Alitalia, Lotito c'è: il proprietario della Lazio formalizza la proposta d'acquisto

Prorogato fino al 15 luglio il termine per la presentazione dell'offerta. "Ho salvato la Lazio posso farcela con Alitalia" diceva nell'aprile del 2008 il patron del club biancoceleste che ha formalizzato la propria decisione sull'acquisto di Alitalia

il presidente della Lazio Claudio Lotito. Foto Ansa Claudio Peri

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, scende in campo per Alitalia. Dopo aver confermato nei giorni scorsi il suo interesse per l'ex compagnia di bandiera, il patron del club biancoceleste ha formalizzato l'offerta per l'acquisizione dell'aviolinea.

"Non posso esprimere alcun giudizio, nessun commento sull'offerta, ma era riservata...", ha detto Lotito contattato dall'Adnkronos, che non nasconde il suo disappunto per le indiscrezioni relative alla formalizzazione di una offerta di acquisto di Alitalia. "No comment" dunque dal patron biancoceleste che ribadisce la necessità, per tutti, di "rispettare le regole" in queste delicate partite finanziarie.

Alitalia, che cosa succede

Ma quale è davvero la situazione della compagnia aerea? il Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha concesso una nuova proroga -sino al prossimo 15 luglio- per permettere il consolidamento del consorzio guidato da Ferrovie dello Stato per rilevare l'azienda che, dopo essere stata ad un passo dal fallimento, si trova da due anni in amministrazione controllata.

Alitalia attualmente perde oltre 350 milioni di euro l'anno e il piano di salvataggio prevede la creazione di una nuova società lasciando gli oltre 3 miliardi di euro di debiti in una bad company.

La nuova Alitalia avrebbe però bisogno di circa 2 miliardi di euro e per questo si sta tentando una mediazione tra una cordati di co-investitori tra cui figura anche il ministero dell’Economia con il 15% del capitale. Tuttavia come ha ricordato oggi il ministro Tria per l'intervento dello Stato è necessaria una proposta vincolante da parte dei soggetti che hanno manifestato interesse.

A farsi avanti insieme alle Ferrovie ci sarebbe anche la compagnia aerea statunitense Delta Air Lines, già partner in passato di Alitalia. 

Per il restante 40% del capitale si era parlato di Atlantia, la società che oltre Autostrade per l’Italia controlla gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, e del Gruppo Toto, già proprietario in passato della compagnia aerea Air One. Ma si era parlato anche di un possibile interessamento da parte di Poste italiane, Fincantieri e della compagnia aerea cinese China Eastern Airlines. Ora finalmente una certezza: Lotito c'è.

Un vecchio crucio quello di Alitalia per il patron biancoceleste. "Ho salvato la Lazio posso farcela con Alitalia" diceva nell'aprile del 2008 quando Silvio Berlusconi annunciava la cordata dei patrioti per salvare l'ex compagnia di bandiera dopo il ritiro di Air France.

"Risanare la Lazio era un' impresa quasi disperata -raccontò Lotito in occasione di una lezione alla facoltà di Economica dell'Università della Tuscia a Viterbo- Incrementando i ricavi e soprattutto riducendo i costi. Ai dirigenti ho tagliato lo stipendio del 50%, mi hanno fatto causa ma non c'era altra strada da percorrere. E, in quanto ai giocatori, ho ridotto dell'80% il monte ingaggi ma la squadra è rimasta competitiva. Mi dovrebbero dare il premio Nobel per il rapporto costi-benefici... Chi me l'ha fatto fare? E' che mi piacciono le sfide al limite".

Alitalia, la paura di 11mila lavoratori

"Prosegue il pasticcio sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici di Alitalia" denuncia il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, commentando le ultime ipotesi sulla compagnia aerea. "Assistiamo solo ad una ridda di voci, più o meno fantasiose, su potenziali partner che dovrebbero togliere le castagne dal fuoco a Di Maio e Toninelli, mentre Salvini continua a fare il Ponzio Pilato"

"Il governo che continua a prendere tutti in giro senza un piano industriale né un'ipotesi credibile di soluzione del problema".

Montino ricorda che "qui ci sono in ballo le vite di migliaia di lavoratori e lavoratrici e delle loro famiglie. Si tratta di persone con elevata professionalità e altamente specializzate il cui futuro è messo a rischio da un governo incapace. Fiumicino, che ospita l'aeroporto sul suo territorio, ha già provato sulla propria pelle quali possono essere le ripercussioni sul tessuto sociale ed economico della città di un ennesimo flop su Alitalia. Noi, a differenza di palazzo Chigi, un piano per Alitalia lo abbiamo. Il tempo è scaduto: quanto ancora dove continuare questo imbarazzante balletto dell'incapacità a cui ci costringono ad assistere ogni giorno?".

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