Nella Manovra 50 milioni per le vittime delle banche (ma sembra una beffa)

Quanti dubbi sul “Fondo di ristoro finanziario” previsto dalla legge di bilancio che introdurrà un fondo di 25 milioni all'anno per il 2018 e 2019 a favore dei risparmiatori che hanno subito un danno dalle banche. "Cittadini pagheranno i crac finanziari?"

Arriva un fondo per il risarcimento dei risparmiatori vittime di reati finanziari. La dotazione sarà di 25 milioni per ciascuno degli anni 2018 e 2019. E' quanto prevede un emendamento dei relatori alla manovra depositato in commissione Bilancio del Senato.

Da notare come secondo il testo presentato a Palazzo Madama restano oscure le coperture: le modalità di attuazione del Fondo infatti secondo il testo "saranno stabilite entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della manovra".

Il Fondo verrà istituito nello stato di previsione del ministero dell'Economia e sarà in favore di "risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto, non altrimenti risarcito o indennizzato, in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria".

50 milioni? Da crac finanziari danni per 44 miliardi

La soluzione trovata in Parlamento ha suscitato però l'obiezione dell'associazione dei consumatori Codacons che parla espressamente di "rischio beffa". 

“25 milioni di euro all’anno a fronte delle ingenti perdite subite dai risparmiatori italiani a causa di crisi bancarie e crac finanziari, pari a 44 miliardi di euro solo negli ultimi 15 anni, sono una elemosina ridicola" afferma il presidente Carlo Rienzi.

"Ci chiediamo inoltre da chi sarà finanziato tale Fondo: perché se non saranno le banche a pagare di tasca propria i 50 milioni di euro nel biennio, è evidente che sarà la collettività a farsi carico di tale spesa. E così i risparmiatori subiranno una doppia beffa, perché dopo aver perso i propri investimenti dovranno anche alimentare un fondo per coprire le malefatte delle banche”.

“In nessun caso accetteremo che siano i cittadini a pagare per la mancanza di trasparenza e la scorrettezza degli istituti di credito, e chiediamo al Governo di fornire rassicurazioni in merito” – conclude il presidente del Codacons.

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