Fai un lavoro che non ti piace? Ecco cosa ti consiglio di fare

Se hai realizzato che il lavoro che svolgi non ti piace, fermati a riflettere come si deve sulla faccenda. Ecco alcuni consigli

La linea che divide la stanchezza dall'insofferenza può essere difficile da tracciare e da riconoscere. Specie quando si parla di lavoro che, per definizione, implica impegno, fatica e sacrificio. Ma cerchiamo di essere chiari: una cosa è lagnarsi di tanto in tanto, del capo esigente o del collega scansafatiche; altra cosa è constatare che quello che facciamo per vivere ci fa sentire piccoli e poco importanti. 

Questo ci porta a dubitare (ogni giorno un po' di più) di noi stessi e delle nostre capacità. 

Se hai realizzato che il lavoro che svolgi non ti piace, fermati a riflettere come si deve sulla faccenda perché il passaggio che stai vivendo potrebbe portarti a fare scelte delicate. Non essere precipitoso e resta coi piedi per terra, tanto la paura quanto l'eccesso di entusiasmo possono farti imboccare la strada sbagliata. Evitalo in ogni modo perché in ballo non c'è soltanto la tua carriera, ma la tua serenità.

Cosa fare se il lavoro non ti piace: ecco 3 consigli per te 

La situazione potrebbe essere questa: dopo l'impatto iniziale, che ti aveva fatto ben sperare, hai definitivamente realizzato che il tuo lavoro non ti piace e che si è trasformato nella più grossa fonte di stress e di frustrazione della tua vita. Di contro, hai l'esigenza di portare a casa uno stipendio sicuro, che ti permetta di pagare le bollette, estinguere il mutuo e di iscrivere i figli ai corsi di nuoto e di chitarra che desiderano frequentare.

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Cosa fare? Mollare tutto per rincorrere una chimera è fuori discussione: anche se non hai una famiglia da mantenere, non puoi certo prendere in considerazione l'ipotesi di licenziarti in tronco per tornare a casa da mamma e papà. Ma neanche quella di condannarti all'infelicità sicura. Conta fino a cento e rifletti bene sul da farsi, affidandoti ai 3 semplici consigli che ho messo in fila di seguito.

#1 Cerca di capire chi sei e cosa vuoi

Perdere l'orientamento è umano. Metti in conto che potresti, ad un certo punto, sentirti smarrito ed impiegare parecchio tempo per ritrovare la bussola. Impiegalo fruttuosamente, approfondendo l'analisi sulla tua vita. Cerca di scovare le risposte che ti aiuteranno a risolvere il rebus che complica le tue giornate e non fermarti alla lettura più semplice ed immediata. L'insofferenza che nutri nei confronti del tuo lavoro potrebbe essere solo la punta di un iceberg, il segnale di un disagio ben più grande. Tenta di fare chiarezza: cosa vuoi davvero? E' il lavoro che non ti fa stare bene o sei tu ad attraversare un periodo di incertezza ed insoddisfazione generali? Sforzati di capire anche che tipo di lavoratore sei: non tutti sono nati con la voglia di affermarsi ai massimi livelli nella loro professione. Non sentirti in colpa, se il fuoco dell'ambizione non arde dentro di te. Essere un tipo che si accontenta di quello che fa non vuol dire essere un mediocre. Se il lavoro non ti piace perché vorresti fare altro o di più, allora è il caso di ragionarci sopra; ma se non senti l'esigenza di affermarti diversamente, allora il problema va rintracciato e risolto fuori dall'azienda.

#2 Analizza il quadro con attenzione e guarda in prospettiva

Se sei certo che a generare la tua insoddisfazione è il lavoro che non ti piace, allora cerca di capire cosa c'è che non va. Hai problemi coi colleghi? Ti senti demotivato? Non riesci più a reggere il carico di lavoro? Analizza il quadro nel dettaglio e risali alla fonte (o alle fonti) del tuo malessere. Le cose potrebbero risolversi con una chiacchierata col tuo responsabile al quale potresti spiegare che non provi più alcuno stimolo per quello che fai. L'assegnazione di nuovi incarichi potrebbe far tornare il sereno, così come la possibilità di lavorare episodicamente da casa. A non piacerti potrebbe non essere il lavoro in sé, ma le condizioni che esso impone. E che fai fatica a rispettare. Cerca anche di guardare le cose in prospettiva: le mansioni che svolgi attualmente potrebbero non gratificarti sufficientemente (soprattutto se sei alle prime armi), ma se ti sei accorto di essere entrato in un'azienda dinamica, che permette di crescere a chi si dà da fare, allora rimboccati le maniche e pazienta un po'. Inutile cercare altrove la realizzazione che puoi tranquillamente raggiungere dove ti trovi già.

#3 Non farti bloccare dalla paura

Cambiare fa sempre paura, ma devi mettere sulla bilancia il peso di un malessere costante, che rischia di rovinarti la vita. Se la situazione ti sembra irrimediabile perché, nonostante i tuoi sforzi ed i segnali di aiuto lanciati in giro, non registri alcun miglioramento, allora prendi il coraggio a due mani e guardati intorno. Inizia a cercare altrove, senza far trapelare nulla ai tuoi datori di lavoro ai quali dovrai garantire la solita professionalità e dovrai far sapere (con un ragionevole margine di preavviso) che hai intenzione di lasciare il tuo impiego. Non farti vincere dalla paura: l'idea di ricominciare da capo può farti tentennare (soprattutto se sei un tipo introverso ed abitudinario), ma rimanere aggrappato ad un lavoro che non ti piace non è la soluzione. C'è sempre tempo per reinventarsi - non solo professionalmente - a patto che lo si faccia col giusto spirito e con raziocinio. Senza essere avventati o superficiali. Cerca di valutare, nel modo più obiettivo possibile, quali sono le competenze che hai affinato durante il tuo percorso lavorativo e proponiti alle aziende che pensi possano valorizzare le tue capacità. Dopo mesi (o anni) di frustrazione, è arrivato il momento di rimetterti in gioco. Chiudi la paura in cantina e butta la chiave perché stai per aprire una nuova porta. 

Che si tratti di un'insofferenza momentanea o di un fastidio cronico, corri ai ripari. Il lavoro dei sogni forse non esiste, ma se pensi con terrore alle ore che devi quotidianamente trascorrere a stretto gomito con persone che non ti piacciono a svolgere mansioni che non ti coinvolgono, allora è il caso di darci un taglio. Fare un lavoro che non piace può essere avvilente: chi impara a non accontentarsi e punta a realizzarsi pienamente dimostra di volersi bene e riesce – di norma – a donare agli altri il meglio di sé. Unisciti al gruppo e ciò che fai acquisterà un valore nuovo, destinato a farti affrontare le sfide con slancio e consapevolezza.

In collaborazione con Bianco Lavoro
 

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