Italia d'azzardo: 18 milioni di giocatori, è allarme minori

Secondo un'indagine realizzata dall'Istituto Superiore di Sanità in accordo con  l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2017 sono 18 milioni gli italiani che hanno giocato almeno una volta. Di questi, 1,5 milioni sono da considerarsi problematici

Foto di repertorio

Italiani, popolo di santi, poeti e giocatori d'azzardo. Tra slot machine, lotterie e quant'altro offre il mercato, nel 2017 un adulto su tre ha giocato almeno una volta, per un totale di 18 milioni di giocatori. Di questi, circa un milione e mezzo è da considerarsi 'problematico', mentre quasi 700mila sono minorenni. Sono i dati allarmanti contenuti nella prima indagine epidemiologica sul gioco d'azzardo, realizzata dall'Istituto Superiore di Sanità nell'ambito dell'accordo scientifico con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Uno studio che mostra ancora una volta come il gioco d'azzardo sia una vera e propria piaga per l'Italia: non a caso siamo il Paese europeo che incassa di più di tutti tra giochi e scommesse.

L'indagine

Lo studio, presentato oggi, giovedì 18 ottobre, a Roma, ha coinvolto un campione di 12.007 adulti, rappresentativo della popolazione residente in Italia. Secondo il report si gioca d'azzardo soprattutto tra i 40 e i 64 anni. Si inizia a giocare tra i 18 e i 25 anni (51,8%) e tra i 26 e i 35 (18,4%), più raramente si comincia dopo i 46 anni (7,4%). La passione per l'azzardo coinvolge più gli uomini (uno su 2) che le donne (uno su 3).

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Allarme giovani

Uno dei fattori più preoccupanti che emerge dall'indagine dell'Iss è quello che riguarda i minorenni: nel 2017 sono quasi 700mila quelli che hanno giocato almeno una volta. Nel 35% dei casi si tratta di 17enni, con un divario di genere molto marcato e prevalente nei maschi: 4 su 10. I giovani giocatori problematici invece sono invece 70 mila, praticano sopratutto scommesse sportive (79,6%) e lotterie istantanee (70,1%). E' quanto emerge dalla prima indagine epidemiologica sul gioco d'azzardo, realizzata dall'Istituto superiore di sanità nell'ambito dell'accordo scientifico con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

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Lo studio dell'Iss ha previsto anche un focus anche sui minorenni, coinvolgendo 15.602 studenti tra i 14 e i 17 anni provenienti da 201 scuole (187 pubbliche e 14 private parificate), per i quali la normativa vigente vieta la pratica del gioco d'azzardo. A giocare di più nello Stivale sono i ragazzi del Sud, a seguire quelli residente nelle Isole e poi chi vive al Centro. Gli studenti giocano sopratutto dai tabaccai (46,7%) e nelle sale scommesse (41,1%); seguono i bar (28,8%).

Più rischio per i maschi 

Secondo gli esperti dell'Iss, "gli studenti maschi hanno circa 3 volte in più la possibilità di sviluppare comportamenti di giochi a rischio rispetto alle ragazze, così come chi vive nelle Isole o nel Nord Est e ha 17 anni, mentre sembra che queste probabilità diminuiscano fortemente se si hanno 14 anni, si vive nel Nord Ovest e si frequentano scuole assimilabili ai licei".

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Sempre la ricerca ha evidenziato come "gli studenti che assumono superalcolici o cocktail, birra, energy drink o vino più di 2 volte a settimana, fumano 10 o più sigarette al giorno, consumano smart drug, praticano il bingo dribbling, consumano cannabis, si espongono circa il doppio al rischio di sviluppare un comportamento di gioco problematici rispetto a chi consuma queste sostanze con frequenti minori".

Il lavoro dell'Iss ha analizzato anche il ruolo della pubblicità sui ragazzi. "Il 10,8% degli intervistati che ha giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi ha scelto di giocare in base alla pubblicità vista o sentita - sottolinea il report - Se si analizza tale informazione all'interno della popolazione dei giocatori problematici, si riscontra una percentuale molto vicina a quella degli adulti giocatori problematici (33,9%), mentre nella popolazione dei giocatori sociali solamente il 6,4% sceglie di giocare sulla base della pubblicità vista o sentita".

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Il numero verde

Già da un anno è attivo all'Iss il Centro nazionale dipendenze e doping, con il numero verde 800.558822 per aiutare e orientare le persone con problemi legati al gioco d'azzardo e i loro familiari. "Dall'indagine è emerso che 18 milioni di italiani adulti hanno giocato d'azzardo almeno una volta nell'ultimo anno - ha sottolineato Roberta Pacifici, direttore del Centro dipendenze e doping - 13 milioni giocano in modo 'sociale', 2 milioni presentano un profilo a basso rischio e un milione e 400 mila persone presentano un rischio moderato. Un milione e mezzo sono giocatori problematici - ha precisato l'esperta - cioè coloro che faticano a gestire il tempo da dedicare al gioco, a controllare la spesa, alterando inoltre i comportamenti sociali e familiari".

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"Tanto tempo dedicato al gioco, indebitati per scommettere e con stili di vita insalubri come l'alcol, il fumo e le droghe". Sono le caratteristiche del giocatore d'azzardo secondo Roberta Pacifici, direttore del Centro nazionale dipendenze e doping dell'Istituto superiore di sanità, che oggi ha presentato a Roma la prima indagine epidemiologica su tema.

"C'è sempre un tratto comune nel giocatore problematico - spiega l'esperta all'AdnKronos Salute - Alla fine si indebita perché finisce per spendere più di quello che può: poco se non ha un grande reddito, tantissimo se ha invece disponibilità economica. E' un giocatore compulsivo, indipendente dalla soddisfazione economica che ne ricava. Tanto è vero che i tratti di personalità dimostrano che alla fine non è la ricerca della vincita a guidarlo, ma l'eccitazione provocata. Infatti, se vincono rispendono tutto subito. Poi come tutte le dipendenze crea tolleranza, quindi l'eccitazione deve essere garantita aumentando il ritmo, la puntata è così via".

Dalla ricerca dell'Iss emerge che, rispetto ai giocatori 'sociali', quelli problematici praticano più le slot e le video lotterie. Il rapporto ha indagato anche l'aspetto economico del gioco problematico: il 5,8% ha ottenuto la cessione del quinto sullo stipendio rispetto allo 0,7% dei non giocatori; il 27,7% ha ottenuto prestiti da società finanziarie rispetto al 4% dei non giocatori; il 14,2% ha chiesto prestito a privati rispetto allo 0,9% dei non giocatori.

Anche il luogo del gioco caratterizza il giocatore problematico rispetto a quello sociale: i dati dello studio hanno evidenziato che "il primo predilige i luoghi lontani da casa e dal lavoro, quelli che garantiscono la maggio privacy. I sociali invece scelgono i luoghi vicino casa o al posto di lavoro".

L'indagine Iss ha riscontrato inoltre "l'associazione positiva tra comportamento problematico e stili di vita eccessivi, che suggerisce la vulnerabilità di alcuni individui. Infatti - evidenzia la ricerca - tra i giocatori d'azzardo problematici rispetto ai sociali è maggiore la percentuale di chi fuma". E "sono maggiori le percentuali del consumo di alcolici 4 o più volte a settimana''.

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