Lotta dura all'evasione e nessun aumento dell'Iva: è la manovra del "realismo"

Sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell'Iva, riduzione del cuneo fiscale e avvio di un'operazione di contrasto dell'evasione fiscale "come mai fatto in passato". Sono le basi della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza varata dal governo

Nessun aumento dell'Iva (ma potrebbe essere rimodulata) e avvio del taglio delle tasse sul lavoro, grazie a 14 miliardi di flessibilità e 7 miliardi di proventi dalla lotta, che si preannuncia dura, all'evasione fiscale. A meno di un mese dalla sua nascita, il governo Pd-M5s approva la nota di aggiornamento al Def, il documento che disegna la cornice di una manovra da circa 29 miliardi.

L'Iva non aumenta nel 2020

Stop quindi all'aumento dell'Iva e deficit al 2,2% nel 2020. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla Nota di aggiornamento al Def. "Io ho chiesto la fiducia su 29 punti programmatici, su un progetto politico molto articolato", e il governo è al lavoro "già da quest'anno, non possiamo rinviare. Progettiamo, già con questa manovra, di avviare la digitalizzazione, la semplificazione burocratica, la svolta verde, il taglio del cuneo fiscale e abbassare tasse... Non faremo tutto il primo anno, ma abbiamo già impostato molte di queste riforme" assicura il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Non la pensa così Matteo Salvini: "Sull'Iva ci hanno spiegato, per settimane, che facevano il governo solo per bloccarla, e invece non ho capito cosa fanno: la rimodulano? Sòla, a Roma si dice così, giusto? . Vuol dire che per qualcuno la aumentano". Lo ha detto il leader della Lega, a Quarta Repubblica, su Retequattro. "Hanno detto che l'Europa è diventata improvvisamente loro amica, hanno soldi per tutto. Poi - ha aggiunto Salvini - io guardo i telegiornali e sento la tassa sulle merendine, la tassa sul prelievo del denaro contante, la tassa sul gasolio per gli agricoltori, la tassa sui voli low-cost".

Manovra, deficit al 2,2 per cento

Per l'anno prossimo ''abbiamo individuato il deficit al 2,2% "che ''definisce rispetto a tendenziale una manovra espansiva di 0,8 punti'' spiega il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. Anche se il governo Conte, nella trattativa con Bruxelles, spera di spuntare il 2,3%, a quanto apprende l'Adnkronos, aumentando così le risorse a disposizione del governo.

La manovra 2020 sarà ''di circa 29-30 miliardi di euro, sostenuta in parte attraverso l'utilizzo dei margini di flessibilità'' dice il ministro dell'Economia in conferenza stampa. ''Lo scenario di finanza pubblica - riferisce - ci consente di correggere al rialzo il quadro di crescita. Con prudenza individuiamo una crescita nel 2020, con la manovra, dello 0,6% del Pil''. Una manovra che costituisce ''una base solida per un programma ambizioso, che deve fare i conti con un'eredità impegnativa sia dal punto di vista del quadro internazionale che dal punto di vista delle ripercussioni di stagioni tortuose nel quadro politico'', una manovra che avrà "l'effetto positivo di una riduzione del tasso di disoccupazione". ''Nelle varie ipotesi - spiega ancora - esistono anche degli scenari di rimodulazione che complessivamente non aumentano l'Iva".

14 miliardi di flessibilità sui conti per la Manovra

L'Italia avrebbe dovuto fissare il deficit-pil 2020 all'1,4%, contro il 2,2% strappato nella trattativa con la Ue, 0,8 punti percentuali in più. In termini assoluti vuol dire oltre 14 miliardi di flessibilità sui conti. Risultato conseguito grazie alla credibilità in Europa del ministro Gualtieri. Questo margine di manovra aggiuntivo permette così al governo di procedere a una manovra moderatamente espansiva, incluso il taglio del cuneo fiscale e gli aiuti alle famiglie.

"Il consolidamento di bilancio del prossimo triennio avrà come obiettivo prioritario evitare l’inasprimento della pressione fiscale prevista dalla legislazione vigente" evidenzia il ministro dell'Economia nella bozza della Nadef. "In questo primo esercizio - aggiunge - oltre ad evitare l’aggravio di 23 miliardi di Iva sui consumi e da ultimo sulla crescita e l’occupazione, l’esecutivo intende iniziare ad alleggerire il carico fiscale sul lavoro, rifinanziare gli investimenti pubblici e facilitare l’accesso delle famiglie all’istruzione prescolare".

Lotta dura all'evasione fiscale

La lotta all'evasione fiscale porterà nelle casse dello Stato quasi 7 miliardi di euro. ''Le nuove misure di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali - è scritto nella bozza - nonché interventi per il recupero del gettito tributario anche attraverso una maggiore diffusione dell’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili'' porteranno a un ''incremento totale del gettito pari a 0,4% del Pil'', pari a quasi 7 miliardi di euro.

Il premier Conte respinge poi al mittente l'accusa di aver sovrastimato il gettito ricavabile dalla lotta all'evasione fiscale (7 miliardi). «Ci sono varie stime in circolazione: considerate che proprio oggi un quotidiano ha pubblicato stime su transazioni elettroniche di 46 pro capite in Italia, contro la media europea di 135 a persona. Se si colmasse il gap, si stima il recupero di 12,5 miliardi», sottolinea Conte.

Sul tema parla anche il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri (Pd) per annunciare "un Patto per modernizzare il sistema dei pagamenti digitali e al tempo stesso attraverso la maggiore tracciabilità concorrere al recupero significativo" di gettito, centrando l'obiettivo dei 7 miliardi che si legge nella NaDef. "L'enorme sacca di evasione fiscale è una sfida che dobbiamo affrontare, non risolveremo mai i problemi strutturali se non voltiamo pagina sul'evasione fiscale" dice il ministro, che annuncia anche l'arrivo di " bond verdi" per sostenere gli investimenti ambientali. 

Manovra, Confindustria: "E' operazione di realismo"

"Dobbiamo ringraziare Conte, perché ci ha risparmiato un comunicato che sarebbe stato un invito al Governo a non aumentare l'Iva. In ogni caso quella del ministro Gualtieri è un'operazione di realismo perché è corretto il concetto che ispira il ministro: non ci sono grandi risorse a disposizione e il ministro deve fare i conti con i saldi. E' necessario disegnare dei provvedimenti partendo da quali saranno i loro effetti sull'economia reale. Dunque si deve puntare sull'incremento dell'occupazione e dei salari per i lavoratori italiani".

Lo dice il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia in un'intervista a 'La Stampa'. "Si deve partire dalle risorse già stanziate per le infrastrutture andando oltre lo sblocca cantieri introducendo un elemento di deroga tipo il modello adottato per la ricostruzione del Ponte di Genova o di Expo. Individuando una serie di enne opere importanti. Così si attivano immediatamente i cantieri incrementando l'occupazione. Sarà un'operazione anti-ciclica senza far ricorso al deficit e con un impatto non marginale", sottolinea il leader degli industriali.

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