Come lasciare il posto di lavoro senza tagliare i ponti

Una breve guida per capire cosa è bene fare e non fare quando stai per congedarti dai colleghi

Foto di repertorio

Ebbene sì, ad un certo punto della tua carriera, potrebbe capitarti l'imponderabile, ovvero che tu debba congedarti dai colleghi con cui hai condiviso tanto per intraprendere una nuova avventura. Nell'Italia affezionata al posto fisso, l'idea potrebbe sembrare spaventosa, ma aprirsi ad una nuova sfida lavorativa non è affatto una iattura. L'importante è che, quando arriva il momento di andare via, lo si faccia nel migliore dei modi. Vediamo quindi come è possibile lasciare il posto di lavoro senza tagliare i ponti con chi, fino a ieri, ha resistito al tuo fianco nelle riunioni più noiose e ha gioito insieme a te per i successi centrati.   

Perché hai deciso di andare via 

Prima di scoprire qual è il modo più elegante per congedarsi dai dirigenti e dai colleghi con cui hai avuto a che fare per anni, cerchiamo di comprendere quali sono i motivi che possono spingerti a lasciare il tuo impiego. L'ipotesi più felice è che tu abbia ricevuto un'offerta da un'altra azienda che ti promette uno stipendio più alto e mansioni più allettanti, ma non è escluso che a determinare la tua dipartita dall'ufficio sia la necessità di trasferirti in un'altra città (o in un altro Paese), magari per seguire un familiare, o l'esigenza di cambiare aria e di voltare pagina per trovare stimoli nuovi. Oppure ancora il bisogno di prendere le distanze da persone che ormai non sopporti più e che rischiano di logorare il tuo sistema nervoso e di farti perdere il controllo delle tue azioni.

Qualunque sia il motivo che ti spinge o costringe ad andartene, tieni a mente che devi farlo con stile, evitando di lasciarti alle spalle veleni e frustrazioni che potrebbero impedire i nuovi passi che stai per compiere. Toglierti qualche sassolino dalla scarpa potrebbe regalarti momenti di pura euforia (vuoi mettere il piacere di dire finalmente al tuo collega più arrogante quanto sia ottuso e limitato o di rinfacciare al capo tutte le angherie che hai dovuto subire?), ma a conti fatti, non ne vale la pena perché, superato il godimento effimero e transitorio, potresti essere assalito da un poderoso senso di colpa. E non dimenticare che il collega borioso o il capo ingiusto a cui non vedi l'ora di cantargliene quattro potrebbero ricomparire, sotto inaspettate vesti, nella tua nuova vita lavorativa. Perché lasciare un ricordo negativo che li spingerebbe a remarti contro? Anche se pensi di aver ingoiato una quantità inaccettabile di rospi, sedendo al fianco di inetti che hanno fatto carriera sulle tue spalle, devi ricordare a te stesso che l'educazione e le buone maniere ti aiuteranno ad affrontare al meglio la fase di transizione che stai vivendo. Non lasciare che l'astio prenda il sopravvento e metti in prospettiva le cose: le azioni di chi ti ha insolentito per anni diventeranno solo un brutto ricordo e non potranno mai più danneggiarti o renderti vulnerabile. 

Cosa non devi fare

Appurato dunque che quello che devi fare è concentrarti su ciò che stai per cominciare, vediamo come conviene muoversi partendo da quello che è bene evitare.

Non spifferare la notizia in giro

Tieni a bada la contentezza di andare via e muoviti con cautela evitando di dire ai colleghi (anche a quelli che consideri più leali) che stai per consegnare il badge al responsabile del personale. Anche se i rapporti col tuo capo non sono mai stati eccellenti, la mossa più seria e professionale che tu possa fare è quella di comunicarlo prioritariamente a lui rispettando il ruolo che ricopre all'interno dell'azienda. Chiedi al tuo responsabile quando è possibile parlargli privatamente, fissa un  appuntamento e dagli la notizia senza girarci troppo intorno. Sii chiaro, diretto e cortese e, anche se pensi che non se lo meriti affatto, ringrazialo per l'opportunità che ti ha concesso scegliendoti come suo collaboratore. Sfodera l'arma della diplomazia ed esci di scena con stile.

Non abbassare la guardia e non bivaccare

La consapevolezza che a breve siederai su una poltrona più comoda in un ufficio più luminoso che si trova ai piani alti di un  edificio più grande di quello dove hai lavorato per anni potrebbe indurti a comportarti da lavativo fregandone di ciò che accade nell'azienda che stai per lasciare. E' un comportamento che racconterebbe tanto della tua scarsa professionalità e che darebbe ragione a chi ha fatto fatica ad accordarti la sua stima. Ricordati che, fino all'ultimo giorno di permanenza in ufficio, devi fare il tuo dovere e seguire le regole dettate dalla dirigenza; mancare di rispetto alle persone che ti hanno stipendiato per anni e dimostrare noncuranza per ciò che hai seguito a lungo è quanto di più puerile tu possa fare. 

Non andartene all'improvviso

Esistono dei termini di preavviso definiti dai contratti nazionali che non possono essere disattesi, a meno che non si voglia incorrere in multe e sanzioni. Anche se il tuo nuovo datore di lavoro ti ha fatto chiaramente intendere che è meglio che tu salga a bordo subito, devi mettere in conto la necessità di comportarti correttamente col tuo vecchio staff evitando di lasciare lavori incompleti che sarebbe difficile portare a termine senza di te. Cerca di essere ragionevole e collaborativo: se ci sono delle consegne importanti da onorare, non puoi certo “lasciare in tredici” tutti e mettere nei guai i tuoi colleghi. Anche se il tuo futuro non sarà più al loro fianco, dimostra lealtà, serietà ed attaccamento fino alla fine e assicurati di non causare problemi a chi rimane. 

Cosa devi fare

E veniamo ai comportamenti che, stando alle buone maniere, è opportuno che tu assuma alla vigilia del tuo congedo che, per quanto possa renderti felice, segna comunque la conclusione di una fase importante della tua vita.

Renditi disponibile per il passaggio delle consegne

Il capo a cui hai appena comunicato che stai per andartene dovrà verosimilmente attivarsi per trovare una persona che prenda il tuo posto. Che dovrà imparare una serie di cose (è successo anche a te, quando eri un pivellino) ed entrare all'interno di dinamiche di funzionamento che assimilerà poco alla volta. Renditi disponibile per il passaggio delle consegne e cerca di agevolare la vita del nuovo arrivato. Come? Prima di andare via, potresti trasmettergli i file in cui hai annotato informazioni strategiche e passargli il testimone augurandogli buon lavoro. Senza dimenticare di lasciargli un recapito telefonico a cui potrà chiamarti, se dovesse avere dubbi e difficoltà. Il cordone ombelicale che stai per recidere non può prescindere dalla necessità di consentire al tuo sostituto di lavorare bene.

Porta con te gli oggetti personali ed elimina le informazioni strettamente riservate

Lasciare il posto di lavoro significa anche preparare gli scatoloni in cui bisogna riporre tutto (o quasi). Sgombra il tavolo da matite, penne e bloc notes, ma anche da foto, magneti e gadget vari. E non  dimenticare di portare con te appunti ed informazioni strettamente riservate che potrebbero metterti in difficoltà sia sul piano professionale che su quello personale. L'idea che i tuoi ex colleghi vengano a conoscenza di una tua nascosta passione perché hai lasciato tracce nell'ultimo cassetto della scrivania potrebbe procurarti qualche imbarazzo. Discorso diverso deve essere fatto, invece, per le informazioni sensibili di cui sei venuto a conoscenza durante il tuo periodo di collaborazione in azienda. Appropriartene e portarle con te, magari perché credi che possano tornarti utili nell'adempimento delle nuove mansioni che svolgerai altrove, configura un vero e proprio reato (per furto o rivelazione di segreto professionale). Ciò che hai dato all'azienda deve rimanere lì.   

Saluta e ringrazia tutti

Ci sono due modi di congedarsi dalle persone che hai frequentato (più o meno piacevolmente) per un certo periodo della tua vita: farlo col sorriso tra le labbra, lasciando in eredità un ricordo positivo, o farlo in maniera nervosa e risentita, lasciando prevalere le brutte sensazioni che hanno avvelenato le giornate che hai trascorso al loro fianco. Cerchiamo di essere onesti: mostrare gratitudine nei confronti di chi ha sistematicamente sabotato il tuo lavoro è uno sforzo che richiede la magnanimità di un santo, ma se rifletti sul fatto che, a breve, non dovrai più guardarti alle spalle o munirti di caschetto per evitare di cadere rovinosamente, salutarli cortesemente non ti sembrerà più così difficile. Se sei diventato il professionista che sei, in fondo, lo devi anche alle “canaglie” che hanno tentato di renderti la vita impossibile; tienilo a mente quando oltrepasserai soddisfatto la soglia dell'ufficio in cui non dovrai più mettere piede. 
 
Lasciare il posto di lavoro senza chiudere i ponti con chi rimane non è solo possibile, ma auspicabile. Tutto dipende dalla tua disponibilità a capitalizzare quello che hai appreso negli anni trascorsi in azienda, senza portarti appresso inutili zavorre.  Chiudere bene – acquisendo la consapevolezza di quello che si è fatto, di cosa si è diventati e di dove si potrà arrivare – ti aiuterà a ricominciare alla grande. E ad approcciarti col giusto spirito all'avventura che stai per intraprendere. Buon lavoro! 

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