Cina-Italia, firmati gli accordi e Di Maio esulta: "Obiettivo raggiunto"

Il ministro dello Sviluppo Economico Di Maio, a conclusione del vertice che ha visto la firma di numerosi accordi istituzionali e commerciali tra Italia e Cina esibisce con orgoglio le cifre

ANSA/GIUSEPPE LAMI-ANTIMIANI

Firmato a Villa Madama il memorandum d'intesa tra Italia e Cina sulla Via della Seta. Da parte italiana il testo è stato firmato dal vice premier e ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Italia e Cina "devono impostare una più efficace relazione", l'auspicio espresso dal premier Conte, che sottolinea come i rapporti tra Roma e Pechino siano già "tradizionalmente molto buoni". 

Dal fisco, all'export delle arance, alla difesa del patrimonio culturale, ai requisiti per l'esportazione di carne, alla cooperazione sulla scienza e tecnologia. Ma anche la collaborazione in materia aerospaziale e un memorandum tra la Rai e China Media Group. Abbracciano un ampio ambito di settori le intese istituzionali tra Italia e Cina, firmate nell'ambito del Memorandum sulla nuova via della Seta. L'Italia è il primo Paese in ambito G7 ad aver firmato un accordo di questo tipo che, anche se non vincolante, è volto rafforzare i rapporti bilaterali e commerciali

Italia-Cina, stop doppie imposizioni fiscali

Nuovo accordo tra Italia e Cina per eliminare le doppie imposizioni fiscali. Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha firmato oggi con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, il nuovo accordo tra Italia e Cina per eliminare le doppie imposizioni fiscali. Complessivamente, le disposizioni previste dall’Accordo "realizzano una equilibrata ripartizione dei rispettivi diritti impositivi". Inoltre, "potranno contribuire a incoraggiare gli investimenti transfrontalieri e a fornire maggiore certezza fiscale alle imprese dei due Paesi".

Il nuovo testo, che aggiorna quello in vigore dal 1990 e recepisce le raccomandazioni vincolanti del progetto Ocse/G20 Beps, si legge in una nota del ministero dell'Economia, in materia di dividendi, prevede una riduzione dell’aliquota convenzionale di prelievo alla fonte rispetto all’Accordo del 1986, dal 10% al 5%, nel caso di partecipazioni dirette di almeno il 25% del capitale della società che paga i dividendi, detenute per un periodo di almeno 365 giorni. Di tale riduzione dell’aliquota potranno pertanto beneficiare le imprese italiane che percepiscono dividendi di fonte cinese. Inoltre, la riduzione dell’aliquota relativa alle partecipazioni qualificate potrà incoraggiare la capitalizzazione delle imprese cinesi in Italia, attraverso investimenti in equity.

Un dragone in casa: a chi conviene davvero l'accordo tra Italia e Cina per la via della Seta

Luigi Di Maio:"Obiettivo raggiunto"

"Obiettivo raggiunto". Il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, a conclusione del vertice di Villa Madama che ha visto la firma di numerosi accordi istituzionali e commerciali tra Italia e Cina esibisce con orgoglio le cifre delle intese appena siglate, che hanno coinvolto grandi nomi come Eni, Intesa SanPaolo, Cdp, Ansaldo Energia, Snam, Danieli, oltre alle autorità portuali che controllano i porti di Trieste e Genova. "Solo gli accordi firmati qui oggi - ha detto in una breve conferenza stampa - in sostanza hanno un valore di 2,5 miliardi di euro, con un potenziale di 20. E poi ci sono tutti gli accordi istituzionali. Voglio dedicare questa firma della Via della Seta - sottolinea - ai nostri imprenditori del 'Made in Italy': per me è stato un orgoglio ascoltare il presidente cinese parlare della nostra gastronomia, del nostro agroalimentare del nostro artigianato della nostra innovazione tecnologica. Ne parlava con l'obiettivo di attirare il più possibile prodotti italiani nel mercato cinese, di poter far esportare il più possibile un prodotto, il made in Italy che, parole sue, ha un'ottima reputazione in Cina". Il memorandum "promuovendo le esportazioni, favorisce la creazione di nuovi posti di lavoro in Italia e aziende più grandi in Italia. Così - ha aggiunto - aiutiamo l'economia a crescere".

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