Stipendio in contanti, attenzione: così la sanzione è doppia

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha esplicato in una nota ufficiale cosa succede ai datori di lavoro  che pagano in contanti cifre superiori ai 3mila euro: in questo caso le leggi violate sono due

Foto di repertorio

Lo stop al pagamento degli stipendi in contanti ha apportato molti cambiamenti nel mondo del lavoro. Ma esiste un caso in cui i datori di lavori rischiano non una, ma addirittura due diverse sanzioni, entrambe molto esose. Infatti, se l'ammontare della retribuzione mensile è superiore ai 3mila euro e il datore di lavoro o i committenti pagano la somma in contanti, sono due le leggi che vengono infrante e di conseguenza, due le sanzioni. La prima è ovviamente relativa alla violazione della norma scattata il 1° luglio scorso, che vieta il pagamento in contanti dello stipendio, la seconda riguarda la normativa antiriciclaggio, che prevede come pene delle multe salatissime, da 3mila euro fino a 50mila euro. La conferma del rischio di doppia sanzione è arrivata dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro, che ha chiarito la situazione con la nota n° 7369/2018.

Divieto e sanzioni

Come già accennato, da luglio 2018 i datori di lavoro sono obbligati a pagare lo stipendio dei dipendenti soltanto attraverso banche, uffici postali ed altre tipologie di pagamento tracciabili. Non è più consentito il pagamento in contanti che può essere punito con multe da mille a 5mila euro per ogni mese di paga in cui si è commesso l'illecito. Come conferma l'Ispettorato, in caso di pagamenti  in contanti superiori ai 3mila euro si incorre anche nella violazione dell'articolo 49, comma 1, del dlgs n. 231/2007 della norma antiriciclaggio, che prevede sanzioni fino a 50mila euro.

Arriva il divieto di pagare i lavoratori dipendenti in contanti

Cosa si può pagare in contanti

Va ricordato che la norma scattata dal 1° luglio riguarda soltanto le retribuzioni e non altre somme che potrebbero essere erogate al lavoratore a diverso titolo, come ad esempio i rimborsi spese per un viaggio, vitto e alloggio. Queste tipologie di spese potranno ancora essere pagate in contanti. Soltanto l'indennità di trasferta va documentata e tracciata, avendo un'anima 'mista, sia risarcitoria che retributiva, al contrario di un semplice rimborso spese. Il motivo? In questo modo gli ispettori del lavoro vengono messi in condizione di poter controllare gli effettivi importi versati al lavoratore.

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