Perché un Curriculum Vitae può essere scartato: ecco i motivi principali

Occhio a non inciampare negli errori che infastidiscono i selezionatori. Resta lucido e concentrato e dai il meglio di te

Foto di repertorio

Emergere non è facile, specie quando si compete ad armi pari, affidando a dei fogli digitali la possibilità di essere selezionato per un colloquio di lavoro. Cerchiamo di ragionare insieme: quando incontriamo gente nuova, i nostri modi di fare e le cose che diciamo possono attirare la loro attenzione ed invogliarli ad approfondire la nostra conoscenza; ma quando per farci notare possiamo solo rimetterci alle informazioni riportate per iscritto sul Curriculum Vitae, allora le cose si fanno più complicate. Cercare lavoro è di per sé un lavoro che implica delle abilità specifiche. Affinale e non improvvisare perché se prendi la cosa sottogamba, rischi di rimanere fuori dai giochi. Scopri insieme a noi quali sono i principali motivi che portano i selezionatori a scartare i curriculum e corri ai ripari. Solo chi si impegna a personalizzare ed “efficientare” il documento che può procurargli il posto di lavoro ha buone chance di fare centro.

I 4 principali motivi che spingono i selezionatori a scartare un curriculum vitae

Limitarsi a compilare tutti i campi del format non è sufficiente. Devi innanzitutto mettere in conto che gli addetti alla selezione del personale passano in rassegna una quantità importante di candidature e che, sempre più spesso, affidano i primi passaggi della selezione ad un sistema automatizzato che non mostra alcuna clemenza per i refusi, gli svarioni o le lacune. Il che equivale a dire che, prima di inviare il tuo CV, devi essere assolutamente certo che tutto sia stato scritto correttamente e che le informazioni ed i dati riportati soddisfino appieno i requisiti esplicitati nella domanda. 

Se ti proponi come aiuto cuoco e non hai alcuna esperienza nel campo della ristorazione, è altamente improbabile che si tenga conto della tua candidatura. Che verrà scartata anche se dimentichi di precisare che sei in possesso della patente B rispondendo ad un annuncio rivolto esclusivamente a candidati automuniti. Quando si cerca un impiego, ci si può far prendere dall’ansia e commettere errori grossolani. Prenditi il tempo necessario per fare le cose per bene (senza dilungarti troppo, ovviamente) e sforzati di essere lucido ed attento. La distanza che intercorre tra la tua scrivania e quella del selezionatore che potrebbe convocarti per un’intervista dipende dalla tua capacità di presentarti nel migliore dei modi e di scansare gli “scivoloni” che possono compromettere il tuo percorso lavorativo. Vediamo quali sono i più frequenti. 

Il CV può essere scartato perché non si presenta bene

Come puoi pretendere che il tuo curriculum conquisti la considerazione del selezionatore, se risulta graficamente impreciso. La forma, nelle candidature, ha un’importanza fondamentale: le righe disallineate, i caratteri mal assortiti e la gestione maldestra delle spaziature possono creare un effetto caotico destinato ad affaticare la vista di chi li guarda. Che, il più delle volte, sceglie comprensibilmente di chiudere il documento. In pratica, anche se hai tutte le carte in regola a livello di competenze e di esperienze maturate, rischi di scavarti la fossa da solo per colpa della tua approssimazione e della scarsa attenzione che hai destinato all’aspetto meramente estetico della tua candidatura. Nel caso in cui avessi problemi a compilare come si deve il curriculum vitae e ti rendessi conto che le parole che inserisci sfuggono al tuo controllo, chiedi aiuto a chi ne capisce. Nella tua cerchia di amici ci sarà sicuramente uno “smanettone” in grado di darti una mano. Chiedigliela e non sabotarti da solo. 

Il CV può essere scartato perché è troppo lungo

Il curriculum deve essere un documento di facile consultazione, composto da informazioni che devono essere selezionate con cura. Pensare che un curriculum lungo abbia più possibilità di essere preso in considerazione rispetto ad uno più sintetico è una mera ingenuità, ampiamente smentita dai fatti. Proviamo a spiegarlo meglio: ammettiamo che tu ti stia candidando ad un posto come addetto alle vendite in una nota catena di elettrodomestici alla quale interessa sapere se hai una buona conoscenza dei prodotti che dovresti vendere e se sei capace di relazionarti in maniera cortese e corretta con la clientela. Cerca di mettere in risalto le esperienze e le informazioni che hanno attinenza con queste specifiche richieste e lascia fuori tutto il resto. A che serve precisare che, per sei mesi, hai consegnato pizze a domicilio o che lo scorso autunno ti sei iscritto ad un corso di cucina vegana? I reclutatori hanno poco tempo e non possono certo perderlo a scovare le informazioni che gli servono nel mare magnum di parole che hai infelicemente deciso di riportare sul tuo CV. Fai una selezione accurata delle cose da mettere in evidenza e non dilungarti inutilmente. Perché, come dicono gli inglesi, “less  is more”. Quasi sempre.

Il CV può essere scartato perché è pieno di errori  

Chi darebbe credito ad un candidato che dimentica di raddoppiare le consonanti e confonde l’apostrofo con l’accento? Una buona padronanza della lingua italiana è il prerequisito fondamentale a cui devi affidarti quando compili il tuo curriculum. Se ne sei sprovvisto, fai un bagno di umiltà e chiedi aiuto a chi può dartelo perché quello che non puoi assolutamente permetterti è rischiare di compilare un documento costellato di svarioni, refusi ed errori grammaticali. 

Il punto è semplice: poiché i reclutatori si trovano spesso nella scomoda posizione di dover scegliere tra candidati validi e motivati, quando realizzano di avere a che fare con persone che utilizzano, in maniera creativa, le preposizioni semplici e dimostrano di non sapere quando è bene ricorrere al congiuntivo, non si fanno alcuno scrupolo a scartarle.  Vuoi veramente rischiare che la scarsa attenzione che hai destinato alla maestra che ha cercato di insegnarti la grammatica italiana comprometta il tuo percorso lavorativo? Attiva un correttore automatico, controlla con estrema attenzione tutto quello che hai riportato sul CV e fallo leggere alla tua amica più puntigliosa. La superficialità e l’ignoranza non trovano lavoro in alcun ambito. 

Il CV può essere scartato perché non è strategico

Scrivere un curriculum chiaro, sintetico, corretto e ben formattato può non bastare. Evita di perderti in frasi fatte che non hanno nulla di concreto e trasforma il tuo curriculum vitae in un eccellente biglietto da visita. I reclutatori hanno sviluppato una vera e propria forma di insofferenza per i candidati che continuano a parlare di “spiccate doti comunicative” e di “predisposizione al lavoro di squadra”. A queste espressioni abusate (e del tutto inconsistenti) preferiscono, di gran lunga, il racconto asciutto di qualche obiettivo raggiunto o l’inserimento di numeri, dati e statistiche che testimoniano il successo delle tue prestazioni. Le diciture fumose tolgono valore alle tue esperienze, evitale con cura ed il tuo curriculum risulterà strategico e vincente. 

Ricorda infine che inviare lo stesso curriculum in risposta a qualsiasi tipo di annuncio è quanto di più sbagliato tu possa fare. Le offerte di lavoro non sono tutte uguali e meritano, di conseguenza, risposte mirate ed originali. Accompagna ogni curriculum con una lettera di presentazione ad hoc e spiega ai selezionatori perché dovrebbero preferirti agli altri candidati e concederti di incontrarli in sede di colloquio. Sapersi vendere è un’arte che devi affinare dalla compilazione del tuo primo curriculum.

Partecipare ad una competizione significa mettersi in gioco ed impegnarsi affinché il proprio potenziale emerga. Dai il meglio di te e fai in modo che il tuo curriculum lasci il segno. L’eventualità di non essere scelto esiste eccome, ma quando si lavora bene e si sgombera il campo dalle ingenuità che tradiscono disattenzione e superficialità, anche il rifiuto (motivato) può avere un sapore diverso e contribuire a farti crescere e maturare.  

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