento dallo stesso tenuto non conforme alle norme di legge e ai doveri di corretta esecuzione del rapporto di lavoro.La procedura disciplinare è stata condotta nel pieno rispetto delle norme che ne presiedono l’andamento e ha previsto anche momenti di confronto con il lavoratore e il Sindacato. Al termine della procedura regolarmente espletata, il datore di lavoro ha ritenuto di adottare la sanzione espulsiva, reputando le condotte tenute dal sig. Gilioli non conformi alle disposizioni di legge e ai doveri contrattuali".

Intanto Gilioli spera di poter tornare presto al suo posto, ma se non ci dovesse essere il reintegro dovrà prodigarsi per trovare un nuovo lavoro. Una 'missione' che, di questi tempi, non è proprio così semplice.

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